Ornithology 18. Erba, Ottaviani e Marcoaldi

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Grafologia di un addio

Questo azzurro di luglio senza te
è attraversato da troppi neri rondoni
che hanno un colore di antenne
e il taglio, il guizzo della tua scrittura.
Si va dal «caro» alla firma
dal cielo alla terra
dalla prima all’ultima riga
dai tetti alle nuvole.

Luciano ERBA, in L’ippopotamo
“Collezione di poesia”, Einaudi, Torino, 1989

*


Balestrucci

Toccano le foglie e la memoria
azzurra dell’ellissi
planano sugli ossidi tra cimase
sgretolate i balestrucci
inquieti sulla smarrita via.
Non chiedono che il nido sfidi l’eterno.
È l’uggia passeggera dello stentato volo
la tegola divelta
i platani bruciati del viale
il crollo subitaneo di quest’ora
a ridere sui tetti tra le antenne.


Paolo OTTAVIANI, in Nel rispetto del cielo
puntoacapo Editrice, Pasturana (Alessandria), 2015


*


Rondone

Se è vera la notizia
che il rondone dorme in volo,
non resta più alcun dubbio
sul valore equipollente
di volare e sognare,
difficile da intendere
per chi è costretto al suolo.

Franco MARCOALDI, in Animali in versi
“Collezione di poesia”, Einaudi, Torino, 2006


Immagine: Getty Images/iStockphoto, Balestruccio in volo

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