Siamo


Siamo luce, perché veniamo da Dio. Poi siamo bravi a seppellirci nelle tenebre, a nascondere anche l’ultimo barlume di vita e di sapienza. Ma ogni giorno è un richiamo, un invito a risplendere. Più darai luce, più ne conserverai, dice il Cristo alla Bossis.

Frammenti di Cinema # 19

La “messa in abisso”  (la mise en abyme di André Gide) è un espediente narrativo collaudato e molto suggestivo, che il cinema ha solo adattato al proprio linguaggio. Esemplare è la rappresentazione teatrale che Amleto fa inscenare alla compagnia ambulante dei teatranti per smascherare la congiura di sua madre con lo zio paterno. Con Effetto notte (1973) di Francois Truffaut, l’uso di questo espediente è dichiarato. Il titolo richiama la tecnica di trasformare in notturna una scena mediante l’apposizione di un filtro sull’obiettivo. “Scrivo perché a vita non basta”, confessò Fernando Pessoa. Il cinema del grande regista francese sembra ribadire questa dichiarazione. Neppure il cinema basta. E’ necessario mettere un film dentro un altro film per tentare di spingersi ancora oltre nella rappresentazione più autentica di quello che siamo come esseri umani. Ecco che il suo film è, in realtà, il racconto di vite vere dentro le riprese di film immaginario, dal titolo Je vous présente Pamela (Vi presento Pamela),  inseguendo le esistenze del regista Ferrand e della truppa.

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A occhi aperti, di Jean Aquaviva

Estratto del libro “A occhi aperti”, di Jean Aquaviva, Zona editrice, 2019.

Sinossi: “Il critico d’arte di origini còrse Daniel Sinclair, che vive nel quartiere milanese di Brera, è uno studioso della pittura post-impressionista. Impegnato nella scrittura di un saggio su Van Gogh, si reca a Copenaghen in compagnia di Sonia, la sua amante. Qui incontra lo scrittore francese Pennac – il cui nonno paterno è còrso – e l’amico psicoterapeuta David, grazie ai quali il ricordo delle radici famigliari assume il carattere di una vera e propria riconciliazione con il passato. Daniel si sposta poi in Francia, a Tolosa e ad Albi, ospite degli amici Andrea e Sara, per approfondire lo studio di Toulouse-Lautrec: ma l’artista basca Marika spariglia le carte in tavola. Una serie di avvenimenti porterà Sinclair a vedere il volto feroce, senza veli o deformazioni, delle sue relazioni con l’altro. Su tutta la vicenda si riverberano i quadri dei due artisti prediletti, quasi numi tutelari che accompagnano il protagonista nel suo percorso catartico, di maturazione e consapevolezza.”

L’arte degli angeli

Entrati alla Cinemathèque, ci sediamo a metà della sala, Marika al centro, io alla sua destra e Andrea a sinistra. Con il passare del tempo ho la sgradevole sensazione di sentirmi di troppo, perché Marika e Andrea confabulano a lungo tra di loro in attesa che inizi il film.

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La poesia della settimana. César Vallejo

I passi lontani

Mio padre dorme. Il suo sembiante augusto
riflette quanta pace è nel suo cuore;
è ora così dolce…
se un po’ d’amaro è in lui, forse son io.

Quanto è sola la casa! Ancor si prega.
Senza notizie dei figlioli anche oggi.
Mio padre ecco si desta, ausculta la
fuga in Egitto, il ristagnante addio.
Così vicino è ora;
se qualcosa è lontano in lui, son io.

E mia madre si muove là negli orti,
saporando un sapore ormai insaporo.
Così soave è ora,
così ala, così effusa, così amore.

Quant’è sola la casa! Non v’è chiasso
né notizie né verde né bambini.
Se qualcosa d’infranto è in questa sera,
e che scricchiola e scende,
sono due vecchie strade bianche, curve.
Il mio cuore per esse avanza a piedi.

[César Vallejo, Se sopravvive la parola, a cura di Antonio Melis, Corriere della Sera, 2009, p. 41]

Sono venute le anime ricciute e camuse dal mare

di Domenico Lombardini

Sono venute le anime ricciute e camuse dal mare

e con loro hanno recato i fratelli

e i formaggi e il pane nero

e salpingi grasse

unte da seme generoso

come l’arido della terra sorpreso

da un’insperata pioggia.

I loro sguardi di malandrini

sdilinquiscono torve malizie

le loro furie barbariche

estenuano velleità di durata

di civiltà preterite e invecchiate.

Se fossimo vivi risponderemmo loro

con violenza e con amore

ma inadatti ormai all’una e all’altro

assistiamo stupefatti e imbelli

alla loro violenza, al loro amore.

PREMIO “POESIA DI STRADA”- LICENZE POETICHE

Pubblichiamo assai volentieri il bando del premio di poesia inedita “POESIA DI STRADA” (22^ edizione)
                                                Regolamento
Possono partecipare al Concorso autori italiani o stranieri ovunque residenti.

  • I testi devono essere in lingua italiana.
  • Ogni concorrente partecipa obbligatoriamente con 3 poesie inedite a tema libero, di propria produzione, ciascuna composta da non più di 30 versi.
  • Gli elaborati devono essere inviati in n.1 copia esclusivamente via email all’indirizzo di posta elettronica licenzepoetiche@gmail.com entro le ore 23.59 del 13 ottobre 2019 (compreso).
  • I testi dovranno essere inviati tassativamente all’interno di un unico file word allegato alla email contenente anche i propri dati personali riportanti: cognome, nome, indirizzo di residenza, data e luogo di nascita, recapito telefonico e indirizzo email. I dati personali verranno trattati secondo la legge 675/96 e per il solo scopo del Concorso. Titolare del trattamento è l’Associazione Culturale Licenze Poetiche.
  • I testi che non perverranno secondo le modalità sopra indicate non saranno ammessi a partecipare.
  • La partecipazione al concorso non prevede quota d’iscrizione.
  • Gli elaborati in concorso verranno presi in esame, in forma anonima, da una giuria che sceglierà 10 autori finalisti. Una poesia per ogni finalista (su indicazione dell’autore) verrà riprodotta su tela da 10 artisti e successivamente i quadri verranno esposti nell’ambito di manifestazioni culturali a cura dell’associazione Licenze Poetiche. I vincitori saranno proclamati esclusivamente in base alla valutazione di merito relativa ai testi.
  • I dieci autori finalisti verranno proclamati e premiati durante la serata finale del premio che si terrà sabato 7 dicembre 2019 alle ore 21,15 presso il teatro Giuseppe Verdi di Pollenza (MC). Sarà cura dell’organizzazione avvisare i poeti finalisti tramite telefono o e-mail.
  • Il primo autore classificato verrà premiato con euro 300, il secondo con euro 200, il terzo con euro 100. Tutti gli autori finalisti verranno premiati con pubblicazioni di pregio. I vincitori dovranno, pena decadenza, ritirare personalmente il premio durante la premiazione. Al primo classificato verrà inoltre pubblicato gratuitamente a cura della Seri Editore, nella collana “Le piume”, un volume contenente le tre poesie inviate più suoi testi inediti fino al raggiungimento di minimo 70 pagine, massimo 100 pagine.
  • Il giudizio della giuria è insindacabile. La partecipazione al concorso prevede l’accettazione dell’intero Regolamento e concede all’Associazione Culturale Licenze Poetiche la facoltà di utilizzare i testi per un’eventuale successiva pubblicazione.
  • Una giuria popolare, parallelamente alla giuria di qualità, voterà durante la serata di premiazione un poeta tra i 10 finalisti al quale verrà attribuito il premio della giuria popolare.
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    Il Concorso è indetto dall’associazione culturale “Licenze Poetiche” via D. Rossi, 14 – 62100 Macerata

    In collaborazione con il Comune di Pollenza – piazza della Libertà, 16 – 62010 Pollenza

    In collaborazione con Seri Editore Macerata – http://www.serieditore.it

    Ancora sul Piccolo manuale

    di Claudia Zazzeri

    Ho letto il “Piccolo manuale di spiritualità” scritto da Fabrizio Centofanti e Sabrina Trane: è un libro piccolo e denso, che sta in borsa, come le chiavi di casa. E, come queste ultime, apre la porta di quella casa, a volte inesplorata, che è il nostro spirito.
    Penetra agilmente nel cuore, stanza dopo stanza, ne apre le finestre, facendo entrare la luce del Vangelo e la sapienza dei Padri, dissipando la polvere che copre tanta bellezza, oggi ignorata.
    Semplice e immediato, porta via pregiudizi e moralismi, che, come vecchi divani sfondati, rendono l’uomo spiritualmente accidioso e opaco.
    E, nel susseguirsi dei capitoli, giunge a svelare il nostro spirito come la nota armonica, necessaria, amata e voluta della creazione: la risposta d’amore perfettamente libero, che è l’Uomo nel pensiero divino.

    Primo giorno di scuola

    di Stefanie Golisch

    Mai più solo che in quel giorno, il tuo
    primo giorno di scuola: sei un grosso
    panino imbottito di menzogne. Dolci
    parole ti accompagnano fino al cancello
    per consegnarti ai lupi dai denti bianchissimi.
    Dopo questo tradimento, come fai ancora a
    fidarti delle parole di quelli che dicono di
    amarti: ti hanno ingannato. Tu lo sai e loro
    lo sanno, ma non ve lo potrete mai confessare.
    E così che comincia der Ernst des Lebens,
    la tua solitudine irrevocabile

    Requiem per una amica

    di Stefanie Golisch

    La penultima volta che ci siamo viste mi volevi
    dire qualcosa. Ce l’avevi sulla punta della lingua
    proprio nel momento in cui il treno stava entrando
    in stazione. Ci salutammo educatamente. Aggiungo
    alla tua immagine in partenza alcune precedenti:
    tu, bambina che sfidi un maschio di una testa più
    alta di te. Voglio e non voglio essere come te. Sono
    innamorata di te, odio la tua presenza senza via di
    scampo. Distrattamente, ti prendi tutti i ragazzi
    tranne uno che proprio non ti piace. Me lo posso
    tenere. Grazie, amica. Anni di silenzio, poi, una tua
    foto in un giornale. Ti scrivo: La mia vita è bella come
    tutte le vite.
    E aggiungo: vorrei rivederti. Ci incontriamo
    d’inverno, in una città casuale. Ancora, almeno così
    mi sembra, vogliamo cose dall’altra che questa,
    semplicemente, non può dare. Intanto facciamo
    conversazione in lingua straniera. A un certo punto,
    tu dici credo che non sia né colpa tua, né mia e mi
    sento rispondere hai ragione come sempre. È inutile
    continuare e, infatti, ci fermiamo qui. È andato tutto
    storto tra di noi, cosa faccio ora senza di te

    Ho letto un libro e sono… arrabbiata

    Ho letto questo libro. E mi sono arrabbiata tantissimo. Avevo aspettative abbastanza alte: se n’è parlato tanto, e con tanto accanimento, sia in positivo che in negativo; il tema mi spaventava, in un certo senso (perché poteva toccare nervi scoperti); e infine: l’autore mi piace molto, ha scritto romanzi degni di nota, e conosce bene il mestiere. Ecco, pure troppo: un libro che ha grandi potenzialità, scritto sicuramente con maestria dal punto di vista dello stile, dall’incipit che fa entrare presto dentro la storia, alle immagini attraverso cui viene veicolato l’ambiente in cui i personaggi si muovono; nei dialoghi, per esempio, la descrizione della vita che scorre fuori dai personaggi coinvolti si fonde perfettamente, con un ritmo preciso e modulato, con le battute, suscitando una sensazione di immersione totale nel racconto.

    E poi? Poi si sgonfia, procede come un compito in classe a tema definito, portato avanti, sembra, senza particolare entusiasmo e soprattutto non rispettando fino in fondo i personaggi presi in prestito per raccontare una vicenda piuttosto comune. Sembrano (quasi) tutti sagome di cartone che stanno poco più avanti rispetto a uno sfondo ben costruito, si muovono sulla scena, ma non si capisce spinti da cosa, che passato abbiano, che esigenze, che pulsioni. E per una storia che dovrebbe basarsi proprio sulle pulsioni (non solo sessuali), è da pazzi lasciare in superficie ciò che muove un personaggio dal profondo, e tenerlo in piedi come olio che galleggia in un bicchiere d’acqua. Continua a leggere