Requiem per una amica

di Stefanie Golisch

La penultima volta che ci siamo viste mi volevi
dire qualcosa. Ce l’avevi sulla punta della lingua
proprio nel momento in cui il treno stava entrando
in stazione. Ci salutammo educatamente. Aggiungo
alla tua immagine in partenza alcune precedenti:
tu, bambina che sfidi un maschio di una testa più
alta di te. Voglio e non voglio essere come te. Sono
innamorata di te, odio la tua presenza senza via di
scampo. Distrattamente, ti prendi tutti i ragazzi
tranne uno che proprio non ti piace. Me lo posso
tenere. Grazie, amica. Anni di silenzio, poi, una tua
foto in un giornale. Ti scrivo: La mia vita è bella come
tutte le vite.
E aggiungo: vorrei rivederti. Ci incontriamo
d’inverno, in una città casuale. Ancora, almeno così
mi sembra, vogliamo cose dall’altra che questa,
semplicemente, non può dare. Intanto facciamo
conversazione in lingua straniera. A un certo punto,
tu dici credo che non sia né colpa tua, né mia e mi
sento rispondere hai ragione come sempre. È inutile
continuare e, infatti, ci fermiamo qui. È andato tutto
storto tra di noi, cosa faccio ora senza di te

2 pensieri su “Requiem per una amica

  1. Molto bella, come è bello lo sguardo che si posa sulla complessità e l’ambiguità delle relazioni umane, quelle importanti, quelle che ci segnano profondamente, senza paura e senza giudicare.

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