In the secolar night di Margaret Atwood (Canada, 1939)

In the secular night

In the secular night you wander around
alone in your house. It’s two-thirty.
Everyone has deserted you,
or this is your story;
you remember it from being sixteen,
when the others were out somewhere, having a good time,
or so you suspected,
and you had to baby-sit.
You took a large scoop of vanilla ice-cream
and filled up the glass with grapejuice
and ginger ale, and put on Glenn Miller
with his big-band sound,
and lit a cigarette and blew the smoke up the chimney,
and cried for a while because you were not dancing,
and then danced, by yourself, your mouth circled with purple.

Now, forty years later, things have changed,
and it’s baby lima beans.
It’s necessary to reserve a secret vice.
This is what comes from forgetting to eat
at the stated mealtimes. You simmer them carefully,
drain, add cream and pepper,
and amble up and down the stairs,
scooping them up with your fingers right out of the bowl,
talking to yourself out loud.
You’d be surprised if you got an answer,
but that part will come later.

There is so much silence between the words,
you say. You say, The sensed absence
of God and the sensed presence
amount to much the same thing,
only in reverse.
You say, I have too much white clothing.
You start to hum.
Several hundred years ago
this could have been mysticism
or heresy. It isn’t now.
Outside there are sirens.
Someone’s been run over.
The century grinds on.

Nella notte terrena

Nella notte terrena, tu giri da sola
per la casa. Sono le due e mezzo.
Tutti ti hanno abbandonata,
o questa è la tua storia
nel ricordo di quando avevi sedici anni.
Gli altri erano usciti per divertirsi –
almeno era quello che temevi –
mentre tu facevi la babysitter.
Ti eri concessa una grande porzione di gelato alla vaniglia
riempiendo il bicchiere con succo di pompelmo e
Ginger Ale. Avevi messo su un disco di Glenn Miller
e la sua big band e avevi acceso una sigaretta.
Avevi pianto un po’ perché non ballavi,
poi avevi ballato da sola,
tutta viola intorno alla bocca.

Quarant’anni più tardi, le cose sono cambiate,
ora sono i fagioli di Lima.
È necessario coltivare un vizio secreto.
Ecco, cosa succede se non si rispettano
gli orari dei pasti. Li fai cuocere lentamente,
li scoli e alla fine aggiungi panna e pepe.
Andando su e giù per le scale,
mangi direttamente dalla pentola, con le mani,
mentre parli con te stessa ad alta voce.
Ti stupiresti se ottenessi una risposta,
ma questa parte verrà dopo.

C’è così tanto silenzio tra le parole,
dici. Dici che l’assenza sensata di Dio
e la sua sensata presenza,
in qualche modo, sono la stessa cosa
alla rovescia.
Dici, ho troppi vestiti bianchi.
Cominci a canticchiare.
In altri tempi
poteva sembrare una forma di misticismo
o un’eresia. Ora non più.
Fuori si sentono le sirene.
Qualcuno è stato investito.
Il secolo continua a macinare.

Traduzione di Stefanie Golisch

2 pensieri su “In the secolar night di Margaret Atwood (Canada, 1939)

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