Ornithology 40. Airaghi

AIRAGHI

Il falco apollineo, amante del sole, della luce;
il falco dall’occhio spietato, dal volo
verticale, lontano da acquitrini e terriccio;
il falco ubbidiente al padrone, fedele
ai ritorni; assuefatto alle corti medievali,
alle cacce dei nobili, ai banchetti
negli affreschi nelle ottave dei poemi.
Si confonde di infinito e di azzurro,
in gloriosa ascesi verso l’alto,
il suo divino alto immisurabile.
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“Urlo grafico”

Esce per Nerosubianco Edizioni la nuova raccolta dei Commenti grafici

alle notizie dal mondo di Fabrizio Piumatto, in arte Urlo Grafico.

Un volume con oltre 150 lavori realizzati durante l’anno.

​Che siate yin o yang, popolo o élite, Urlo Grafico c’è.
Ritorna l’originalissimo notiziario che parla di quotidianità e avvenimenti attraverso le illustrazioni.
Questo è il settimo volume del progetto e raccoglie le tavole grafiche realizzate nel 2018.

Del lavoro di Urlo Grafico colpiscono soprattutto tre cose: lo stile; la capacità di muoversi tra una mole scoraggiante di notizie (selezionando quelle “interessanti”) Continua a leggere

Frammenti di Cinema # 17

 

 

Tra Roma violenta di Franco Martinelli (pseudonimo di Marino Girolami) del 1975 e Gomorra di Matteo Garrone del 2008 c’è il vuoto in Italia riguardo a questo genere di film. Il commissario Betti di Maurizio Merli ha avuto meno fortuna del Montalbano della serie televisiva. Il poliziesco infatti è sempre stato considerato di serie B, sia nel cinema e ancora di più in letteratura. Ancora oggi, infatti, che il genere è stato sdoganato, pochi hanno letto qualcosa di Giorgio Scerbanenco, misconosciuto giallista italiano degli anni ‘60. Non ha ricevuto neppure quel riconoscimento postumo che è spettato, anche con merito va detto, agli “spaghetti western”. L’unica eccezione sono stati i film della serie di Tomas Milan con il suo “er Monnezza”. In questo caso, però, è stato il trash e non il genere a fare da traino.

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Tra una cosa e l’altra

Abbiamo problemi di chiusura? Ci sembra che l’aridità dell’anima abbia raggiunto un livello di emergenza? Che neanche una tonnellata di tritolo potrebbe far saltare il muro che, giorno dopo giorno, abbiamo eretto in noi? La soluzione c’è. Come può il tuo cuore – dice il Cristo alla Bossis – restare chiuso davanti alle mie piaghe aperte? Pensiamoci, oggi, tra una cosa e l’altra.

Il problema

Siamo sempre pronti a restare delusi per quello che gli altri non ci danno e che, secondo noi, meriteremmo senza dubbio. Gesù sposta il problema: pensiamo a dare noi; poi il mondo, se vuole, cambierà. Ci voleva Lui per spiegare che i nemici non sono quelli fuori, ma quelli dentro di noi, di cui difficilmente ci accorgiamo.

Denata Ndreca, “Tempo negato”

Intervista a Denata Ndreca

di Giovanni Agnoloni

La poesia di Denata Ndreca declina il tema dell’amore in una molteplicità di forme possibili, tutte legate dal canale interiore della passione, a volte lacerante, a volte legata a un filo di memoria e nostalgia. Tempo negato (edito da Scribo) è una raccolta che esprime tutte queste modalità espressive del sentimento per eccellenza. Ecco tre liriche che ho particolarmente apprezzato, nella raccolta, e a seguire una mia intervista all’autrice. Continua a leggere

Marisa Salabelle, “L’ultimo dei Santi”

Recensione di Barbara Panelli

Marisa Salabelle, L’ultimo dei Santi, Tarka Edizioni 2019, collana “Appenninica”

Il nuovo romanzo di Marisa Salabelle, L’ultimo dei Santi, si riallaccia idealmente alle vicende di quello precedente “L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu” (Piemme edizioni), riproponendo la figura del giornalista Saverio nuovamente alle prese con un’indagine da condurre in parallelo a quella ufficiale portata avanti dal commissario Borghi. Questa volta i morti sono tre: tre fratelli deceduti a breve distanza l’uno dall’altro in circostanze apparentemente accidentali. Il personaggio di Efisia è richiamato alla memoria in un breve passaggio, per poi non essere più citato: solo un espediente per fornire un aggancio al lettore che già conosce il romanzo precedente. Continua a leggere

Raccontate questo se volete aiutare

MILANO – Sacchi pieni di morti, ragazzini scuoiati vivi, bimbi morti di fame, e le donne tutte violentate. Difficile persino riconoscere questi corpi: molti non hanno più nemmeno le impronte digitali. Questi sono i “pazienti” del dottor Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, che da decenni ormai accoglie i migranti stremati dalla traversata, quelli vivi e quelli morti. Il racconto di quanto ha vissuto nei suoi anni di servizio lo ha fatto Virginia Di Vivo, una studentessa di Medicina dell’Università di Modena. Questo il suo post su Facebook, questo il video su YouTube. Continua a leggere

Angolazione

Il problema è vivere del contingente, di quello che passa. È la causa dell’angoscia di fondo che attanaglia le persone, con l’aggravante che non sanno da che cosa dipenda. Siamo fatti per l’eterno: la vita si capisce soltanto da questa angolazione.

Natura o Persona?

Oggi prevale l’idea che l’essere umano sia istintivo, che viva assecondando ciò che sente, senza mediazioni. È un equivoco grave, perché manca il dato che lo rende “umano”: un io che sceglie dove andare, cosa fare, se rivolgersi alla carne o allo spirito, in termini teologici. In una parola, non è la natura, ma la persona l’elemento decisivo. La natura è necessitata, la persona è libera. Per il credente, la Persona per antonomasia è Cristo: se vive di Lui, partecipa della sua libertà.

“L’attenzione” di Angelo Andreotti

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«Dimentica chi sei, perché in virtù di questo iniziale oblio tu sarai mio ospite.» All’ingresso del suo nuovo libro di versi, Angelo Andreotti accoglie il lettore con queste parole di Edmond Jabès. A indicare che la poesia, l’esperienza che il lettore-ospite (e il poeta-autore) provano qui non è diretta ed emotiva: passa necessariamente attraverso un distacco da sé e dalle cose, attraversa oblio, perdita e lontananza per restituirli, il sé e le cose tutte, in una «dizione piana e meditativa» modulata da «figure d’ombra», «presenze lievi e discrete», come scrive nella bella prefazione Antonio Prete.
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