They come di Ha Jin (China,1956)

Sometimes when you’re walking in the street,
returning home or leaving to see a friend,
they come. They emerge from behind pillars and trees
approaching you like a pack hounding a sheep.
You know it’s no use to hide or flee,
so you stop and light a cigarette, waiting for them.

Sometimes when you’re eating in a restaurant,
your soup served and your dish not ready yet,
they come. A steady hand falls upon your shoulder.
You are familiar with such a hand
and don’t need to turn around to meet the face.
The scared diners are sneaking out,
the waitress’s chin is trembling when she speaks,
but you are sitting there waiting for the bill.
After settling it you’ll walk out with them.

Sometimes when you open your office,
planning to finish an article in three hours,
or read a review, but first make some tea,
they come. They spring out from behind the door
like ghosts welcoming a child to their lair.
You don’t want to enter, seeing cups and paper on the floor.
You are figuring how to send a message home.

Sometimes when you have worked day and night,
dog tired, and want to have a good sleep
after a shower and an extra nightcap,
they come. They change the color of your dream:
you moan for the wounds on your body,
you weep for the fates of others.
Only now you dare to fight back with your hands,
but a “bang” or an “ouch”
brings you back to silence and sleeplessness again.

See, they come.

Loro arrivano

Qualche volta mentre cammini,
tornando a casa o uscendo per incontrare un amico,
loro arrivano. Spuntano fuori da dietro colonne ed alberi
e si avvicinano come un branco a caccia di una pecora.
Tu sai che è inutile nasconderti o scappare,
quindi ti fermi, ti accendi una sigaretta e attendi il loro arrivo.

Qualche volta quando ti trovi in un ristorante,
mentre mangi il primo in attesa del secondo,
loro arrivano. Una mano sicura si appoggia sulla tua spalla.
La conosci questa mano,
non c’è bisogno di girarti per vedere il viso.
Gli altri ospiti, spaventati, cercano di fuggire,
il mento della cameriera trema mentre parla,
ma tu, come se nulla fosse, attendi il conto.
Dopo aver pagato andrai via insieme a loro.

Qualche volta quando apri la porta dell’ufficio,
e, mentre pensi all’articolo che stai scrivendo e
alla recensione che devi leggere, ti prepari un tè.
Ecco, che loro arrivano. Saltano fuori da dietro la porta
come degli spiriti che accolgono un bambino nel loro rifugio.
Ma tu, vedendo tazze e carta per terra, non vuoi entrare.
Ti chiedi come potrai mandare un messaggio a casa.

Qualche volta quando, dopo una dura giornata di lavoro,
sei stanco morto e non vedi l’ora di andare a dormire,
dopo la doccia e un bicchierino,
loro arrivano. Cambiano il colore del tuo sogno:
ti fanno male le ferite sul corpo,
piangi sul destino degli altri.
Solo ora osi difenderti con le tue mani
Ma uno schianto e un male improvviso
ti riportano al silenzio e all’insonnia.

Ecco, che loro arrivano.

Traduzione di Stefanie Golisch
Quadro di Zoran Music

2 pensieri su “They come di Ha Jin (China,1956)

  1. Pingback: Gioielli Rubati 3: (Felice Serino – Mario Benedetti – Cipriano Gentilino – Ha Jin – Vicente Vives – Angela Greco) | almerighi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.