La nostra vocazione


Gesù non aveva nulla. Gli fu prestata persino la stanza in cui istituì l’Eucaristia: il padrone ne ha bisogno, fece dire ai discepoli. E la tunica cucita da sua madre? Data anche quella. Il Cristo povero insegna che l’avere conta poco. Dovremmo concentrarci sull’essere, assecondando la nostra vocazione: glorificare Dio e gioire in Lui solo. Il resto lasciamolo ai ricchi, ma impetriamone la conversione, soprattutto se i ricchi siamo noi.

3 pensieri su “La nostra vocazione

  1. Essere o avere! Ma non demonizziamo l’avere, ma adoperiamolo per il bene comune…l’altro è il nostro specchio…gli occhi dell’Altro ci mettono a nudo…ci fa vedere la Verità e ci avvia verso la vera vita.

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  2. “Il Maestro di Nazareth invita il suo interlocutore a rinunciare al suo programma di vita, nel quale emerge in primo piano la categoria del possesso, quella dell’ “avere”, e ad accettare, invece, al suo posto un programma incentrato sul valore della persona umana: sull” “essere” personale con tutta la trascendenza che gli è propria”

    S. Giovanni Paolo II

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