Domenico Dara, il suo Breve trattato e gli Appunti

Domenico Dara è un autore di grande talento, capace di controllare, senza svilire e tecnicizzare, i mezzi letterari che ha; lo si capisce fin dal suo primo romanzo, Breve trattato sulle coincidenze, pubblicato da Nutrimenti nel 2014, finalista al premio Calvino 2013 e vincitore di tanti altri premi. La lingua è potente e contaminata con il calabrese, lo stile e la struttura sono degni di un ingegnere aeronautico, tanto sono ben calibrati nei minimi particolari e la storia è coinvolgente, con snodi scivolano e portano il lettore sempre più dentro, in fondo; la scelta delle parole, dei costrutti narrativi è intelligente, precisa e piacevole, tanto da far apparire naturale un lavoro che certamente ha richiesto dedizione, riscritture e cesello per essere scolpita in maniera così convincente e coinvolgente.

Sono sicura che anche voi vi innamorerete del protagonista, il postino di Girifalco, piccolo paese in provincia di Catanzaro. Prima di consegnare le lettere ai compaesani, le legge, le copia e le cataloga, entrando così nelle loro vite. Un’invasione, in realtà, del privato, ma portata avanti con così tanta grazia e delicatezza da rappresentare una attenzione, più che una violazione.
Attraverso le storie degli altri, inizia a guardare dentro sé stesso, come avviene a volte nella realtà fuori dai libri. Scopre che anche la sua vita è cambiata fra le righe di una lettera e che le coincidenze sono segni messi dal Caso davanti a noi per indicarci che stiamo sbagliando strada e ci possono portare sulla via giusta. Soprattutto se qualcuno, o qualcosa, intercettano il meccanismo e cercano di “oliarlo” un po’, proprio come fa il postino.

Un racconto particolare, di quelli che non si dimenticano e che dispiace quando è finito; una scrittura che si riconosce fra mille, senza per questo aver bisogno di un faro puntato per far vedere quanto l’autore sia bravo e di cosa sia capace.

Il suo secondo romanzo, Appunti di meccanica celeste, pubblicato sempre da Nutrimenti nel 2016, è ambientato ancora una volta a Girifalco ed è magico, corale, proprio come il circo che arriva in questo piccolo paese a sconvolgere la vita dei protagonisti. Un romanzo di cui ci si innamora pian piano; non è stato per me un colpo di fulmine come per il Breve trattato. Ho attraversato le prime pagine con il piacere sempre grandissimo di leggere un autore fra i miei preferiti in assoluto, ma non sono entrata immediatamente nella storia. Poi, all’improvviso, proprio come la stella cadente che nella notte di San Lorenzo tutti i protagonisti aspettano con il naso all’insù e il cuore gonfio di speranze, mi sono innamorata di tutti quelli che avevo intravisto fino a poco prima, delle loro storie, dei loro desideri.

Domenico Dara è capace di infilare una mano dentro i personaggi, raccoglierne l’anima, portarla al sicuro e raccontarla con le parole più delicate, concrete ed efficaci. Il grande rispetto che l’autore nutre per ogni creatura venuta fuori dalla sua fantasia (o dai suoi ricordi) rende ancora più emotivamente intensa e partecipativa la lettura.

Basta poco, in un paese piccolo, dove una piccola delusione (il mancato arrivo delle giostre per la festa del patrono) può far girare per un attimo il mondo di tutti al contrario. E ancora una volta una coincidenza, il Caso (che Caso non è), può riportarlo nell’orbita giusta. Un circo, diretto a una manifestazione molto più importante, non riesce a raggiungere la meta e si ferma a Girifalco.
Come il postino del Breve trattato, gli artisti si insinueranno con delicatezza nelle vite dei sette personaggi principali e ne mostreranno lati nascosti, dando loro la spinta, forse il coraggio, per riprendere in mano il loro futuro, fare i conti con le mancanze e con le piccole meschinità di ogni giorno.

In questo libro si parla di solitudine, speranza, malinconia, felicità; ci sono padri che mancano, fratelli che spariscono, figli che non arrivano e persone che si innamorano − di altre persone, della propria madre o della vita stessa.

Un romanzo in cui temi quotidiani diventano universali fra le mani di Domenico, entrano a far parte della vita di chi legge, che se li ritrova, per un periodo, dentro casa. Come fosse un circo arrivato a cambiare un po’ anche la nostra vita.

Qui l’intervista a Domenico Dara.

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