Frammenti di Cinema # 20

Dedichiamo questo frammento ad un solo film. Si tratta del capolavoro di Ettore Scola, La terrazza (1980). Perché? Perché nel documentarsi su di esso si scopre uno strano caso di realtà virtuale, narrata come vera nel web. Attenzione, non è un fake. Ma una sorprendente ipotesi di riscrittura  della storia; una ucronia che avrebbe suggestionato Saramago, ovvero un eteronimo degno di Pessoa. Partiamo dall’inizio. Ho cercato per mesi di rivedere Il viaggio di capitan Fracassa (1990) dello stesso Scola, di cui ricordavo la struggente interpretazione di Massimo Troisi e un’affascinante ricostruzione cinematografica della commedia dell’arte. Niente. Sulla rete questo film era del tutto inesistente, scomparso, rimosso, almeno fino a poco tempo fa. Ho ripiegato così sulla Terrazza, semplicemente per restare al regista. Questo film sono riuscito a trovarlo.

E’ divertente guardare più volte i film alla ricerca di particolari che riaprano emozioni nuove intorno allo stesso film e alle intenzioni del regista. Su questa terrazza romana un gruppo di amici della borghesia intellettuale si incontra periodicamente per raccontarsi. Ci sono uno sceneggiatore, un giornalista, un funzionario della Rai, un produttore cinematografico e un deputato del partito comunista. Lo schema narrativo riprende e ribalta quello di Louis Bunuel ne Il fascino discreto della borghesia (1972). Qui un gruppo di borghesi non riesce a consumare la propria cena e questa continua interruzione diventa allegoria dell’impotenza e della meschinità di un’intera classe sociale. Nel film di Scola, invece, ciascuno dei racconti personali si innesta in un buffet che si reitera nel tempo uguale a se stesso.

In questo frammento, comunque, non ci interessa il tema generale, quanto un singolo dettaglio. Il funzionario Rai, Sergio, vagheggia il sogno di realizzare uno sceneggiato, oggi si chiamerebbe fiction o serie televisiva, sull’opera di Théophile Gautier, Il capitan Fracassa. Eureka. La terrazza esce nel 1980. Il viaggio di Capitan Fracassa esce dieci anni dopo. Dunque, Scola pensava già allora di realizzare quest’ultima opera. Mi viene la curiosità di conoscere se questo particolare sia biografico. Se cioè sia accaduto nella vita reale che il regista, il quale non mi risulta abbia mai lavorato alla Rai, abbia invano proposto ai dirigenti della televisione di stato di realizzare un sceneggiato su questo personaggio letterario. Mi metto alla ricerca di altri elementi, con la consapevolezza, sia chiaro, di essere alle prese con un personale divertimento e non con un vero e proprio studio filologico. Tant’è che la principale fonte di informazioni è Wikipedia.

Cosa scopro? Cito alla lettera la descrizione: “Il funzionario televisivo Sergio Reggiani fu il primo a considerare l’ipotesi di realizzare un nuovo adattamento cinematografico del romanzo francese Le Capitaine Fracasse di Théophile Gautier.” Dieci anni prima del regista Ettore Scola. Cosa c’è di strano? Il personaggio Sergio de La Terrazza “muore di stenti sotto la neve finta di uno sceneggiato dedicato a Capitan Fracassa”. E’ interpretato dall’attore e cantante italo-francese Sergio Reggiani, con lo stesso nome del fantomatico funzionario ideatore del soggetto e realmente esistito secondo Wikipedia. Neppure l’attore Serio Reggiani risulta sia mai stato dipendente della Rai. C’è di più. Se clickiamo sul collegamento attivo in corrispondenza del nome, non c’è traccia né del funzionario, né dell’attore francese, ma veniamo condotti a Sergio Reggiani, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.

Sergio Reggiani (l’attore)

Ecco che tra cinema, letteratura e internet, vero e verosimile, falso ed errore, si rincorrono, si intrecciano e si sovrappongono in un groviglio nel quale si rischia di perdersi. Salvo seguire il filo senza pretesa alcuna di dipanarlo. Semplicemente presi dal divertimento di vedere fin dove si può arrivare.

Un pensiero su “Frammenti di Cinema # 20

  1. Il sogno di ogni narratore/regista, che i personaggi vivano di vita propria alla ricerca di un “ubi consistam”. Sergio non è salito sul palcoscenico di un teatro, ma ha tentato di ritrovarsi nella vita fluidissima del web. Neanche lì però ha potuto avere una forma definita ed è curioso che il “suo” film su Capitan Fracassa sia sparito dalla rete. Una suggestiva intuizione, complimenti.

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