Premi letterari: da trent’anni, poesia e impegno sociale a Porto Recanati

I premi letterari sono tanti, anche quelli dedicati alle opere poetiche, a differenza di come si potrebbe pensare, vista la difficoltà con cui si legge e si promuove la poesia. Molti premi hanno vita breve, nel giro di una manciata di edizioni sono solo un ricordo impresso su pagine di blog e trafiletti nei quotidiani.
Il premio letterario internazionale “Città di Porto Recanati” celebrerà nel 2019 il suo trentesimo “compleanno”; tutto sommato un premio giovane, ma dalle spalle forti e lo sguardo proiettato verso il futuro, non tralasciando mai di fare riferimento al passato. Marco Pigliacampo, segretario del Premio, è il figlio del fondatore, Renato, e prosegue il percorso tracciato con passione, amore e una fortissima motivazione, dal papà.

Marco, il premio è nato trent’anni fa per volere di tuo padre. Come mai ha istituito un premio letterario?Mio padre Renato, che purtroppo è scomparso tre anni fa, era un sociologo; si occupava di problemi dei portatori di handicap e li viveva in prima persona, in quanto non udente. Ha dedicato tutta la vita a cercare di migliorare l’integrazione sociale dei sordi italiani, con il lavoro di ricerca, l’insegnamento universitario, i testi scientifici. Con il premio di poesia volle estendere questo suo messaggio alle persone più sensibili e ideative, ossia i poeti, proponendo un tema fisso: la disabilità o l’emarginazione sociale in genere. La risposta fu positiva, perché induceva i poeti a riflettere sulla realtà che avevano attorno a loro.

Perché poesia e non narrativa, più semplice da promuovere e gestire?
Mio padre era un ricercatore sociale, un pedagogista, anche uno scrittore, ma soprattutto era un poeta. La sua passione per la poesia lo animava fin dall’adolescenza e ha avuto un ruolo importante nel suo percorso di riscatto da un destino segnato, quando divenne sordo a 12 anni e così giovane fu costretto a lasciare la famiglia, nelle campagne di Recanati, per frequentare scuole speciali prima a Firenze e poi a Padova.

Ai tempi delle prime edizioni eri bambino, oggi nei hai preso le redini. Hai sempre collaborato o hai ereditato la conduzione e l’organizzazione del premio?
Ho sempre letto con piacere le poesie che arrivavano e ricordo che cercavo di capire cosa volesse dire mio padre quando, leggendo una poesia, diceva tra sé e sé: “qui c’è metafora… qui non c’é metafora…”. Ma in realtà ho preso in mano l’organizzazione solo tre anni fa, insieme agli amici, poeti e critici letterari, che già collaboravano con lui da qualche anno.

Chi sono i poeti che partecipano? Ha un seguito eterogeneo?
Direi di sì, le poesie arrivano da tutta Italia. Negli ultimi tre anni, i primi premi sono andati a poeti di Torino, Napoli, Pescara. In passato hanno partecipato anche dall’estero. Riceviamo anche un buon numero di poesie in dialetto, anche se sempre con la necessaria traduzione in italiano. Essendo un premio noto da molti anni alla rete dei poeti italiani, devo dire che i componimenti che riceviamo hanno una qualità media piuttosto elevata.

Come si sviluppa il concorso durante l’anno? Quando scadono i termini per l’invio delle poesie?
Ogni anno pubblichiamo il nuovo bando in primavera e chiediamo di inviare le poesie entro luglio. La premiazione si tiene solitamente a Porto Recanati nel mese di settembre. Quindi… stay tuned! Di solito diffondiamo il bando sui siti specializzati, su Facebook, sui blog amici, via email ai partecipanti degli anni precedenti.

I poeti devono rispettare temi o tracce o sono componimenti liberi?
Il tema delle poesie è libero, tuttavia portiamo avanti lo spirito originario del premio suggerendo di trattare temi a sfondo sociale, relativi quindi al disagio, all’handicap o all’emarginazione. Oltre a premiare le migliori dieci poesie, sono previsti ogni anno premi speciali alle poesie che si sono distinte in particolare per questi temi. Si tratta dei premi dedicati alla memoria di Renato Pigliacampo.

Come lavora la giuria? Quali sono i criteri di scelta?
Il segretario del premio, che sono io, raccoglie le poesie e, dopo averle rese anonime, le trasferisce alla giuria, che è formata da poeti noti e critici letterari. Il presidente della giuria, che è lo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio, coordina i giurati e raccoglie le valutazioni. Solo dopo aver ricevuto la graduatoria delle poesie premiate dei premi speciali, mi occupo di associare i nominativi dei poeti ai componimenti.

Tu ti occupi direttamente di poesia? Sei un appassionato, partecipi alla scelta?
In realtà no, non partecipo alle scelte, anche se sono appassionato di poesia e le leggo tutte. Mi rendo conto che “l’arte della poesia è lunga”, come scrisse Diego Valeri a mio padre quand’era giovane, e non mi permetterei mai di dare giudizi critici senza avere il necessario bagaglio letterario di strumenti interpretativi.

Ci sono poeti che hanno partecipato o magari vinto che ti sono rimasti nel cuore?
Soprattutto, negli ultimi anni, i numerosi poeti che hanno voluto dedicare componimenti a mio padre, che avevano conosciuto personalmente in edizioni precedenti del concorso. Alcune di queste poesie sono raccolte nel libro Nella sera che cala sul litorale, che è un’antologia delle poesie di e su Renato Pigliacampo, che con Spurio abbiamo pubblicato due anni fa. Due su tutte: Notte e sole di Rosanna Giovanditto e Il guerriero del silenzio di Rita Muscardin.

Hai riscontrato negli anni, al cambiare della condizione politica e sociale, un variare dei temi, delle atmosfere dei componimenti?
Mi ha colpito molto l’elevato numero di poesie, negli ultimi anni, dedicate al dramma dell’immigrazione, spesso scritte immedesimandosi nelle fatiche e nei dolori di chi è costretto a lasciare la terra d’origine sognando una possibilità di riscatto e invece finisce in terre ostili e, spesso, in balia di sfruttatori. Oggi dal dibattito politico e dai social network sembra che la maggioranza degli italiani provi solo odio per gli immigrati, ma credo sia una lettura superficiale.

La XXIX edizione si è appena conclusa, quali sono le scadenze per la XXX?
La XXX edizione è un traguardo importante per il concorso, che è uno dei premi letterari più longevi delle Marche. Entro marzo 2019 diffonderemo il nuovo bando. Chi vuole riceverlo può scriverci all’indirizzo email poesia.portorecanati@gmail.com

Sono previsti eventi particolari per una tappa così importante?
Mi piacerebbe ampliare il premio di poesia con sezioni dedicate anche ad altro, come narrativa e saggistica, rispecchiando così la figura poliedrica di mio padre. Ma questo dipenderà anche dall’eventuale supporto di altri amici, nonché del Comune di Porto Recanati e della Provincia di Macerata, che finora si sono limitati al patrocinio. Peraltro, proprio in questi giorni sono finalmente riuscito a pubblicare Non oltre le porte del sole, un testo che mio padre finì di scrivere pochi giorni prima di sentirsi male. È un romanzo tra lo storico e lo scientifico, molto personale, dove tratta le sue principali passioni, dalla storia rinascimentale alle neuroscienze, e mediante la memoria genetica lui stesso, come narratore-protagonista, può vivere eventi del passato e conoscere la verità sulla fede di Savonarola, i segreti di Cagliostro, la poesia di Leopardi. Ve lo raccomando!

Non resta allora che leggere, scrivere e attendere marzo per conoscere tempi e modalità di questa nuova edizione che si preannuncia speciale.

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