Ornithology 43. Bertolucci

Bertolucci Attilio

I gabbiani


Non avevo mai visto gabbiani sulle rive del Tevere
cangianti in questa fine d’inverno le penne e le acque.

Mi sono appoggiato al granito come fanno quelli
che vegliano sulla propria vita o morte usando

un’intenta pazienza ma i miei occhi distratti
seguivano le planate rapinose degli uccelli plumbeoargentei

sino a che furono sazi i ventri affusolati i becchi
già risplendendo su altri flutti a un sole diverso

per il procedere  inevitabile del tempo le mie
pupille stanche e ancora voraci ormai volte

sull’emporio mobile delle vie popolose di Roma
alla cerca disperata nell’ora dell’ipoglicemia

d’un alimento improvviso soltanto a me noto
in una rivelazione gioiosa e sterile nell’ombra-luce

sanguigna da attici e cornicioni meridiani
fumigando sui colli i rami verdi della potatura

sino a ottenebrare il cielo pietoso del ritorno.

*

da Viaggio d’inverno (1971)
[in Pier Vincenzo Mengaldo (a cura di), Poeti italiani del Novecento
“Oscar Grandi Classici”, Mondadori, Milano, 1990]

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