Il Bon Ton di Elisa Volta

di Guido Michelone

Si trova in libreria da qualche settimana un singolare volume – Pillole di bon ton – che, visto l’anacronismo dell’argomento trattato e come viene impaginato con una grafica art déco degna delle migliori produzioni di un tempo lontano, parrebbe inutile, vecchio, obsoleto a prima vista: in realtà è tutto attualissimo e modernissimo, come ci spiega Elisa Volta, al debutto come scrittrice.

Elisa, nella quarta di copertina del libro, sostieni che la vera rivoluzione concerne il gusto e l’educazione. Sacrosante parole. Ma è possibile rivoluzionare la situazione in quest’Italia sciatta, cafona, scortese?

In un mondo dove tutti urlano, prevaricano e ostentano, chi saprà porsi con garbo, educazione e rispetto sarà un vero rivoluzionario! Per quanto riguarda l’attuale situazione, ritengo che non sia una possibilità, ma una necessità. Abbiamo raggiunto livelli tali di maleducazione che sicuramente non potremo che risalire. E’ necessario che ciascuno, nel proprio piccolo ambito, inizi a fare la propria parte, insegnando ai figli il significato del termine “rispetto” (verso le persone, gli animali, l’ambiente) e che inizi ovviamente ad essere un esempio. In un periodo così difficile, rivolgersi alle persone in modo garbato, salutare quando si entra in un luogo, fare un sorriso, rappresentano piccoli e quasi insignificanti gesti che fanno però una grande differenza. Allentano le tensioni che la frenetica vita moderna ci crea.

Hai diviso il libro in venti capitoli riguardanti le attività umane: ma secondo te oggi dove agli italiani manca davvero il bon ton e perché?

La tecnologia ci ha indubbiamente facilitato la vita, ma ci ha allontanati dall’Uomo. L’era della velocità digitale dove tutto accade con un click, ci ha imposto una velocità che non ci appartiene. Siamo costantemente connessi con il mondo attraverso i nostri apparecchi telefonici, ma non guardiamo più negli occhi la persona che abbiamo di fronte. Non ci accorgiamo più delle esigenze degli altri o ci arrabbiamo per atteggiamenti di altre persone, che spesso corrispondono ai nostri. Il domandarsi se una nostra azione rechi disturbo o imbarazzo a chi ci sta intorno, è ciò che sta alla base di ogni regola di etichetta. Ecco, semplicemente non ci poniamo più questa domanda.

Alla fine del libro hai parlato anche di altri galatei orientali: ci sveli quello più lontano e quello più vicino a noi?

Ogni cultura ha i proprii codici comportamentali frutto di processi storici, sociali, abitudini, orientamenti religiosi. Il popolo giapponese è sicuramente il più educato! Estremamente rispettoso dell’etichetta, proprio per questo suo rigore, forse il più lontano dalla “creatività” italiana…Anche la tradizione islamica, molto ancorata ai precetti religiosi, è abbastanza lontana dalla nostra. Tra i Paesi europei l’etichetta è simile, anche se da nazione a nazione le regole, soprattutto a tavola, variano. Mai starnutire o soffiarsi il naso a tavola in Russia ad esempio, o porre attenzione a posizionare i rebbi della forchetta rivolti verso l’alto se si apparecchia una tavola in Francia…

Il problema del Galateo oggi riguarda solo i più giovani o è purtroppo estendibile anche alle persone mature?

I giovani non sono maleducati, sono solo non educati. Negli incontri che ho tenuto in alcune scuole, ho trovato ragazzi molto interessati all’argomento, che si ponevano e mi ponevano interrogativi. Per rispondere alla tua domanda quindi, gli adulti hanno una grande responsabilità, sono l’esempio dai quali i bambini apprendono. Se un genitore utilizza il cellulare a tavola, non può pretendere che suo figlio capisca che a tavola il cellulare non deve mai comparire.

Senza fare nomi, ovviamente, puoi farci un esempio di mancanza di ‘bon ton’ in un uomo? Magari anche un esempio riguardante una donna?

Nella maleducazione spesso non esiste differenza di genere. Ma la mancanza di un minimo di galanteria nell’uomo non è gradevole. Anche in epoca di parità, il gesto galante è molto apprezzato. Per fare un esempio, è sicuramente brutto vedere, su un mezzo pubblico, una signora anziana in piedi davanti ad un giovane uomo che non le cede il posto. Nell’indicare una caduta di stile femminile, direi invece la volgarità. Il turpiloquio sempre o l’abbigliamento esageratamente provocante ad una cerimonia.

Elisa, per concludere, perché hai pensato di scrivere un libro come questo?

Da sempre sono appassionata di Galateo ed etichetta. Fin da ragazzina colleziono testi su questi argomenti, mi sono specializzata in protocollo istituzionale e sono iscritta all’Albo nazionale dei Cerimonialisti degli enti pubblici. L’idea del libro mi è venuta osservando il mondo circostante, dove non mi riconosco più:  crescente arroganza e grave maleducazione in ogni contesto. Essere cortesi e non prevaricatori sembra essere diventato sinonimo di “perdente”. Ritengo sia vero l’esatto contrario. Come cerimonialista e soprattutto come madre, ho sentito l’esigenza di dirlo, rivolgendomi anche ai giovani, che sono il futuro, perché gli esempi che stiamo proponendo anche attraverso la tv ed i social (per loro, punto di riferimento molto forte) sono piuttosto discutibili…

Elisa Volta, Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il Galateo, Effedì, Vercelli, 2019, euro 18,00.

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