Essere uomini

di Yasmin Khadra (Italia, 2002)

Ci sono parti di universo che ancora non abbiamo scoperto, è certo. Posti dove non ci sono atomi né molecole, dove la luce è presente in ogni momento, dove non abbiamo i piedi legati a terra; posti dove possiamo volare, dove siamo liberi di essere ciò che siamo, fuori da ogni regola o schema terrestre.
Son certa, signori, che altrove, miliardi di anni luce di distanza da qui, c’è un piccolo mondo dove gli animali vivono per sempre, dove la pace regna sovrana, dove le acque di ogni ruscello non son contaminate e dove l’uomo non combatte l’uomo.

Lontano anni luce da qui ci sono anime più intelligenti che non si fanno la guerra, che si aiutano quando hanno bisogno. Lontano da qui, signori, non ci sono bombe che uccidono, coltelli che tagliano. Lontano da qui, signori, ci sono posti che la gente chiama “casa” e ci torna ogni giorno, posti dove il tempo è solo un’unità di misura e i soldi sono solo cartaccia inutile.
E noi? Noi cosa siamo, signori?
Sarà che noi, la guerra, la facciamo ogni giorno, nel nostro piccolo. Sarà che i nostri atomi son troppo vicini l’uno all’altro e non ci fanno pensare oltre al nostro egocentrico Io. Sarà che noi, i piedi, ce li abbiamo troppo per terra. Sarà che di fatto non abbiamo ancora trovato il baricentro di questa vita: il punto esatto dove le emozioni vanno a incontrarsi e la felicità raggiunge anche noi.
Forse sarà che i posti lontani miliardi anni luce ci fan pensare lontani anche chi si trova a un metro dal nostro cuore.
Forse l’universo ci riserva ancora nuove scoperte, forse noi non conosciamo ancora tutto l’universo.
Forse, forse, forse sono solo sogni? O potrebbero essere proiezioni di una realtà lontana, quasi inimmaginabile?
Questa immagine di lontananza forse svilisce i nostri sentimenti e fa apparire lontano anche chi ci sta accanto.

Oggi il cielo è azzurro tela, come quei bei cieli di Canaletto che sono sospesi su paesaggi veneziani.
Sono deserti che acclamano i pensieri e gli sguardi degli innamorati più disperati.
E pensare che sono tutti lì: i nostri problemi e le nostre risposte si trovano in quella sfera cesia.
Siamo tutti sotto uno stesso cielo, sotto le stesse preoccupazioni. Non dobbiamo sentirci esclusi e puniti per la nostra diversità.
È sempre il cielo che ce lo insegnano i pittori che ce lo mostrano e le parole di chi ce lo dice con lealtà.
Perché noi sì siamo unici, ma in fondo in fondo deriviamo tutti da una stessa mente e da un infernale macchina che ci ha stampati con un suo marchio.
Il cuore. Esso dà sempre gli stessi suggerimenti e le stesse tentazioni dai tempi antichi.
Cielo, lui ci fabbrica e ci raccoglie come perfetti inesperti della vita e dell’amore.

Il quadro è di Emil Schumacher

5 pensieri su “Essere uomini

  1. È sempre lui, il cuore, da cui sgorgano questi pensieri e questa scrittura così limpida, profonda e celeste, come il cielo. Grazie di queste riflessioni, ne abbiamo un enorme bisogno.

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  2. Ormai tutti seguiamo l’evoluzione della conoscenza spaziale. Quasi ogni giorno ci avvertono che sono stati scoperti pianeti e pianetini sui quali potrebbe esserci la vita. Mai che si auspichi però che la vita lassù immaginata possa essere finalmente una vita diversa da quella che conosciamo, sviluppatasi (non evolutasi) sotto l’impronta del dominio e della forza, tra guerre continue… Lo fa adesso con questo scritto semplice e cristallino Yasmin

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  3. “Son certa, signori, che altrove, miliardi di anni luce di distanza da qui, c’è un piccolo mondo dove gli animali vivono per sempre, dove la pace regna sovrana, dove le acque di ogni ruscello non son contaminate e dove l’uomo non combatte l’uomo”.

    Grazie, si ha bisogno di sperare e credere in un piccolo mondo di pace e serenità
    anche solo sentire queste parole fa bene

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  4. Cielo, lui ci fabbrica e ci raccoglie come perfetti inesperti della vita e dell’amore.

    Insesperti si nasce e inesperti si rimane.
    Non so se Yasmin lo sa, ma io lo so.
    So anche che le cose essenziali, si sa da – molto – giovani o non si saprà mai.
    Si sa – eppure bisogna continuare a cercarle.
    Le cose. ( soprattutto quelle piccole)
    Si scrive, si scopre, si dimentica, ci si ricorda… e sempre avanti così.
    E’ questo il mestiere di vivere…
    Attendo nuovi testi, Yasmin!
    La tua insegnante che insegnante non è!
    S

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