Vasco Rossi in equilibrio. Colloquio con Vittoria Chiarenza.

A cura di Guido Michelone

La marchigiana Vittoria Chiarenza ha da poco pubblicato il libro Vasco Rossi, sottotitolo Una vita spericolata in equilibrio sopra la follia, in cui racconta l’intera vicenda artistico-professionale del rocker di Zocca, dalle prove giovanili fino ai segreti della prossima tournée estiva. In quest’incontro spiega come è arrivata a redigere un testo importante, frutto di u lavoro precedente assai amato dallo stesso Vasco Rossi.

Vittoria, ci parli brevemente, dal tuo punto di vista, del nuovo libro su Vasco?

Non è una biografia tradizionale, è una VASCOLOGIA (dal greco λογία «trattazione» su Vasco Rossi): il viaggio parte da Zocca il 7 febbraio 1952 e ripercorre, nota dopo nota, l’avventura del Blasco fino ai giorni nostri. Si addentra nella storia della musica del rocker svelandone con fine incanto la profondità dei significati e la forza travolgente con cui ha acceso le luci dell’anima e commosso il cuore di milioni di persone. Queste pagine, attraverso le sue canzoni, sanno di vita, bruciano di coraggio e profumano di speranza.

Mi racconti ora il tuo primo ricordo di Vasco?

Il primo ricordo che ho di Vasco risale al 2004. Ero in vacanza con la mia famiglia in Calabria e avevo visto i manifesti dell’evento grandioso a Catanzaro a cui presero parte 400 mila persone…

Quali sono i motivi che ti hanno spinto a scrivere un libro su di lui?

L’Amore e la gratitudine che provo nei confronti della sua musica. Nel 2009, “Anima Fragile”, pubblicata nel lontano 1980, mi ha salvato la vita: ha fatto emergere la disperazione e la rabbia che custodivo segretamente dentro di me, i pianti disperati che avevo trattenuto per anni, facendomi sentire meno sola e facendo emergere una forza che non credevo di avere. Dopo l’ascolto di quella canzone, ogni cosa nella mia vita ha trovato il giusto senso.

Ma in che modo, Vittoria, ha avuto il’giusto senso’?

Ho accettato un passato che non potevo cambiare, ho accettato che piangere non significa essere deboli e ho accettato questa mia sensibilità particolare. Avevo sempre pensato che la mia fragilità fosse una debolezza, un qualcosa da nascondere agli altri… Invece Vasco mi ha fatto capire che avrei potuto trasformarla in un mio punto di forza e così ho fatto. Anima Fragile è senza dubbio la canzone della mia rinascita: è questo il grande potere della musica… Il dono di salvare le anime tormentate, come lo era la mia.

E in particolare cosa ne hai ricavato? Un saggio, un manuale, una biografia o altro?

Ho creato una Vascologia, una nuova scienza che discute e analizza vita e opere di Vasco Rossi.

Lo consideri più musicista, rocker, poeta, opinion leader o altro ancora?

Difficile definire Vasco, ogni termine sembra riduttivo se si pensa alla sua straordinaria carriera e tutte le 192 canzoni-poesie che raccontano non solo la sua vita, ma anche quella del suo popolo.

Ma cos’è per te anzitutto Vasco Rossi?

Recentemente sul mio profilo Instagram (@vittoriachiarenza) e sulla pagina Facebook del libro (Vasco Rossi una vita spericolata in equilibrio sopra la follia) ho scritto, riferendomi ovviamente a Vasco: “il mio eroe ha gli occhi azzurri, indossa un giubbotto di pelle e canta ‘voglio una vita spericolata’”. Vasco nutre d’amore la mia anima e, (soprattutto) quando mi manca il coraggio di vivere, mi metto le cuffie e ascolto la sua musica. Ogni sua canzone mi racconta.

Vediamo allora come ti ‘racconta’, in breve…

Vasco mi ha salvato con Anima Fragile. Mi ha preso per mano con Siamo Solo Noi. Mi ha insegnato la responsabilità con Gli Spari Sopra. Mi ha dato il coraggio di inseguire i miei sogni con Prendi La Strada. Mi ha consolato con Sally. Mi ha insegnato a camminare con Vivere. Mi ha abbracciato con Jenny. Mi ha asciugato le lacrime con Ogni Volta. Mi ha insegnato a amare me stessa con Siamo Soli. Mi ha dato speranza con Un Mondo Migliore. Vasco è Amore, è un “credo” e un punto fermo della mia vita.

E chi è alla fine Vasco Rossi?

È la voce di chi non ha voce.

Quali sono le idee, i concetti o i sentimenti che tu associ personalmente al momento di ascoltare un brano di Vasco?

Tutte le canzoni di Vasco sono dei meravigliosi inni alla vita che ti accarezzano con speranza, coraggio, amore, facendo emergere nuove consapevolezze, a volte anche amare.

Come hai scritto il nuovo libro? Quaderno, bloc-notes, computer, tablet o altro?

Computer per scrivere e quaderno per appunti e idee.

Hai luoghi o momenti della giornata che hai privilegiato per scrivere su di lui?

Se avessi potuto avrei scritto giorno e notte: amo scrivere e soprattutto amo scrivere su Vasco. Per me la stesura di questo libro è stato un viaggio anche interiore alla scoperta di me stessa. Lavorando come insegnante di inglese per bambini e pedagogista, ho scritto questo libro in nove mesi “nei ritagli (ormai) del tempo”, giusto per citare Stupendo! di Vasco, quindi qualsiasi orario andava bene… Ma maggiormente di sera/notte.

Dopo i complimenti che Vasco ha fatto al primo libro, quando l’hai incontrato cosa ti è subito passata per la testa?

Ogni incontro con Vasco è magico e ho voluto raccontare in questo libro l’ultima volta che ci siamo abbracciati a Padova il 7 giugno 2018. Ve ne leggo un pezzetto: «Ciao Vasco!», ti abbraccio. Ti guardo, cerco di appropriarmi di più particolari possibili: dei tuoi occhi azzurro mare anche se nascosti dagli occhiali da sole, del tuo sorriso, del tuo profumo. «Sono l’autrice di The Complete Vasco Rossi», ti dico emozionata mostrandoti il libro. «Oh, complimenti Vittoria, è il più bel libro che hanno scritto su di me!», mi rispondi abbracciandomi e sussurrandomi «complimenti» all’orecchio. Il mio mondo crolla per rinascere più forte di prima, la mia vita vola in alto finalmente «in equilibro sopra la follia». Vorrei che questi istanti di eterna felicità non finissero mai, ma il tempo ricomincia a scorrere velocemente, come se dovesse recuperare la pausa che mi aveva regalato”.

Vuoi citarmi un verso di una sua canzone che faresti scrivere ad esempio all’ingresso di una città?

Se la città fosse Zocca, la città natale di Vasco, ci farei scrivere “è strano ma per noi sai… Tutto l’infinito… Finisce qui” (La Noia).

E c’è per te un suo album di culto tra quelli che ha finora registrato?

Il primo album che mi è stato regalato è Colpa d’Alfredo e sicuramente è uno dei miei preferiti… Ma è impossibile sceglierne solo uno. C’è Chi Dice No, Gli Spari Sopra, Canzoni Per Me, giusto per citarne alcuni, sono CAPOLAVORI.

Almeno tre suoi titoli che porteresti sull’isola deserta?

Colpa d’Alfredo, Anima Fragile, Siamo Solo Noi.

Secondo te quali sono stati i maestri (scrittori, filosofi, musicisti, politici) nella vita di Vasco?

I grandi cantautori degli anni ‘70: Guccini, De Andrè, De Gregori, Battisti. Vasco inserisce la provocazione nelle sue canzoni prendendo spunto da Iannacci e l’idea del rock da Bennato (anche se lui lo faceva acustico). Lo sberleffo e lo spettacolo invece dai Rolling Stones… Mick Jagger è (stato) la sua grande fonte d’ispirazione.

Qual è stato per te il momento più bello della tua carriera di scrittrice da quando hai pubblicato i due libri su Vasco?

Ricevere i complimenti di Vasco sicuramente, ma anche del suo popolo. Questo ogni giorno mi riempie d’orgoglio… E ancora non riesco a realizzare che tutto questo stia accadendo a me.

Cosa stai progettando per l’immediato futuro?

Per il momento sono impegnata con le presentazioni del libro, interviste, eventi legati al mondo di Vasco e sto continuando a lavorare come insegnante. A breve inizierà il Vascononstop live 2019 e ovviamente ci sarò (a Lignano, forse San Siro e sicuramente Cagliari).

Farai altri libri?

Continuerò a scrivere perché è la mia più grande passione, ma su Vasco, secondo me, ho raccontato tutto quello che c’era da raccontare a partire dalla mia tesi di laurea “Vasco Rossi, un ponte tra le generazioni” (2012), il mio primo libro “The Complete Vasco Rossi” (2014) e questo ultimo “Vasco Rossi, una vita spericolata in equilibrio sopra la follia” (2019)… La sua musica continuerà a accompagnarmi per tutta li vita e ci sarà sempre un po’ di Vasco in ogni cosa che farò perché fa parte di me. Ho già in mente un paio di progetti… Vi stupirò!

Dopo il libro, in conclusione, chi è Vittoria Chiarenza?

Vittoria Chiarenza è un’anima fragile che ha lasciato il cuore a Modena Park.

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