L’impresa più difficile

C’è un’altra visione del mondo. Pochi ne parlano, perché si oppone alle leggi che, in quest’epoca e a questa latitudine, ci vogliono clienti, cioè esseri programmati per acquistare merci, in senso lato. La visione di cui parlo è agli antipodi, perché vede come fine della vita l’acquisto dello Spirito. Quando diedi il nome a questo blog, nel 2006, tentarono di dissuadermi, perché sarebbe risultato indigesto a una porzione notevole di pubblico.

Il materialismo aborre la parola spirito. Non ho ceduto e, tanti anni dopo, confermo che nella coppia di termini del titolo c’è quello in cui credo e che tengo di più a comunicare. La poesia attiene alla bellezza che, dostoevskianamente, può rovesciare il mondo, e lo Spirito è ciò di cui vivo quotidianamente.
Sono convinto che il messaggio di Cristo sia sempre trasversale, altrimenti scriverei esclusivamente nel blog “Gesù per atei”. Nel libretto che ho appena pubblicato, “Piccolo manuale di spiritualità”, si presenta la co-autrice, Sabrina Trane, come impegnata “nella elaborazione di una visione cristiana della persona, e nella ricerca del punto di contatto tra lo psichico e lo spirituale”. Lo scopo del blog – nel frattempo divenuto collettivo, con redattori di prim’ordine – è a oggi ancora questo, dal mio punto di vista: qualcosa che potenzialmente riguarda ogni tipo di lettore, a meno che non sia ridotto a cliente programmato dall’esterno, incapace di leggersi dentro. In queste pagine elettroniche non si propongono ideologie o programmi per cambiare il mondo: si mostra una via per cambiare se stessi, che resta l’impresa più difficile.

4 pensieri su “L’impresa più difficile

  1. In noi c’è un “di più”…non si può negare …Qualcuno è venuto addirittura a rivelarcelo…ma noi soprassediamo…siamo ancorati a questo mondo…ma noi non lo siamo!!!

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  2. Giusto ribadire, a distanza di piu’ di un decennio, i pilastri concettuali su cui si fonda queato blog.
    La mia opinione del tutto personale e’ che, nel tempo, si sia finito col deprimere un po’ la bellezza a favore della spiritualita’.
    Vero e’ che la bellezza vada incontrata per caso e, proprio perche’ rara, ci colpisce e ci fa vedere il mondo con occhi diversi.
    Vero e’ che la spiritualita’, se quotidiana, ci abitua ad elevare il nostro essere e a saper distinguere sempre piu’ la vera bellezza da qualunque forma di imitazione.
    Vero e’ che la bellezza potrebbe forse rovesciare il mondo, ma che solo cambiando prima noi stessi potremo pensare di cambiarlo davvero.
    Tuttavia, sempre in qualita’ di opinione di clown, trovo che un riequilibrio tra spirito e poesia – affidata ormai solo alle declamazioni (apprezzatissime) di Corsanico – concederebbe di tanto in tanto quel po’ di bellezza di cui l’anima, in fondo, pure si nutre.

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  3. Grazie per aver sintetizzato in poche parole tredici anni bellezza e spiritualità, e per aver sottolineato che per cambiare la realtà bisogna cambiare se stessi, ossia la porzione di cui siamo direttamente responsabili.
    Come ha detto qualcuno, se vuoi cambiare il mondo comincia col rifarti il letto.

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