Le Isolitudini di Onofri

Isolitudini_Onofridi Antonio Fiori

Isolitudini è un libro oceanico, scritto da uno spirito libero, dove si salta da un’isola all’altra senza dover dar conto a nessuno. È un continuo approdare e partire, talvolta romanzando una vacanza mai fatta, più spesso raccontando la storia di chi s’è avvicendato sulle coste o sulle alture di un’isola, vuoi per nascondersi, vuoi per oziarvi o per dipingervi un quadro, vuoi perché mandatovi in esilio. Ed allora Sant’Elena, le Falkland, le Azzorre, le Baleari, le Faroer, le Ebridi, Procida, Capri, Ventotene, prendono vita nuova e antica sotto gli occhi del lettore, si rianimano, si denudano, si scoprono e ricoprono. Non c’è bisogno d’esser poeti per cogliere la poesia di questo libro. Per il lettore, già l’indice dei nomi è un mare in cui nuotare, lasciandosi trasportare dall’immaginazione e delle suggestioni (conta oltre duemila nomi, circa duecento le isole e circa milleottocento gli autori e i personaggi storici e letterari).

Massimo Onofri, in realtà, sa bene che si può scrivere un libro come questo anche senza essere mai usciti dalla propria stanza (oltre a citare lui stesso il De Maistre del Viaggio intorno alla mia camera, c’è da ricordare il nostro Luciano Bianciardi, che nella sua Vita agra fa dire al protagonista: “Viaggiare per me non serve a nulla, ai nostri giorni non ci impari proprio niente”). A me pare che questo libro sia stato scritto per invitare a leggere, più che a viaggiare, scritto per avvisarci che solo la lettura può offrire l’autentico Invitation au voyage, se non il viaggio stesso; che soltanto attraverso la letteratura e la storia ci si può preparare ad affrontare il viaggio più avventuroso e pericoloso di tutti, quello verso l’isola che siamo, verso noi stessi.

Capiremo allora il senso profondo del ripetuto e commosso ricordo di Torquato Anselmi, amico carissimo dell’autore. Capiremo l’ammonimento della Natura che, beffarda, fa scomparire l’isola bengalese puerilmente contesa tra India e Bangla Desh. Capiremo perché lo stesso luogo, negli stessi giorni, è per Cioran prima un inferno, poi un paradiso. Perché il confino a Ponza, per Giorgio Amendola, rimarrà tenero ricordo. Capiremo perché un isolotto di mezzo ettaro per qualcuno sia stato così amabile da essere scelto come luogo di sepoltura. Io poi questo libro l’ho particolarmente apprezzato anche per una ragione personale – m’ha riaperto infatti l’orizzonte sulle isole di mio figlio: alcune, come le Azzorre e la Corsica, qui ‘visitate’ da Onofri, altre, come l’isola danese di Samsoe e l’isola portoghese di Culatra, legate ai suoi ricordi e alle sue fatiche giovanili. Sono isole che non troviamo in quest’indice ma delle quali forse un giorno, grazie a questo libro, qualcuno scriverà.

*

Massimo ONOFRI
Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari
La Nave di Teseo, Milano, 2019
pp. 492, euro 23,00

 

Un pensiero su “Le Isolitudini di Onofri

  1. Ringrazio di cuore Giovanna Menegùs e La poesia e lo spirito per questo spazio dedicato all’ultimo lavoro del critico letterario Massimo Onofri, che ho avuto recentemente il piacere di presentare nella cittadina di Porto Torres. Penso possa essere utile questa breve ma importante riflessione del nostro autore, fatta nel 2005 in altro contesto: “Nell’esperienza reale, secondo me, il lettore in un libro cerca il geroglifico del proprio destino, una verità sul mondo.” Per chi non lo conoscesse, chiudo con una nota bibliografica: Massimo Onofri insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Collabora con “Avvenire”, “Il Sole 24 Ore”, “L’Indice dei Libri del Mese”, “Nuovi Argomenti”. È nella redazione di “Paragone-Letteratura”. Ha pubblicato, tra l’altro, Storia di Sciascia (1994-2004), La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo (2007, Premio Brancati per la saggistica), Recensire. Istruzioni per l’uso (2008), Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo (2009), L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi (2011, Premio De Sanctis per l’Unità d’Italia), Passaggio in Sardegna (2015), Passaggio in Sicilia (2016, Premio letterario Porta d’Oriente), Benedetti toscani (2017).

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