Scrittori e scrittura: Domenico Dara

Ho incontrato Domenico Dara in occasione di una presentazione a Roma, alla libreria I Trapezisti, condotta con grande emozione e competenza da Simona Aversa. Per me è stata un’occasione per toccare con mano quello che si evince dai suoi romanzi: è una persona con un’anima molto profonda e riesce a creare atmosfere dense di sensazioni, sentimenti, emozioni anche in una stanza gremita di gente, e non solo fra le sue pagine.
Domenico mi ha parlato del suo “mestiere”, dei suoi personaggi, mi ha raccontato un aneddoto sul suo primo romanzo (che mi ha molto stupito) e ha anticipato una bellissima sorpresa.

Domenico, tu vivi di scrittura, è il tuo mestiere principale? (Lo so, è una domanda retorica, ma non potevo non farla, spero sempre che qualcuno smentisca).
No, assolutamente no. Penso che siano pochi quelli che riescono a vivere di scrittura, io faccio anche altro.

Quando e dove scrivi?
Quando posso, nel senso che con un altro lavoro, una famiglia, tre figli… L’impresa è ritagliarsi un po’ di tempo, quindi quando ho tempo (la notte, la mattina appena sveglio), ho dei buchi, scrivo.

Hai dei rituali, delle scaramanzie legate alla scrittura?
Ogni storia, quando inizio a scrivere una storia, deve avere una sua agenda. Ogni storia deve avere un suo spazio.

Le tue idee come diventano romanzi che hanno una struttura così precisa ed equilibrata?
Io scrivo per accumulazione. Parto da un’idea e poi come dei cerchi concentrici parto da quell’idea e inizio a raccogliere materiale, gli articoli di giornale che io già archivio da tanti anni, gli appunti di lettura; da un’idea iniziale poi tutto questo materiale viene ricostruito.

Breve trattato sulle coincidenze è stato finalista al Premio Calvino 2013; il Calvino è stata la tua prima scommessa o lo avevi già inviato a case editrici o agenzie?
Lo avevo inviato a una casa editrice con cui avevamo iniziato un lavoro di editing; poi a un certo punto il lavoro si è interrotto perché alla fine hanno deciso di non pubblicarlo. Quindi avevo un manoscritto già editato che a quel punto ho pensato, per fortuna, di inviare al Premio Calvino.

Appunti di meccanica celeste è stato finalista al Premio Strega ed è arrivato dopo un buon successo di pubblico, critica e tanti premi vinti con il Breve trattato. Hai avuto una sorta di ansia da prestazione quando hai iniziato a scriverlo oppure ti sei sentito libero?
Sinceramente no, anche perché ho iniziato a scrivere gli Appunti di meccanica celeste mentre scrivevo la parte finale del Breve trattato sulle coincidenze, quindi è stata una scrittura continua. Non ho avuto neanche il tempo di fermarmi a pensare se andrà bene, andrà male, piacerà, non piacerà.

Tu fai una cosa con i tuoi personaggi che io trovo stupenda: prendi l’anima più profonda di ogni personaggio, la tieni fra le mani e la racconti con delicatezza, gentilezza e rispetto, come pochi riescono a fare. Questo viene dal fatto che i tuoi personaggi siano rielaborazioni dei tuoi ricordi, persone che conosci… Come nasce un personaggio così forte come sono i tuoi?
A un certo punto è difficile stabilire quale sia il confine tra un personaggio reale e uno inventato. Se pensiamo ai sette personaggi degli Appunti possiamo dire che Lulù, il pazzo, è un personaggio vero, Don Venanzio è un personaggio reale, Malarosa nasce dalla conoscenza di una persona che somigliava a lei e che poi è stata restituita letterariamente. In generale, tutti i personaggi, anche in maniera inconsapevole, nascono da persone che ho conosciuto o sono una sintesi di tante persone che erano accomunate da un sentimento simile.

Due curiosità: cosa stai scrivendo (se stai scrivendo) e cosa stai leggendo?
In genere le mie letture collimano con la storia che sto scrivendo. Quando scrivevo gli Appunti, leggevo tanto di astronomia e meccanica quantistica. Adesso sto scrivendo una storia che è ambientata in un cimitero. A un certo punto degli Appunti dico che Girifalco è delimitata a nord dal manicomio e a sud dal cimitero. Siccome negli Appunti ho parlato del manicomio, nel prossimo libro devo parlare del cimitero. Il protagonista sarà il guardiano del cimitero e dunque le mie letture sono…… cimiteriali e i morti, tant’è che spesso mio figlio vede i libri sulla scrivania e mi dice “Basta coi morti”.

Io invece mi auguro che continui, così leggeremo presto il suo terzo romanzo.

(Grazie alle mie amiche Daniela Cicchetta, per la foto e l’opportunità di intervistare Domenico e Daniela Miele per la registrazione da cui poi ho tratto l’intervista).  

2 pensieri su “Scrittori e scrittura: Domenico Dara

  1. Pingback: Nulla accade per caso

  2. Grazie per averlo portato qui..sono nata a una manciata di km da girifalco..e come diceva mio padre ” il sangue, punge!”.Chiara

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.