Vedere Dio

Stare nel presente con purezza: così si vede Dio. Cosa desideriamo, se non questo? Tutti i nostri obiettivi impallidiscono di fronte a questa condizione, inclusa nelle beatitudini. Gesù se ne intende di felicità. L’ha fatta Lui, e Lui solo la rende possibile. “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” : così ci ha detto. Come non credergli?

3 pensieri su “Vedere Dio

  1. … Guardare tutto con gli occhi di DIO!
    … e se non ci riusciamo… Continuare a pregarlo!!!
    possiamo così restare in Lui…

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  2. Normalmente abbiamo il cuore in mille pezzi…bisogna scegliere (discernimento) …non sappiamo ma i cosa fare…o meglio in tante faccende affaccendati…purificarlo…per es. dare cento x avere uno…quell’Uno che ci unifica…la vita è Sua…ma siamo avari…vorremmo tutto per noi…vi è più gioia nel dare che nel ricevere…condividere, comunità…Lui vuole il nostro cuore…questa è felicità…

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  3. L’OCCHIO… EVOLUTO

    Quell’Universo, che vede il nostro occhio,
    Dicon che lo generò il “Grande Scoppio”.
    La Bibbia non esclude questo fatto,
    ma dice chi accese le micce per quell’atto.

    “Nulla si crea o si distrugge: Si trasforma”. (1)
    Partendo da sta legge, il conto torma,
    poiché bisogna partir da qualcosa di esistente
    per trasformarlo in ogni cosa dell’ambiente.

    Dal nulla non può venire nulla. È assodato!
    Dobbiam per forza partir da Uno che ha creato.
    Egli è descritto come: “Energia in movimento” (2)
    che col suo amor ha trasformata in firmamento.

    Poi con sapienza ha riempito l’universo,
    benché sto pensier, per alcuni, è controverso.
    Vien contestato con fervor e fantasia
    per stabilir un’Evolutiva Teoria.

    Per poter dir che sia “scienza credibile”,
    “Dev’esser osservabile e pur riproducibile”,
    nonché offrir, prevision verificabile accurata, (3)
    poiché solo cosi la Teoria sarà assodata!

    Se la Teoria è trasparente come il vetro,
    deve rispettar i tre punti di sto metro,
    ma Darwin, per la complessità dell’occhio, (4)
    disse che la sua teoria era in ginocchio.

    Colui che tutto vede, è Padre della scienza
    e ha creato l’uom a sua “somiglianza”,
    poi comandò di riprodurre la sua “specie”, (5)
    nel laboratorio dell’amore… e così fece.

    L’uom che feconda, già prevede
    che a sua immagine gli nascerà un’erede.
    Non nascerà miglior, col DNA guastato,
    ma tristemente lo vedrà malato. (6)

    Cos’è Leonardo, il massimo dei Gèni,
    in paragon al DNA che codifica i tuoi géni?
    Se del “Codice Atlantico” ci fu un compositore,
    il “Codice Genetico” è un libro senza Autore? (7)

    Riguardo al progenitor, certe persone,
    a mò di dogma dicon che sia: “l’Evoluzione”
    Altri dicon che “Dio creò la Vita in embrione
    e poi, a tutto il resto, ci pensò l’Evoluzione”

    Dicon: “Ciò che non si avvera in poco tempo,
    i millenni posson gener qualunque evento”.
    È dunque il “Tempo Eterno” il creatore?
    Oppur,… “l’Eterno Dio” è il genitore?

    Diciam che col “Tempo maturano le pere”,
    e questo ognun di noi lo può vedere.
    Col Tempo e l’esperienza si diventa saggi,
    così che al vecchio noi rendiam i nostri omaggi

    Su questo punto prova a riflettere anche tu:
    “In quanto al tempo, la scimmia ne ha di più, (7/bis)
    rispetto all’uom che è l’ultimo arrivato,
    or prova a giudicarla da ciò che ha imparato”

    Se metti un Raffaello davanti al Scimpanzè,
    pensi che stimi il valor di chi fra i pittor è il Re?
    Prevedi che in futuro apprezzi quei dipinti,…
    oppur che resti ancor legato ai suoi istinti?

    Nell’animal, la sua sapienza è scritta nell’istinto:
    non può trasferir al figlio l’addestramento attinto.
    Infatti: Se addestri il padre a far come l’umano,
    “il figlio non si eleva” ma ricomincerà dal piano.

    Poiché il gorilla di tempo ne ha avuto,…
    perché genera il figlio ancor non evoluto?
    Perché da sempre apprezza i semi e le banane
    e non ricerca, con la scienza, più elevate brame?

    Il nostro gran saper è: “saper accumulato”
    E l’uno s’aggiunge all’altro “sapere del passato”.
    Cosi che Einstein è il prodotto intelligente
    di ciò che lasciò Pitagora, assieme al precedente.

    Tu dici che il “Tempo” è capace di prodigi,
    ma c’è una Legge che smentire ciò che dici.
    Che il tempo logora e non migliora, non è una teoria,
    anche una pietra si sgretola secondo: “L’Entropia”.

    Ancor più indietro, nei lontan tempi passati,
    troviam solo le Pietre: son lor i tuoi primati?
    Spiegami come una pietra, “per adattamento”,
    può sviluppar amor, coscienza e intendimento?

    Ma or ripensa all’occhio che mise in crisi Darwin (8)
    e vedi tu, se qualche spiegazion puoi darmi:
    Come ha fatto a sapere quell’embrione
    d’aver bisogno dell’occhio come opzione?

    Ci sono “forme di vita” che vivon senza l’occhio,
    eppure sono complesse, non sono: “scarabocchio”!
    Senza una Sapiente mano, si formerà il “Bubbone”,
    che col “tempo”, diventa occhio con la sua funzione?

    Solo una rètina, coi suoi milion di bastoncelli e coni
    e nel giusto ordine le connession dei strati di neuroni,
    permetterà di veder al tuo oculare bulbo rotondo,
    ed eseguir cento miliardi d’operazioni ogni secondo.

    Con l’occhio, oltre che guardar, tu puoi godere,
    perché non solo in bianco e nero, puoi vedere,
    del Sol lo spettro dei color, tutte le gamme,
    assieme alla Luce e al baglior delle sue fiamme.

    Se l’uomo s’evolve per “adattamento”,
    serviva all’occhio ricever “gioia in nutrimento”? (9)
    Non era sufficiente vedere in chiaro scuro,
    per fare della scimmia un uom più che maturo?

    L’evoluzion, con l’occhio della scienza, non si vede,
    eppur il cuor dell’uomo carnale l’accetta con la fede.
    In questo non si scosta da chi è credente e pio,
    il qual, con il suo occhio spiritual, ci vede Dio.

    Vitaliano Vagnini 2015

    Riferimenti:

    (1) “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. – La materia si trasforma in energia, (Es. legna che arde, si trasforma in energia termica, cenere e gas vari.) Più difficile per noi trasformare l’energia in materia, ma si può fare. Il CERN, un centro scientifico che si affida, non al “caso evolutivo”, ma alle menti di centinaia di scienziati atomici, di cui il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, ne coordina gli studi: “in 25 anni di esperimenti ha prodotto poco più di un milligrammo di materia”.

    (2) Isaia 40:25-26 Citazione biblica
    “Ma a chi potete assomigliarmi perché io gli sia uguagliato?” dice il Santo. 26 “Alzate gli occhi in alto e vedete. Chi ha creato queste cose? Colui che ne fa uscire l’esercito perfino a numero, che tutte chiama perfino per nome. A motivo dell’abbondanza di energia dinamica, essendo egli anche vigoroso in potenza, non [ne] manca nessuna.

    (3) Secondo “l’Encyclopedia of Scientific Principles, Laws, and Theories” per definirsi scientifica una teoria, deve: (a) Essere osservabile, (b) Essere riproducibile mediante esperimenti controllati, (c) Offrire previsioni verificabili con un certo grado di accuratezza (vedi anche: g2015 agosto p. 7)

    (4) Darwin ammise che la complessità dell’occhio rappresentava un problema, tanto che scrisse: “Supporre che l’occhio . . . possa essersi formato per [evoluzione], sembra, lo ammetto francamente, del tutto assurdo”.
    “L’origine delle specie” (1859) di Charles Darwin, – Boringhieri, 1959, trad. dall’inglese di Luciana Fratini, p. 189.

    (5) “specie” – Riferimento a Genesi 1:11-12; 21; 24-25; 26-28. – (Il termine “specie” usato nella Genesi ha un significato più ampio rispetto al termine scientifico specie. Es. Umani, Equini, Bovini, Suini, ecc.). L’idea che gli esseri viventi possano avere nel tempo variazioni all’interno della stessa “specie” è compatibile con la Bibbia. (Es. Incrocio Cavallo-Asino genera il Mulo, che in genere sterile.) – Gli adattamenti osservati all’interno di una “specie” dimostrano che questa può evolversi in una “specie” nuova? No. Consideriamo un esempio. Negli anni ’70 alcuni ricercatori studiarono i fringuelli delle Galapagos. Osservarono che quelli con il becco un po’ più grande riuscivano a sopravvivere meglio ai cambiamenti climatici. Alcuni conclusero che questa fosse una prova a sostegno dell’evoluzione. Ma si trattava di evoluzione o di semplice adattamento? Dopo alcuni anni la popolazione di fringuelli col becco più piccolo tornò a essere dominante. Di conseguenza un docente di antropologia, Jeffrey Schwartz, giunse alla conclusione che l’adattamento permette alle specie di sopravvivere ai cambiamenti ambientali ma “senza dare origine a nulla di nuovo”.
    Lo stesso Darwin (nel 1859) fu costretto dai fatti ad ammettere: “La distinzione fra le forme specifiche, che non appaiono collegate fra di loro da innumerevoli anelli intermedi, è una difficoltà quanto mai evidente”. (L’origine delle specie. -Trad. di C. Balducci, Roma, 1980, p. 359) Questo è vero tuttora.

    (6) La sindrome di Down, non è “evoluzione della specie”, ma un’anomalia genetica. John Langdon Down, fu un medico britannico che nel 1866 pubblicò la prima descrizione accurata della sindrome. Nel 1959 il genetista francese Jérôme Lejeune scoprì che i bambini down nascono con un cromosoma in più, ne hanno cioè 47 invece di 46. In seguito i ricercatori scoprirono che il cromosoma extra è una copia del cromosoma 21.
    (7) Codice Genetico – All’interno del nucleo di ogni cellula che compone il corpo umano è custodito uno strabiliante codice chiamato acido desossiribonucleico o DNA
    (7/bis) Come la Scienza, anche la Bibbia, in Genesi attesta che l’uomo fu l’ultimo essere vivente a comparire sul nostro pianeta. L’ordine cronologico in cui compare la vita sulla terra è in armonia con la scienza: 1) Grandi mostri marini, inclusi anfibi, 2) Pesci, 3) Uccelli. (Genesi 1:20-21); 5) Animali terrestri, (Genesi 1:24-5); 6) L’uomo (Genesi 1:26).

    (8) Dai tempi di Darwin è passato più di un secolo e ciò che ora si è appreso sull’occhio indica che è ancora più complesso di quanto pensasse lui. L’astronomo Robert Jastrow scrisse riguardo all’occhio: “Si direbbe il frutto di un rigoroso progetto ingegneristico: nessun costruttore di telescopi avrebbe saputo fare di meglio”. E conclude: “Se è difficile accettare che l’evoluzione dell’occhio umano sia prodotto del caso, lo è ancor più accettare che l’evoluzione dell’intelligenza umana sia il prodotto di guasti casuali verificatisi nelle cellule cerebrali dei nostri antenati”. (Il telaio incantato . . . e l’evoluzione creò l’intelligenza” – Mondadori, 1982, Trad. dall’inglese di Tullio Chersi e Lucia Maldacea, – cit., p. 101; 104)

    (9) “gioia in nutrimento” – Nutrire l’occhio con la gioia di vedere a colori. Per vivere è sufficiente vedere in bianco e nero. (Abbiamo letto libri e visto films e TV in bianco e nero per decenni e siamo sopravvissuti).

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