“Per una botanica della poesia”

Climate StrikeDopo i Fridays for Future e il Global Climate Strike del 15 marzo, un’iniziativa che unisce poesia e ambientalismo mirando alla sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico. Promotore di “Per una botanica della poesia” è Sebastiano Adernò, poeta, autore di video e ideatore di analoghe azioni di poesia civile: nel 2015, insieme ad altri, ha affisso (e recitato) poesie-preghiere tra i relitti delle barche dei migranti in Sicilia.
Il progetto, che si avvale anche di un crowdfunding, raccoglie poesie da cui verranno tratte cartoline e un’antologia da diffondere in luoghi di aggregazione.
Da aprile a giugno le “poesie botaniche” verranno condivise in una serie di incontri che – tra festival, parchi e biblioteche pubbliche – attraversa tutta l’Italia: dal Friuli alla Sicilia passando per Milano, Varese e Roma.

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I poeti partecipanti sono già più di cento – Annamaria Giannini, Nino Iacovella, Joan Josep Barcelo, Stefania Di Lino, Grazia Calanna, Antonella Rizzo, Mimmo Cipriano, Alessandro Ramberti, Maria Grazia Insinga… – e c’è ancora tempo per aderire.

Di seguito, tre “poesie botaniche” e il calendario degli eventi.

***

Come un tacersi accanto
se dal bianco viene un bene
che forse non sai
– piove di foglia e cielo
un lume verticale
e la rosa del deserto resiste
alla notte intenerita –
lontana chiarità di un verso
a pelo d’acqua.

Daniela Pericone, da Distratte le mani (Coup d’idée, 2017)

*

Non andrai a celebrare partigiani
o in colli odorosi di funghi e tartufi.
La piazza non vi appartiene più
ma solo strade di chiese sconsacrate
dove confondere sguardi
ripensando al sesso consumato
in un sabato sopito,
come un primo incontro fortuito.

Luca Ariano

*

Il giardino dei limoni
(A Salma Zidane)

Non un limone, siamo giardino
dai verdi getti slanciati nel sole
gemmiamo l’aria, se ascolti il lucore
corale di unico manto di zagara
non c’è confine, se non la plurale
pace esultante dei muri essiccati
meraviglia di mille sterpaglie.

(La palestinese Salma Zidane vide tagliati gli alberi del proprio limoneto, considerati pericolosi per la sicurezza di Israele. Il giardino si trovava lungo il confine costituito dal cosiddetto “Muro di separazione” tra lo Stato ebraico e i territori della Cisgiordania. Sulla vicenda nel 2008 Eran Riklis basò il film Lemon Tree. Il giardino dei limoni.
Con lei, la dedica è rivolta a tutte le donne e gli uomini che ovunque, a ogni livello, lavorano come costruttori di pace quotidiana.)

Giovanni Asmundo

***

CALENDARIO BOTANICO

7 aprile – Festival di Letteratura Verde – Villa Dolfin, Porcia (PN)
13 aprile – Casale delle Rose – Laboratorio Centocelle occupato
10 maggio – Milano – Bezzecca Lab
11 maggio – Varese – Parco degli Ulivi
29 maggio – Parma – Biblioteca Guanda
1 giugno – Roma – Annamaria’s Garden
16 giugno – Noto – Feudo Stallaini

2 pensieri su ““Per una botanica della poesia”

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