SUL TAMBURO n.78: Marino Magliani, “Prima che te lo dicano altri”

Marino Magliani, Prima che te lo dicano altri, Milano, Chiarelettere, 2018

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di Giuseppe Panella

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Questo romanzo si basa su un desiderio rimasto inesausto: mettere in parole la nostalgia di una patria nella quale non si è potuto vivere come si sarebbe voluto. I personaggi della storia si ritengono tutti esuli (molti, come Christel, la matura mediatrice di immobili per i “russi” di cui Leo si invaghisce e che vorrebbe portarsi a letto) e il loro soggiorno sulla riviera ligure Magliani è un narratore nato e la sua ricerca linguistica non è mai disgiunta dalla volontà di raccontare storie, di illuminare con la luce radente dello stile vicende umane di grande spessore e di dolorosa potenza. Questo suo ultimo romanzo racconta un durissimo apprendistato di vita ma anche la struggente riconquista di un passato. Leo Vialetti di Sorba (Imperia), ligure come quasi tutti i protagonisti dei romanzi di Magliani, nasce e appartiene a una Liguria scabra, rocciosa, poco generosa con i suoi abitanti che pure la amano, costruita su baluardi montuosi, intervallati da brevi tratti di pianura, da salite erte e difficili, popolata di cinghiali e di uomini spesso più testardi e duri di quegli stessi animali selvatici cui danno la caccia.

Nello stesso tempo, il romanzo di Magliani descrive un mondo che dovrebbe risultare radicalmente opposto a quello nativo del protagonista: la Liguria e l’Argentina appaiono nelle sue pagine due continenti diversi e lontanissimi, eppure simili nel loro rapporto con l’umanità dolente che le abita.

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Frammenti di Cinema # 8

Il neorealismo italiano di Roberto Rossellini e Vittorio De Sica ha influenzato molto il cinema moderno. Ne ha plasmato lo sguardo e le tecniche di ripresa. D’altra parte, quanto a storie e soggetti, quindi passando dal linguaggio delle immagini ai contenuti, non riesco ad immaginare il grande cinema americano degli anni ’70, e non solo, senza i romanzi di Joseph Conrad. Anzi, in modo speculare, a leggerli, questi stessi ci appaiono subito molto cinematografici.

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Lui e io


Io sono amato. Gesù confida alla Bossis che la sua passione è prova dell’altra sua passione, quella che nutre per noi. Dovremmo essere sconvolti da questa coscienza: “Lui e io; sono Io e te: in te”. Questo cambia la vita, e basta crederci: ci sarà fatto così come crediamo. Lui e io: cosa posso mai desiderare, più di questo?

Tanaliberetutte

di Barbara Pesaresi

È una vecchia foto. Loro sono in piedi, una stretta all’altra, si tengono a braccetto. Sui loro volti si percepiscono sorrisi incerti, forse timidi o forse diffidenti. La foto è sbiadita, come se un velo di foschia vi si fosse depositato sopra. Continua a leggere

Inseguendo chimere


Dio vuol essere amato: questa verità non smette di stupirci. Aspetta un cenno, un nostro desiderio, anche un minimo inizio di cammino, il resto lo fa Lui. Soffre se si sente estraneo, se è messo da parte. La nostra missione è farlo amare, portargli anime, senza stancarci: anche se gli occhi e gli orecchi sembrassero rivolti altrove, inseguendo chimere.

Vivalascuola. La scuola non se ne frega

Per rilanciare un Appello per la scuola pubblica che ha raccolto numerose adesioni, si svolgeranno nella seconda metà del mese di ottobre vari convegni in otto città d’Italia (Roma, Genova, Torino, Padova, Bologna, Senigallia, Catanzaro, Palermo), promossi dall’Associazione Nazionale Per la scuola della Repubblica. E’ l’occasione per riproporre ai lettori di vivalascuola l’Appello, che mette a fuoco tematiche cruciali per il mondo della scuola, e che è bene rilanciare nel momento in cui Governo e amministratori locali fomentano parole d’ordine come: Voglio farmi la mia scuola con i miei soldi, con i miei insegnanti e con i miei programmi e chi se ne frega degli altri. La scuola, invece, non se ne frega. Accompagniamo l’Appello con una presentazione dei convegni di ottobre da parte di Anna Angelucci e una analisi dello stato della scuola da parte di Franco Toscani. Continua a leggere

Ornithology 2. Baroni

 

BARONI.jpg

(Gli uccelli sono sempre i primi
pensieri del mondo)
Giorgio Caproni

 

Il peso dei vostri corpi

È così popolato questo giardino
di voi passeri che becchettate.
Saltellate di frequente, qualche volta vi rincorrete
sopra uno strato di foglie secche Continua a leggere

La notte che segue la premiazione di un premio letterario dato ad altri

di Roberto Plevano

* Il romanzo Marca Gioiosa (Neri Pozza editore, 2017), segnalato al Premio Letterario Giovanni Comisso 2018 e finalista al 25° Premio Letterario “Latisana per il Nord-Est”, ha condotto il suo autore alle cerimonie di premiazione, 6 ottobre 2018. Testo scritto nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2018.

Appelli


L’esercizio più bello è andare in cerca di Dio-amore. Non solo in un momento di preghiera, nel raccoglimento di una stanza, di una chiesa, ma anche in strada, tra la folla, in una riunione accesa e conflittuale. Dovunque. Lui mi guarda, è lì, in attesa di un cenno, di un richiamo. Non vuole privarsi del nostro appello, del nostro desiderio.

Radio


Gesù si comunica attraverso di noi, accettando di confondersi con le nostre stanchezze e malattie; non abbiamo scuse per negarci alla sua azione, che si serve di strumenti miseri, che si accontenta di trasmettersi sulle onde emesse da radio che cadono a pezzi. Non è un miracolo che il regno si diffonda grazie a messaggeri gracili e incapaci? Dobbiamo fare un’unica cosa: metterci a sua disposizione.

Broch, Einstein e il socialismo

di Antonio Sparzani

Il terzo romanzo-autobiografia di Elias Canetti è intitolato Il gioco degli occhi (das Augenspiel in originale) e racconta dell’autore la vita di relazioni a Vienna negli anni 1931-37. Il titolo non si riferisce, come si potrebbe immaginare, agli occhi di qualche affascinante dama viennese, ma a quelli di un illustre scrittore viennese, Hermann Broch (1886-1951), di quasi vent’anni più vecchio di Canetti, da cui questi rimase per anni affascinato; colpito e sempre sorpreso dal gioco degli occhi e dal respiro di Broch.

Questi, che proveniva da una famiglia ebrea, all’annessione dell’Austria, 11 marzo 1938, fu imprigionato dai nazisti e liberato poi alla fine di marzo grazie alla pressione di un gruppo di amici, tra i quali anche James Joyce; andò quindi in esilio negli USA, dove visse fino alla morte. Broch era un affascinatore, un vero tombeur de femmes, ma sempre discreto, un vero cavaliere, come egli stesso amava definirsi “ein franzjosephinischer Kavalier”.

Broch conobbe Hannah Arendt nel maggio del 1946 nella casa newyorkese di una comune amica, Annemarie Meier-Graefe, vedova dello storico dell’arte berlinese Julius Meier-Graefe. Tra i due nacque un’immediata simpatia che durò, assai intensa, fino alla morte dello scrittore, avvenuta nel maggio del 1951. Per conoscere la relazione tra i due, che non sfocerà, come ci si potrebbe aspettare, in una relazione amorosa a pieno titolo, ma che certo può meritare l’aggettivo di amorosa, abbiamo fortunatamente anche in italiano il carteggio tra i due: Carteggio 1946-1951, Marietti 1820 editore, Genova-Milano 2006, curato con grande perizia da Roberto Rizzo e tradotto da Vito Ponzi. Continua a leggere

In paradiso


Ci sono cose che ci piacciono tanto, sulla terra: ognuno ha le sue. Ci sembra impossibile non poterne disporre, o addirittura che in cielo ci possano mancare. Stolti che siamo: tutto in paradiso è più bello, infinitamente migliore, e Gesù non vede l’ora di mostrarcelo. Già gode della festa, per cui ha pagato un prezzo così alto; ma è come se l’offrissimo noi, tanta è la gioia di renderci felici.

Ostie


L’Ostia, nel tabernacolo, è sola e orante, dice il Cristo alla Bossis. Le raccomanda di essere così, di pregare anch’essa nella ricca solitudine di una vita unita a Lui; di lanciare ogni tanto uno sguardo al Santuario, per rinnovare il sentimento di essere due ostie oranti e solitarie, unite in ogni sospiro, in ogni fibra.