2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge William Shakespeare. 2

  1. WILLIAM SHAKESPEARE – SONETTO 28
    da:
    WILLIAM SHAKESPEARE
    I sonetti
    Titolo originale dell’opera: Sonnets
    Traduzione dall’inglese di Maria Antonietta Marelli
    I edizione nei “Grandi Libri”: marzo 1986
    © Garzanti Editore s.p.a., 1986
    © 1999, 2016, Garzanti s.r.l., Milano

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    John Dowland (1563 – 1626)
    Melancholy Galliard
    Christoph Denoth, chitarra

    ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

    Sonetto 28

    Come posso ritrovare la mia pace
    se il ristoro del sonno mi è negato?
    Se l’affanno del giorno non riposa nella notte
    ma giorno da notte è oppresso e notte da giorno?
    Ed entrambi, anche se l’un l’altro ostili,
    d’accordo si dan mano solo per torturarmi
    l’uno con la fatica, l’altra con l’angoscia
    di esser da te lontano, sempre più lontano.
    Per cattivarmi il giorno gli dico che sei luce
    e lo abbellisci se nubi oscurano il suo cielo:
    così pur blandisco la cupa notte dicendo
    che tu inargenti la sera se non brillano stelle.
    Ma il giorno ogni giorno prolunga le mie pene
    e la notte ogni notte fa il mio dolor più greve

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