La poesia della settimana. Franco Fortini

Il merlo

Uccello che dici “anima
risorgi”, gridi dalla selvetta
d’aceri e ghiande, merlo
d’amarezza, e dal vino
di viole e da cave
d’alabastro o deboli croci
dell’Aventino,

sì, dici, la mente sfinita
annegala e le rughe
nella fonte di giovinezza
che in mezzo al bosco sempre sta
dov’è il paradiso d’edere,
dove il risveglio è riso
e la tua nota non nuoce.

E dove ogni cosa è com’era
per virtù di siepi nitida
in specchi di solchi e nubi
al giovane di cera e veemenza
che nel vento ti udiva
di Pasqua lodare l’ora
e il convento nel blu spariva.

O ridicolo mite vacuo
detto anima mia risorgere
è, lo sai, di chi nulla ricorda.
E invece che Irlanda di morti
narrò mai, di che peregrine
erbe balbetti, di che limbo rivolo
gelidissimo sei.

[Franco Fortini, Poesie scelte (1938-1973), Oscar Mondadori Poesia, 1974, pp. 157-158]

2 pensieri su “La poesia della settimana. Franco Fortini

  1. Complessi questi versi di Fortini…una frase detta da lui stesso mi sembra illuminarne il senso:

    La natura
    per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia
    non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.

    Piace a 1 persona

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