Dalla parte del bambino


I bambini disturbano. Piangono, parlano a casaccio, sempre fuori contesto. A messa, poi, sono ingestibili: favoriti da genitori lassisti, coprono le parole del prete, a volte provvidenzialmente, a dire il vero. Fanno capricci, chiedono con insistenza, s’impuntano per niente.
Eppure hanno qualcosa d’impagabile: “fiducia senza limiti, docilità, sete di Gesù, candore e purezza, abbandono totale, sguardo limpido”, dice il Cristo alla mistica Gabrielle Bossis. Dichiara di amarli, e invita a riprendere l’anima di bambino per donargliela.
Ripenso a un principio di saggezza, così dimenticato: prima della ragione viene la libertà creativa, l’adesione personale. Ama e fa’ ciò che vuoi, diceva Agostino. In questa prospettiva, dalla parte del bambino, tutto si spiega.

4 pensieri su “Dalla parte del bambino

  1. Il nostro cuore è dei bambini che hanno gli occhi per vedere finalmente! Le mie nipotine mi hanno fatto un dono grande: vedo col loro cuore quello che non provavo tanti anni fa!

    Grazie Ernestina Un abbraccio

    Inviato da iPad

    >

    "Mi piace"

  2. Quale bambino? Quello che vogliamo a nostra immagine e somiglianza! Con le istituzioni di oggi (famiglia, scuola…), la sua formazione specialmente quella religiosa, lascia molto a desiderare. Lasciate che i bambini vengano a me…questo invito è sempre disatteso. Malgrado ciò, ci sorprendono sempre. Alimentiamo questo stupore, questa imprevidibilità…e saremo migliori di oggi…

    "Mi piace"

  3. Peter Handke

    Quando il bambino era bambino,
    se ne andava a braccia appese.
    Voleva che il ruscello fosse un fiume,
    il fiume un torrente;
    e questa pozza, il mare.

    Quando il bambino era bambino,
    non sapeva d’essere un bambino.
    Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno.

    Quando il bambino era bambino,
    su niente aveva un’opinione.
    Non aveva abitudini.
    Sedeva spesso a gambe incrociate,
    e di colpo sgusciava via.
    Aveva un vortice tra i capelli,
    e non faceva facce da fotografo.

    Quando il bambino era bambino,
    era l’epoca di queste domande.
    Perché io sono io, e perché non sei tu?
    Perché sono qui, e perché non sono lí?
    Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
    La vita sotto il sole, é forse solo un sogno?
    Non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo,
    quello che vedo, sento e odoro?
    C’é veramente il male e gente veramente cattiva?
    Come puó essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare?
    E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?

    Quando il bambino era bambino,
    per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
    ed é ancora cosí.

    Quando il bambino era bambino,
    le bacche gli cadevano in mano,
    come solo le bacche sanno cadere. ed é ancora cosí.
    Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
    A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta,
    e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande.
    E questo, é ancora cosí.
    Sulla cima di un albero,
    prendeva le ciliegie tutto euforico, com’é ancora oggi.
    Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
    Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.

    Quando il bambino era bambino,
    lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
    E ancora continua a vibrare.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.