La poesia della settimana. Rabindranath Tagore

74. Sensibilità

Sono spina a me stesso,
logorato in me stesso,
trovo in me stesso
soltanto pena.
Perché cerco appoggio
presso tutti?
Non ho casa, non ho casa,
io non ho casa!
Una sensibilità
così acuta, così meschina
ahimè, non riesce a sopportare
un pizzico di disonore.
Prima fiorisce
ai piedi di tutti,
piccola, affinché
nessuno sappia.
È meglio stare nell’oscurità
imbrattato di polvere:
non voglio, non voglio
questo orgoglio misero.
Starò dissolto
nella mia povertà,
non vagherò in cerca
della grazia di tutti.
Se il cuore trova pace in sé stesso,
Il giaciglio della polvere umile
diventerà un nido di felicità.

Robindronath Tagore, Duro e tenero, Milano, Fabbri Editori, 1991, p.125.

3 pensieri su “La poesia della settimana. Rabindranath Tagore

  1. Descrizione perfetta della lacerazione di un’anima, divisa tra ricerca dell’umile verità, e bisogno di essere rispecchiata ed elogiata .
    Meravigliosa!

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  2. Una poesia meravigliosa, carica della ricerca del proprio ruolo e della propria casa in una realtà distorta. La sensibilità e l’incertezza che trasudano dai versi si infiltrano nell’Anima e lì edificano la propria dimora. Grazie per averla condivisa 🙂

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