Per Bernardo Bertolucci, 1941-2018

di Paola Renzetti

Bertolucci


(Immagine: Bernardo Bertolucci con il padre Attilio durante le riprese di
Novecento, girato nel 1975 nelle campagne emiliane)

– Ci racconti il seguito
del Grifasino – fa
Bernardo, e rivolto a Giuseppe
che in silenzio l’interroga: – Il Grifasino
è un asino con le ali, vive nelle grotte
del Groppo Soprano, agli ordini
del Mago Sabino, protettore
dei bambini buoni.
Si muove poco dalla stalla di roccia
coperta di muschio come
la casa dove abita il mago, più grande
e fonda, ma non tanto diversa dalla sua.
– Tu l’hai vista? gli chiede,
facendo meraviglia, Giovanni. E lui, pronto,
– Quella notte d’estate
vi abbiamo dormito… Ormai
il padre e il figlio più piccolo
sono presi dal gioco
dei due compari che si sono assegnati
i ruoli alterni di una commedia
e la recitano con naturalezza
studiata, l’illusione risultando perfetta.
– Era una notte di luna piena, noi
stavamo distesi
su un letto di felci, io un po’
ho finto di dormire
per ingannare il babbo e la mamma… Poi,
in punta di piedi,
ho esplorato […] tutto l’appartamento
meno una stanza, quella
in cui dormiva il mago. Lui russava,
sembrava che tuonasse
dietro la porta chiusa…
Così sono arrivato allo stallino
del Grifasino, era sveglio come me,
mi ha guardato voltando piano la testa.
Avevo voglia di toccargli le ali,
sembravano d’argento
perché da una finestrina entrava dentro la luna…
Sono tutti presi, anche Giovanni è finito
nell’imbroglio pattuito col cugino occhiridenti,
prima, sul letto a castello,
osservatorio fantastico, vertiginosa vedetta
della finzione e del gioco.

*

Da La camera da letto, poema di Attilio Bertolucci pubblicato tra il 1984 e il 1988.

In questi versi troviamo Bernardo – definito dal padre Attilio “occhiridenti” – e il fratello minore Giuseppe, in compagnia del cugino Giovanni. Il Groppo Soprano è un monte roccioso dell’Appennino parmense, sopra Casarola, frazione di Monchio Delle Corti, alta Val Bratica. A Casarola si trova la casa della famiglia Bertolucci, con il tetto fatto della stessa roccia del monte. “Con le pietre vecchie, abbiamo rifatto il tetto. Niente si può fare dal nuovo, ma solo dal vecchio” (da un’intervista di Attilio Bertolucci a “Repubblica”, agosto 1991).

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