Ho sete

Dobbiamo chiedere la sete: sete di amore. Desiderare senza limiti, perché il desiderio moltiplica se stesso, e crea un legame che cresce di continuo: questa è la natura dell’amore. Pensiamo a quanto ci ama il Cristo, lasciamoci toccare dal rimpianto di ricambiarlo così poco. Non si ama mai troppo, e chi più ama, più entra nella vita.

Eretica erotica umbra. Anna Maria Farabbi a Milano

Frammentario_PedoneAbse

Venerdì 22 febbraio alle 18, presso la Libreria Odradek, via Principe Eugenio 28, Anna Maria Farabbi presenterà il suo ultimo libro. Frammentario di Carmela Pedone è idealmente un’opera a quattro mani, curata da Farabbi e pubblicata da LietoColle lo scorso ottobre, dopo la prematura morte dell’autrice. Partendo da Frammentario dialogherò con Anna Maria Farabbi sulla sua poesia, pubblicata in numerosi libri (tra i quali Adlujè e Abse, ed. Ponte del Sale). L’ingresso è libero, la zona quella di Viale Cenisio: MM5 (linea lilla, fermata Cenisio), autobus 69, 78, 91, tram 12.
Di seguito, anticipo la parte iniziale di un mio saggio inedito sull’opera di Farabbi e tre sue poesie da Abse.
(GM)
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Meglio

La nostra meta è il cielo. Ma non bisogna sottovalutare la vita di quaggiù. Solo che questa ha senso se la viviamo in unione con Cristo, accesi di zelo per la sua Persona. L’anima vive così: l’appartenenza a Dio ci spinge a dare, a non risparmiarci nell’offrire la vita al nostro prossimo. Non è bello rimpiangere: è meglio darsi ancora, fino all’ultimo.

Vivalascuola. Che pensioni ci aspettano?

Venerdì 22 febbraio dalle ore 9 alle ore 13 presso la Casa della Cultura, in via Borgogna 3, a Milano, si svolgerà il Corso di formazione su Riforme pensionistiche, disoccupazione e sotto-occupazione “giovanile”: loro effetti nella società e nella scuola. Una vita da precari, promosso dall’Associazione culturale e professionale Scuola e Società. Via Borgogna è nel centro della città (poco distante da piazza Duomo) ed è raggiungibile con i mezzi: MM1 (fermata SanBabila) – Bus 54, 60, 61, 73, 84, 94. Presentiamo il programma del corso e un intervento di Giovanna Lo Presti.
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Meriti

Consegnandosi agli uomini, Gesù ha acquistato un’infinità di meriti, a cui possiamo attingere. Il suo tesoro è per noi. Se lo ignoriamo, con sufficienza, disprezzo, noncuranza, non resterà deluso? Quando capiremo che solo in Lui si trova la risposta? Attingiamo con gioia alle sorgenti della salvezza, dice il salmo; portiamo i nostri amici, portiamo tutti alla fonte inesauribile. Chi berrà, si disseterà, e inviterà altri a provare questa gioia.

Piacere e gioia

La gioia viene da Gesù. Il piacere mondano diminuisce l’uomo, la gioia autentica ne aumenta lo zelo, che è il vero segreto della vita. Bisogna chiedere a Dio di dimorare in noi, di essere l’anima delle nostre azioni, di farsi sentire abitualmente: il modo è porre il nome di Gesù davanti a noi, e metterci in cammino.

Countravāl l’aigo – Controcorrente – 2

(eccovi la seconda parte del post pubblicato giovedì scorso, an. sp.)
di Daniela Boccassini

Anno dopo anno, su queste rive, il tuo organismo si nutre di questa carne-non-carne, impara a rispondere al suo ancestrale, segreto richiamo: estasiandosi della sua fibra, inebriandosi del suo profumo, gioendo del suo colore. Identificandoti quasi a tua insaputa con la sua totemica onnipresenza, anche tu, giorno dopo giorno, poco alla volta diventi, o ridiventi, salmone: perché è il ricordo del suo modo di essere che si deposita in te; è tra le fibre del tuo essere che il suo modo di ricordare viene a rivivere. Non importa se sei vegetariano e non mangi salmone: da sempre, da prima che l’essere umano comparisse, il salmone ha legato la sua vita a queste terre. Ogni cosa che qui cresce, cresce portando in sé una traccia del dono di sé che il salmone ha fatto a questi luoghi. Continua a leggere

Nel cassetto

Gesù passa sempre. Siamo così attenti alle cose che ci piacciono, nulla ci sfugge. Abbiamo un’attenzione pronta a rispondere agli appelli, sensibile alle sfumature, disposta a emozionarsi, a piangere, a sorridere. Ma quando passa Gesù, non ce ne accorgiamo. È la questione delle priorità. Il primo comandamento. Anche quello finito nel cassetto, forse nel secchio.

E inoltre

Gesù non ci lascia mai, nemmeno nei momenti più ordinari. Anzi, ama le cose più umili e nascoste. È importante non perdere mai la consapevolezza della sua presenza, richiamarla con brevi preghiere, rinnovare in ogni istante questa intimità. E inoltre, entrarci con gioia, quella che spesso manca.

Nella strada

La folla sembra fatta apposta per dimenticare Dio. L’anonimato è il contrario dell’amore, è la perdita dell’identità. Cercare Gesù nella folla è come riscattarlo da un oblio che lo fa soffrire. Basta il pensiero, si dice: rivolgersi a Lui significa santificare la strada, consacrare la metropolitana.

Countravāl l’aigo – Controcorrente

(pubblico qui la prima parte di un notevole scritto della prof. Daniela Boccassini, professor of italian studies alla University of British Columbia, Vancouver Campus, Canada. an.sp.)

di Daniela Boccassini

Carissimo Massimo,
i giorni passano, anzi volano a velocità supersonica, o scivolano via sciogliendosi come ghiacciai in ritirata, o se ne vanno in fumo come le poche foreste superstiti in un mondo ormai affetto da surriscaldamento globale… scegli l’immagine che preferisci — in questi tempi di catastrofi ambientali la nostra vita individuale e quella del pianeta che avevamo dimenticato esserci casa tornano a ricongiungersi in modi così estremi, da risvegliare forse un barlume di coscienza, di offuscata memoria, in un esiguo, ma crescente, numero di noi. Proprio in questo inarrestabile trascorrere dei giorni lungo il crinale della catastrofe, in questo nostro essere testimoni di una serie di disastri annunciati così drammatica che anche solo una manciata di generazioni fa i nostri antenati non avrebbero esitato a riconoscervi i segni di un’apocalisse, in tutto questo frastornante angoscioso divenire, il nostro comune motto — tuo e mio: contreval l’iaue — mi accompagna, serafico e luminoso, passo dopo passo. Continua a leggere

Passaggio

Cerchiamo di vivere la relazione con Gesù “come se fosse vera”, ma, dice il Cristo alla Bossis, arriva il momento in cui l’immaginazione lascia il posto alla certezza della fede. Che ci sei, che sei qui, che ciò è per me, è al di là di ogni possibile dubbio. Questa è la bellezza che rovescia il mondo, di cui tanto si parla ma che, prima o poi, bisogna vivere.

Eterno è il suo amore

È bene ripeterlo: solo noi possiamo dare a Gesù quel colore, quella tonalità, quella sfumatura irripetibile di amore. Ce la sentiamo di negarglieli? E che ci guadagniamo? Tutto ciò che gli si dà, rimane per sempre, perché eterno è il suo amore, il resto va perduto.

Il silenzio è cosa viva (Chandra Livia Candiani)

A cura di Barbara Pesaresi

Da Il silenzio è cosa viva, di Chandra Livia Candiani, Ed. Einaudi.

Imparare a tremare

«Non voglio imparare a non aver paura, voglio imparare a tremare. Non voglio imparare a tacere, voglio assaporare il silenzio da cui ogni parola vera nasce. Non voglio imparare a non arrabbiarmi, voglio sentire il fuoco, circondarlo di trasparenza che illumini quello che gli altri mi stanno facendo e quello che posso fare io. Non voglio accettare, voglio accogliere e rispondere. Non voglio essere buona, voglio essere sveglia. Non voglio fare male, voglio dire: mi stai facendo male, smettila. Non voglio diventare migliore, voglio sorridere al mio peggio. Non voglio essere un’altra, voglio adottarmi tutta intera. Non voglio pacificare tutto, voglio esplorare la realtà anche quando fa male, voglio la verità di me. Non voglio insegnare, voglio accompagnare. Non è che voglio così, è che non posso fare altro.»

Decidersi

È sulla terra che posso scegliere tra me e Gesù, in cielo non sarà possibile. È qui che posso decidere se pensare a Lui o a me stesso, se vivere per egoismo o per amore. Pensare a Gesù significa entrare in contatto con tutte le sfumature della sua bontà, diventare consapevoli del fatto che è l’unica ragione della vita, lasciarsi raggiungere dalle sue premure. Vederlo in azione nel Vangelo, facendone il criterio della propria vita. Essere per gli altri ciò che Lui è stato, darsi, come Lui si è dato.

Ora è giorno

E se potessi dare questo petalo
all’angelo che sfiora il mio passaggio,
lo sguardo che m’inchioda all’intravisto
Io. La stessa corrente che lambisce
la terra desolata del bisogno,
l’immane tentativo di cambiare,
il tarlo che ti scava con il sogno
di piogge sottilissime, di prove
che minano la fibra del più forte.
O morte, non m’inganni coi tuoi trucchi
da fiera popolare. Mi sorprende
il latrare dei cani, o il bambino
che piange disperato, o il malato
che anche in preda al delirio non si arrende.

***

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