24/11/1996

Stavi pregando, solo, nel tuo posto
solito, la Madonna col Bambino
alle spalle, e la chiesa,
che avevi costruito,
davanti agli occhi, come una creatura
da crescere. Era il giorno di Gesù
Cristo Re – come dicono -, il Re
dell’universo. Uno, però, viene
da un altro regno,
con la tanica piena di benzina.
Ti cosparge da capo a piedi, lancia
un fiammifero acceso, ti dà fuoco.
Ventitré anni sono passati. Sto
volando verso il pronto
soccorso, dove un altro
sorridendo fa notare: c’è puzza
di bruciato. Ti sbagli, amico mio,
questo è l’odore della santità,
simile a un morso. È come una benzina,
chiamata carità.

6 pensieri su “24/11/1996

  1. “Perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante.”(Ebrei 12:29)

    Bellissima…mi ha suscitato una profonda commozione, come sempre suscita l’autentica santità.
    Grazie!

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  2. Siamo figli dell’Amore…Lui ci ha insegnato o meglio dimostrato cosa vuol dire…è venuto per questo…ci vuole come Lui..e con Lui tutto è possibile…

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  3. Riflettevo sul fatto che, in definitiva, è l’intensa sofferenza il luogo in cui si rivela la verità dell’amore per Dio, non a caso tutti i santi sono stati provati con grandi tribolazioni.

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