Ornithology 14. Lorca e Pasolini

LORCA

Casida delle oscure colombe

Claudio Guillén
bambino a 
Siviglia 

Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe oscure.
Una era il sole,
l’altra la luna.
«Comari», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
E io che camminavo
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
Una era l’altra
e la ragazza nessuno.
«Aquilette», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe nude,
una era l’altra
e tutt’e due nessuno.

Casida de las palomas oscuras

A Claudio Guillén
Niño en Sevilla

Por las ramas del laurel
vi dos palomas oscuras.
La una era el sol,
la otra era la luna.
«Vecinitas», les dije,
«¿dónde está mi sepultura?»
«En mi cola», dijo el sol.
«En mi garganta», dijo la luna.
Y yo que estaba caminando
con la tierra por cintura
vi dos águilas de nieve
y una muchacha desnuda.
La una era la otra
y la muchacha era ninguna.
«Aguilitas», les dije,
«¿dónde está mi sepultura?».
«En mi cola», dijo el sol.
«En mi garganta», dijo la luna.
Por las ramas del laurel
vi dos palomas desnudas.
La una era la otra
y las dos eran ninguna.

*

Federico García LORCA, Diván del Tamarit (1927-34)
in Poesie
traduzione e introduzione di Carlo Bo, vol. secondo
“La Fenice”, Guanda, Parma, 1962


Rispetto alla traduzione citata introduco qualche modifica. La Casida delle oscure colombe è il testo conclusivo della raccolta Diván del Tamarit, pubblicata postuma nel 1940. Casida e diván sono termini della letteratura araba classica. Tamarit una tenuta della famiglia Lorca, in Andalusia. Claudio Guillén, il bambino dedicatario della poesia, è il figlio del poeta Jorge Guillén. Le circostanze storiche non possono non accrescere di un’eco tragica il denso simbolismo fiabesco e la domanda ripetuta nella Casida: «Dov’è la mia sepoltura?». Nonostante ricerche che durano da più di ottant’anni, il corpo di Lorca, fucilato dai franchisti nell’agosto del 1936, non è mai stato ritrovato.
La Casida delle oscure colombe è stata messa in musica, diventando una canzone popolare. È stata cantata, tra l’altro, da un prigioniero politico nelle carceri di Pinochet, ad alcuni compagni come lui in probabile attesa di esecuzione.
https://www.cantoscautivos.org/en/testimony.php?query=10678
Cantos Cautivos (Captive Songs) è un progetto di archivio online che raccoglie racconti e ricordi relativi all’esperienza della musica nei centri di detenzione e tortura della dittatura cilena (1973-90).
https://www.cantoscautivos.org/

Canzoniere italiano_1a ed_1955Canz it_elefanti

Lombardia. Canzoni. n. 40

E la colombina
La va per l’aria
E la va per l’aria,
La tocca il cielo.

E la tocca il cielo
Coi suoi aletti
E coi giovinetti
La fa l’amor.

*

Veneto. Vilote. n. 133 (Verona)

La tortora, c’à perso la compagna,
La fa ’na vita proprio tribulada;
La va in t’el fiumesel e la se bagna,
La beve de quel’acqua entorbidada,
E po’ co l’ale la se bate el cuore:
L’à perso la compagna! Oh che dolore!

*

Friuli. Vilotis. n. 184 (Anduins)

Ci ricuardistu, gargiona,
Chela sera sul pöûl?
Tu mi davis la parussa,
Jò ci devi il grizignûl.

Ti ricordi, ragazzina, / quella sera sul poggiolo? / Tu mi davi la cinciallegra, / io ti davo il rosignolo.

*

Toscana. Rispetti e stornelli. n. 241

Il primo giorno di calen di maggio
Andai nell’orto per cogliere un fiore,
E vi trovai un uccellin selvaggio,
Che discorreva di cose d’amore.
«O uccellin che vieni di Fiorenza,
Insegnami l’amor come comincia.»
«L’amor comincia con suoni e con canti,
E poi finisce con dolori e pianti.»

*

Sardegna. Mutos. n. 656 (Nuorese)

Su culumbu de ss’oro
Juchet alar d’arghentu,
Chi bolat e nnon rùete.
Su culumbu de ss’oro.
Mancari nd’ames chentu,
Tue ses i ssu coro.

Il colombo dell’oro / porta ali d’argento, / e vola e non cade. / Il colombo dell’oro / Ne amassi anche cento, / sei tu nel mio cuore.

in Pier Paolo PASOLINI, Canzoniere italiano
“La Fenice”, Guanda, Parma, 1955
“Gli elefanti”, Garzanti, Milano, 1992, 2 volumi

 *

Li colombis

A lusin ta li ombris
dal zovinút pleàt
li lus di un timp svualàt
cu’l svuàl de li colombis.

Ta la so gola a nas
na ombra di peràulis
platadis coma fràulis
nenfra li fuèjs dai pras.

E al siga, li peràulis,
ai so cunpàins tra i poj:
li colombis sul troi
a svuàlin par bussàilis.
Le colombe. Rilucono sulle ombre / del giovinetto chinato / le luci di un tempo volato via / col volo delle colombe. // Nella sua gola nasce / un’ombra di parole / immerse come fragole / tra le foglie dei prati. // E le grida, le parole, / ai suoi compagni tra i pioppi: / le colombe sul sentiero / volano per baciargliele.

in Pier Paolo PASOLINI, La meglio gioventù
Sansoni, Firenze, 1954
poi in Bestemmia. Tutte le poesie
a cura di Graziella Chiarcossi e Walter Siti
prefazione di Giovanni Giudici
Garzanti, Milano, 1993

Le traduzioni del Canzoniere italiano e de La meglio gioventù sono di Pasolini stesso.

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