“L’anno che Bartolo decise di morire”, di Valentina Di Cesare

Recensione di Francesco Improta

Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore, 2019

Prima di procedere a una disamina di questo libro credo sia doveroso spendere qualche parola per questa giovane casa editrice che nata recentemente ha già conquistato una buona fetta del mercato librario e un numero crescente di lettori con iniziative diversificate ma tutte ugualmente innovative e spregiudicate. La collana cui appartiene questa pubblicazione, “Senza rotta”, deve il suo nome a un libro inedito in Italia fino all’anno scorso, Sin Rumbo, di Eugenio Cambaceres, scrittore argentino del­l’ottocento, e allude a una navigazione a vista, priva di coordinate e quindi capace di spaziare nelle più diverse direzioni. Continua a leggere

Grazie Giuseppe!

Non avrei mai immaginato che un professore della Normale di Pisa potesse essere così abbordabile. Così disponibile. Con Giuseppe Panella è stato facile diventare amici. Ed è stato incredibilmente facile riceverne la prefazione per quasi tutti i libri. Giuseppe era così: un marziano; anche per la sua prolificità: ha riempito Lpels con recensioni impeccabili a scadenze ravvicinatissime, al punto che non capivamo come il nostro Francesco Sasso, che le pubblicava, potesse stargli dietro. Non ci sembrava vero di veder scorrere il panorama aggiornato della letteratura mondiale analizzato con gli strumenti sofisticati di uno studioso coltissimo, che mai scadeva, però, nella parte del tuttologo: se c’era da scrivere articoli su scrittori o poeti deceduti che non padroneggiava, declinava garbatamente la nostra ennesima richiesta. Quando ci trovammo a Firenze, per presentare il mio libro su Calvino, mi trovai davanti a un viso tondo con due lenti spesse, che nascondevano gli occhi quasi totalmente. La sua simpatia fu travolgente: mai affettato o compiaciuto, preparato sugli argomenti più svariati, con l’accento inconfondibile del rivoluzionario buono. Non sto qui a snocciolare ruoli e titoli, per i quali può bastare la scheda riassuntiva da autore del blog. Dico solo che, come Roberto Rossi Testa, continuerà a essere presente, vivo, in questo posto strano di cui dicevo l’altro giorno: chi è di Lpels, lo è per sempre. Sì, Giuseppe, resterai con noi. Continueremo a chiederti le recensioni più impossibili, ora che sei là dove il tempo non conta, dove chi ha amato resta eternamente.

Addio fantasmi di Nadia Terranova

I libri di Nadia Terranova per me sono “casa”, non solo perché siamo entrambe nate e cresciute a Messina. Sono casa perché ritrovo quella familiarità nel linguaggio, nel modo di raccontare, che mi riporta ogni volta al mio “lessico famigliare”.

Anche io, come Ida, sono andata via da Messina a 23 anni, senza però la morsa che sicuramente le avrà stretto lo stomaco mentre saliva sul traghetto. Ho avuto per mesi in testa l’immagine di quella ragazza girata di spalle, con lo sguardo rivolto alla sponda calabra, che si lascia indietro dolore, sofferenza, domande appese a un filo, per ricominciare sulla terraferma; come se l’isola, la mancanza di confini, rendesse labili anche i confini dell’anima. Continua a leggere

Il Bon Ton di Elisa Volta

di Guido Michelone

Si trova in libreria da qualche settimana un singolare volume – Pillole di bon ton – che, visto l’anacronismo dell’argomento trattato e come viene impaginato con una grafica art déco degna delle migliori produzioni di un tempo lontano, parrebbe inutile, vecchio, obsoleto a prima vista: in realtà è tutto attualissimo e modernissimo, come ci spiega Elisa Volta, al debutto come scrittrice.

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Buona lettura 17: “Artigianato sentimentale”, di Gabriele Borgna

“BUONA LETTURA” 17. “Artigianato Sentimentale“. Gabriele Borgna

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

È la vita della poesia, quella che dapprima si presenta profonda, delicata, silenziosa per poi animarsi mossa dalla passione e scrosciare con forza sulla realtà, sul tempo e sullo spazio, “squarciando viscere e ragione“.

Un’invenzione libera, quella di Gabriele Borgna in Artigianato sentimentale (puntoacapo CollezioneLetteraria) per una poesia che si rimescola all’esistenza e dove trovano posto momenti vitali, incanti d’amore che producono vibrazioni ma anche immagini lancinanti, capaci di ospitare l’inatteso. Continua a leggere

Sguardo

Diciamo sempre di guardare Gesù, ma è Lui che ci guarda per primo. Basta pensare al Padre misericordioso della parabola, che scruta la strada deserta sperando che il figlio ritorni, dal paese lontano in cui si trova. Appena ci voltiamo, cogliamo il suo sguardo trepidante, il suo ardente desiderio di abbracciarci.

Frammenti di Cinema # 15

Vi consiglio di non sottovalutare i film di genere. Molti di questi – alcuni veri capolavori – sono un pretesto per affrontare questioni importanti e delicate, pur divertendo. Per esempio, due registi sono maestri di questo schema, quasi un gioco allegorico con lo spettatore. Si tratta di David Cronenberg e M. Night M. Shyamalan. Il primo è ossessionato da alcuni temi: il doppio; le mutazioni della personalità; il corpo. Il regista indiano autore de Il sesto senso (1999), continuamente si confronta con quello di Dio e del deus ex machina. Eppure sono registi divenuti popolari per film di fantascienza o horror psicologici. La Mosca (1986) è un vero e proprio cult nel suo genere. Eppure, può anche essere visto come una drammatica e kafkiana allegoria sull’alienazione del corpo e della coscienza. In Signs (2002), Shyamalan, che non è neppure cristiano, addirittura riprende l’invocazione “beati coloro che hanno creduto senza aver visto”. Infatti, Mel Gibson, sacerdote in crisi di fede, verifica personalmente che pretendere di toccare per credere, talvolta, può serbare delle sorprese. Come trovarsi a tu per tu con un extraterrestre.

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Come sempre

Gesù comunica con noi in molti modi. Se lo dimentichiamo, si fa ricordare con un segno di verità, di bellezza o di bontà. Per il Creatore non è così difficile utilizzare le note più toccanti di ciò che ha creato. A noi tocca fare attenzione, come sempre.

Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Bernari

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso postando questo saggio scritto per il convegno su Carlo Bernari tenutosi a Roma il 22 e il 23 ottobre 2002, organizzato in occasione del decennale della morte dello scrittore dal Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. In qualità di relatrice Giovanna De Angelis scrisse questo saggio: “Speranzella”: il teatro della strada fra bozzetto, realismo e ideologia di cui potete scaricare qui il pdf: 06 bernari la speranzella.

Buona lettura!

La Porta

Ultimamente parlo spesso della porta: Maria Ianua coeli – Porta del cielo -, Gesù Porta delle pecore (uno degli ingressi di Gerusalemme, che portava al Tempio). Dice il Cristo alla Bossis: c’è una porta che dà accesso alla visione di Dio, ma occorre aprirla. I nostri incontri all’alba servono a questo.