
Antonella ANEDDA
Historiae
EINAUDI (2018)
*
Povria
Lo sai la polvere non cade, ma si alza
Du sciri la povria non ruat, s’alzat
viene meno alla legge naturale disubbidendo
not noscit sa legge naturale disubbidente
mentre la notte – che cade su di noi
inzandu ki sa nocte ruat
devasta i nostri occhi sulle cose.
ruinat sos nostros ogros subra cosas.
Grigio et canuto
Grigio e canuto, colore della cenere e del fumo.
*
Nel freddo
Pensa i morti e questi vivi che vanno verso casa
tra la pioggia e i lampioni, osservali
solo per un momento quando i gesti si fermano
dentro il suono del traffico e dei tuoni,
seguili nelle stanze ora dense di offese,
ora di amore, atomi che pensiamo perdurino
e che invece si perdono nel vuoto
che ci scuote al vento delle stelle e dei pianeti.
*
Vicino alla finestra (era novembre) un’ape barcollava
ubriaca di freddo o di vecchiaia.
Anche aprire il vetro non l’avrebbe salvata.
Ho lasciato allora che si perdesse in casa
e il giorno dopo l’ho trovata di nuovo
vicino alla finestra in un angolo scuro,
le zampe tese, rovesciata. Fuori, da una nube più grigia
è sceso il temporale, i fulmini scoscesi sulle case.
L’ape dormiva la sua morte di ape senza miele.
Stavolta ho spalancato i vetri, ho soffiato con forza
e si è posata un’ultima volta sulla terra bagnata.
*
axaxa
E’ duro il cammino verso ciò che è chiaro,
l’ho capito col tempo, forse soltanto questo è il dono
di invecchiare. Lo penso mentre smacchio un lenzuolo
con la candeggina, che stinga soprattutto le iniziali,
rigide di fili, di nodi, di punti croce
sul nome infittito di vocali.
