Erich Kästner. Der August


Erich Kästner (Germania, 1899-1974)

Der August

Nun hebt das Jahr die Sense hoch
und mäht die Sommertage wie ein Bauer.
Wer sät, muß mähen.
Und wer mäht, muß säen.
Nichts bleibt, mein Herz. Und alles ist von Dauer.
Stockrosen stehen hinterm Zaun
in ihren alten, brüchigseidnen Trachten.
Die Sonnenblumen, üppig, blond und braun,
mit Schleiern vorm Gesicht, schaun aus wie Frau’n,
die eine Reise in die Hauptstadt machten.
Wann reisten sie? Bei Tage kaum.
Stets leuchteten sie golden am Stakete.
Wann reisten sie? Vielleicht im Traum?
Nachts, als der Duft vom Lindenbaum
an ihnen abschiedssüß vorüberwehte?
In Büchern liest man groß und breit,
selbst das Unendliche sei nicht unendlich.
Man dreht und wendet Raum und Zeit.
Man ist gescheiter als gescheit, –
das Unverständliche bleibt unverständlich.
Ein Erntewagen schwankt durchs Feld.
Im Garten riecht’s nach Minze und Kamille.
Man sieht die Hitze. Und man hört die Stille.
Wie klein ist heut die ganze Welt!
Wie groß und grenzenlos ist die Idylle …
Nichts bleibt, mein Herz. Bald sagt der Tag Gutnacht.
Sternschnuppen fallen dann, silbern und sacht,
ins Irgendwo, wie Tränen ohne Trauer.
Dann wünsche Deinen Wunsch, doch gib gut acht!
Nichts bleibt, mein Herz. Und alles ist von Dauer.

L’agosto

Ora l’anno alza la falce
per tagliare i giorni d’estate come un contadino.
Chi semina deve falciare.
E chi falcia deve seminare.
Nulla rimane, mio cuore. E tutto dura.

Dietro la rete fiorisce la malva
nella sua veste di seta antica.
I girasoli, rigogliosi, biondi e bruni,
col velo davanti al viso sembrano donne
in viaggio per la città.

Quando viaggiarono? Certo non di giorno.
Splendevano lungo la rete come oro.
Quando viaggiarono? Forse nel sogno?
Di notte, quando dal tiglio veniva un profumo
sapor addio?

Nei libri si legge sempre
che perfino l’infinito non è infinito.
Si gira e rigira spazio e tempo.
Si è intelligenti che più non si può, –
solo l’incomprensibile rimane incomprensibile.

Un carro per il raccolto vacilla per i campi.
L’orto profuma di menta e di camomilla.
Si vede il caldo. E si sente il silenzio.
Che piccolo è il mondo oggi!
E che grande e sconfinato l’idillio…

Nulla rimane, mio cuore. Presto il giorno ci darà la buona notte.
Dolcemente cadono le stelle filanti color argento
nello spazio come lacrime senza lutto.
Ora dì il tuo desiderio, ma stai attento!
Nulla rimane, mio cuore. E tutto dura.

Traduzione di Stefanie Golisch
Il quadro è di Karl Schmidt-Rotluff

2 pensieri su “Erich Kästner. Der August

  1. un’esplosione avvolgente di sensazioni, di fremiti, di minimi universali presentimenti. e che dire di questi splendidi versi: “Quando viaggiarono? Forse nel sogno?
    Di notte, quando dal tiglio veniva un profumo
    sapor addio?”

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  2. Grazie Stefanie per avermi fatto conoscere questa poesia che descrivendo e interrogandosi sulla natura delle cose, in realtà ragiona splendidamente sulle espressioni che usiamo, sull’antinomia e sull’ossimoro e su altri cortocircuiti verbali.

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