La poesia della settimana. Anna Achmatova

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Il sempreverde è scarno e rosato.
Rudemente le nubi sono state incollate
al fresco orizzonte.
La solitaria quercia del parco
ha foglie esili, sottili lame.
Il crepuscolo arde fino a mezza notte.
Come si sta bene nella mia stretta icona!
Oggi gli uccelli mi parlano di tenere cose,
di meraviglie inusitate, future attese.
Sono felice. Ma più di tutto mi è cara
la strada declive del bosco,
il ponte malfermo e un poco incurvato;
più di tutto mi è cara l’attesa
di questi frettolosi giorni contati.

(Slepnevo, estate 1916)

[Anna Achmatova, Lo stormo bianco, Fabbri Editori, 1995, p. 105].

3 pensieri su “La poesia della settimana. Anna Achmatova

  1. E’ la tua voce che mi tranquillizza.
    E’ il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi,
    quel nomignolo che mi riservi.
    E’ il fatto di immaginarti perché non posso vederti.
    E’ dovermi figurare la smorfia della tua bocca.
    E’ che sei tu.
    E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede.
    Per quanto cerco di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice.

    Carlos Ruiz Zafòn

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  2. Grazie per questo angolo di poesia! intimità e delicatezza tutte femminili si effondono da questi versi, sembra di vedere e toccare la bellezza della sua “stretta icona”.

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