Cenacolo

Sempre, ventiquattrore su ventiquattro, senza intervalli. È questo il criterio della nostra relazione con Gesù: un posare mattone su mattone per la costruzione del Regno; quel mattone che solo noi possiamo mettere. Dare a Gesù, in ogni istante, anche quando sembra di non avere niente, perché dal niente ha creato. E allora, dice il Cristo alla Bossis, faremo parte del cenacolo felice dei suoi servi, dei suoi amici.

4 pensieri su “Cenacolo

  1. …da manovale,da muratore,da architetto, l’importante è partecipare all’ impresa,
    dentro il Progetto che LUI ha stabilito per ognuno di noi !
    …collaboriamo, e se ci mettiamo di buona lena, come fosse a cottimo, si arriverà prima alla realizzazione dell’opera!!!
    Sarà molto fiero di noi il “”DATORE di lavoro””…e sicuramente non lesinera’ sul salario…
    …e prenderemo parte alla festa;da servi o da amici,…li non esisterà gerarchia!!!

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  2. “Ventiquattro ore su ventiquattro”…mah , normalmente solo quell’ora di domenica e nemmeno tanto, le distrazioni insidiano sempre…poi entriamo nel vortice del quotidiano dove impera “mors tua vita mea” …troppo draconiano! O quando va bene, del cristianesimo ci prendiamo solo quello che ci fa comodo. Dove sono le vere comunità cristiane?

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  3. Rispondendo a PIO PAPI dico : hai ragione , è vero, le distrazioni ci insidiano, siamo quasi sempre infedeli ma … ogni attimo possiamo cercare di cambiare chiedendo aiuto proprio a LUI che ci conosce, uno per uno, momento per momento.Chiediamo aiuto al MISERICORDIOSO che mai si stanca di perdonare,cerchiamo il suo sguardo di luce, proviamoci con grade fiducia..

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  4. Cara Iole , Lui ci conosce, ma noi Lui? Certo è misericordioso ma anche giusto! “Lo tiriamo per la giacchetta” ma non come l’emorroissa. Veniamo da tradizione cristiana, ma siamo pietre morte, pezzi di ingranaggio dove non sappiamo qual è il nostro fine. Siamo cattolici, ma votiamo per il divorzio, per l’aborto. Togliamo il crocifisso dalle scuole, non facciamo il presepe, per non urtare …dov’è la nostra identità? Davanti ad un scena di abusi, prevaricazioni, ci defiliamo, abbiamo paura. Dio è relazione ma noi pensiamo solo al nostro orticello. La chiesa ha sempre cercato di guardarsi dai poteri mondani e dalle eresie che attentano all’anima della Chiesa, ma negli ultimi tempi la “barca” è nella tempesta. La chiesa siamo noi. Qualcuno ha detto: di cristiano c’è solo Uno. Anche la natura ci sta interpellando, ma noi siamo indifferenti! Ci vuole un altro diluvio? Lui non vuole, ma allora cosa deve succedere per riprendere la retta via? Speriamo che…ma è necessario rendere ragione di questa speranza.
    Scusami, sono catastrofico e mi sto dilungando… Dio ci perdoni perchè non sappiamo quello che facciamo. Anche qui vogliamo sempre giustificarci…
    ti abbraccio
    pio

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