Ornithology 30. Luzi

LUZI

Uccelli

Il vento è un’aspra voce che ammonisce
per noi stuolo che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti, viola
scavato nel viola inesauribile,
miniera senza fondo dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell’azzurro che s’apre oltre l’azzurro,
nel tempo ch’è di là dal tempo; alcuni
mandano grida acute che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia è il moto delle cime
nell’ora – quasi non si può pensare
né dire – quando su steli invisibili
tutt’intorno una primavera strana
fiorisce in nuvole rade che il vento
pasce in un cielo o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia, la schiarita.

in Onore del vero (1957)

*

Pernice

…s’infila nelle sue gole
discende i suoi dirupi
ed eccola le manca
a un tratto il celestiale appiglio
le frana quella roccia eterea
e lei viene giù
in tuffo
verso il suolo
s’incrocia essa col nostro desiderio d’altitudine
ma cala ancora, ci sfida
in un delirio di abisso e di profondità…

in Per il battesimo dei nostri frammenti (1985)

*

Essere rondine

Sgorgano
l’una dall’altra
esse, traboccano
fuori dal loro primo caldo gruppo, l’una
dopo l’altra, disfano
le loro rapide pattuglie
sbandando
sotto la loro impavida veemenza
ed eccole si lanciano,
nero zampillo ricadente,
su, alte nell’aria, ma poco –
è solo
un primo assaggio
quello, un primo guizzo
di compressa fiamma
poi allungano
ciascuna più in alto – ciascuna
più, vorrebbe – il loro getto
ma non oltre il perimetro
del loro aereo campo,
non oltre il dominio della loro forza
e toccato quel limite rientrano
planando ad alta quota,
impetuosamente si rituffano
nella conca di quella
inesauribile fontana.

C’è pena
o c’è felicità in quel fervere
o in quell’affannarsi?
che c’è in quel vorticare
della vita dentro i suoi recinti?
Sono libere
quelle anime
ma libere di muoversi
a un ritmo segnato…
che dice la molle ricaduta
che cosa la razzante ascesa
e la frenetica frecciata –
si occulta spesso,
talora si lascia leggere
un pensiero
scritto in ogni parte
in ogni parte operante.
Lo esprimono
forse esse, lo gridano
con strazio ed ebrietà,
ne infuriano –
è questo il loro essere rondini,
in quella irrequietudine
è la loro pace.

in Per il battesimo dei nostri frammenti (1985)

*

Mario LUZI, Tutte le poesie
“Gli elefanti”, Garzanti, Milano, 1998

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