“Saul” di Vittorio Alfieri: tragedia del folle negato e della regina assente

MCTBE65

di Andrea Laiolo

Nel Saul il protagonista è completamente assediato, messo alle strette da una ressa di archetipi che egli stesso proietta intorno a sé, i quali non gli permettono di uscire dal loro cerchio. Ognuno dei personaggi con cui Saul interagisce personifica uno di questi archetipi, gli rimanda una immagine di sé, gli ripropone un aspetto della sua personalità e della sua vicenda personale, della sua storia, da cui egli non riesce a staccarsi. David è la giovinezza, l’eroismo, la pietà religiosa, l’approvazione da parte dei rappresentanti del Divino (egli in sostanza contiene più archetipi); Gionata, il figlio maschio, è la dedizione filiale; Micol, la figlia femmina, raffigura l’amore paterno, Abner rappresenta la corte, Achimelech l’istituzione religiosa. Ogni archetipo è un personaggio a Saul correlato, ed ogni personaggio rappresenta a sua volta un ruolo cui Saul o dovrebbe rinunciare o dovrebbe aderire completamente: l’orgoglioso re però non ha fondamentalmente accettato la propria incombente vecchiezza, e questo atteggiamento gli impedisce sia quel rifiuto sia quella adesione che lo renderebbero libero e forse sereno. Egli dunque si trova sempre in bilico tra la follia e la lucidità, piombando ora in quella e ora risalendo a questa, spesso istantaneamente, senza soluzione di continuità. In un momento di lucidità finale Saul recupererà il proprio onore, da lui stesso precedentemente infangato in un moto d’ira omicida, scegliendo un suicidio che ha l’aspetto e il senso di un harakiri.

Oltre che tragedia del “folle negato”, Saul può essere interpretata come tragedia della “regina assente”. Dov’è la sposa di Saul? La madre dei suoi figli? La biblica : Ahinoam? La regina dov’è? Non viene nemmeno menzionata, mai. La figura della regina, assente dalla vicenda, è dunque introiettata da Saul, e giunge così ad identificarsi con la sua anima o con una parte di essa: quella parte dell’anima che può essere considerata femminile, vale a dire quella che accetta, quella che accoglie, e che sarebbe disposta a rassegnarsi e ad abbandonarsi dolcemente alla vecchiaia come ad una giusta necessità. Questa parte che riconosce il diritto della Natura è contrastata dall’altra, tutrice della legge e dei ruoli, fortificata da tutti gli altri personaggi in scena, ognuno dei quali sollecita in Saul l’intervento di quei ruoli. Egli è padre verso gli uni, suocero e rivale verso un altro, nemico verso un altro ancora, e nei confronti di tutti è re. Verso chi è marito, amante? Verso la sua anima che aspira a liberarsi incontro alle quiete rinunce della vecchiezza, egli è sposo: ma i ruoli che la sua personalità occupa sono altrettanti, insormontabili ostacoli a questo amore di sé, a questo matrimonio animico. La regina è assente nella realtà esterna; presente nella realtà dell’anima, la regina è contrastata. La tragedia ha luogo anche in questo ulteriore campo di opposizioni. Ma alla fine della tragedia il re tornerà ad essere padre, il padre ritroverà in sé la madre come spirito di sacrificio: ritrovata la regina interiore, sarà ritrovata anche la pietà, e nella sua luce si scioglierà la vicenda: Saul, in quella che è l’unica tragedia alfieriana in cui avvenga una catarsi, morrà deliberatamente per salvare la vita della figlia.

***

Andrea Laiolo (Asti, 1971), poeta e studioso, ha curato con Max Ponte “La virtù sconosciuta” di Vittorio Alfieri (Paginauno) e conduce il Cenacolo Alfieriano di Asti.

In copertina: Marc Chagall, David before Saul, 1956 (stampa)

2 pensieri su ““Saul” di Vittorio Alfieri: tragedia del folle negato e della regina assente

  1. Bellissima interpretazione ed analisi che riesce a cogliere da un punto di vista archetipale e psicanalitico la tematica dell’unione tra un Animus e un’Anima che spesso non viene accolta nella Psiche stessa e quindi non riconosciuta come parte femminile di sé viene quasi ostracizzata ed amplificata nella sua controparte maschile che diventa quindi tiranna in contrapposizione ad una parte sovrana più accogliente e profonda.

    "Mi piace"

  2. Grazie del commento e del giudizio positivo. Sì, il femminino (Anima) rigettato, poiché inalienabile, ritorna e riabilita un mascolino usurato.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.