Trieste. La resa dei conti, di Marina Torossi Tevini

di Chiara Mattioni

Ci sono almeno tre modi di raccontare la Storia. Il primo è quello ufficiale, quello dei libri di studio che, ricostruito a posteriori, se pure rigoroso, perde l’anima degli avvenimenti. Il secondo, preziosissimo e insostituibile, è quello della testimonianza diretta, che aggiunge dettagli ricchi e tumultuosi e tuttavia ha sempre un’angolazione in qualche misura soggettiva.

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Coscienza

Gesù è venuto sulla terra, e ne hanno fatto quello che hanno voluto; è venuto nell’Eucaristia, e ne hanno fatto quello che hanno voluto. Lo farà fino alla fine dei tempi, per amore. Così dice a Gabrielle. E noi siamo qui, ad ascoltare, e a farci un esame di coscienza.

La poesia della settimana. Marina Cvetaeva

Amore

Fuoco? Uragano? Terremoto?
Andiamoci più piano…

Dolore noto come agli occhi il palmo
della mano, e alle labbra
il nome del proprio bambino…

Dopo la Russia. Marina Cvetaeva, Milano, Corriere della sera, 2012, p. 257.

Servire Dio

Una giornata ha senso se si serve Dio. Quando sarà chiaro alla coscienza? Certa teologia vorrebbe cancellare la verità dei cosiddetti meriti, ma Gesù dice a Gabrielle: il merito, e anche l’onore e il privilegio, stanno tutti nel servire Dio. Che la Sapienza ci illumini su questa verità così cruciale.

“Lunga notte nella Petite Passe”, racconto di Lino Pastorelli

Lino Pastorelli, “Lunga notte nella Petite Passe”

A J.C., con riconoscenza

– Guarda un po’ quanto manca, va’! ‘Sto Loran lampeggia, non prende… ne puoi fare regate, funziona un cazzo qui! –
– Quella piastra di massa, scommetti? Comunque quello lì è il faro del Titan, ce lo lasciamo a dritta e filiamo giù fuori delle isole, il temporale arriva da terra. Se non fa scherzi per le due entriamo a Tolone –
Il lampo ammicca vicino, intenso. Gian armeggia con la bussola, il compasso punge la carta umida. Continua a leggere

Matteo BIANCHI – FORTISSIMO, Poesie

Matteo BIANCHI

FORTISSIMO

MINERVA (2019)

(Con nota di Giancarlo Pontiggia e Cinzia Demi)

 

6 GENNAIO

Spesso non misuriamo quanto ci siamo allontanati e viviamo a vista d’occhio. Forse per quella stupida possibilità di ritorno, di riabbracciarci e perdonarci insieme, per-donare. Non diamo peso alla speranza. Quando muoiono, però, è l’abbandono. Non c’è ragione che menta. Continua a leggere

Radici

di Sabrina Trane

Tempo fa ascoltavo un video su youtube, distrattamente, ma presto l’attenzione si è accesa: il tema trattato mi colpiva profondamente. Come cristiana, certo, ma non solo, perché lì c’era un modo particolare di illustrare il tema dell’identità, secondo il criterio più credibile: l’esperienza personale.

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Intervista a Fabrizio Centofanti

di Giampaolo Centofanti

Chiedo spunti sulla situazione attuale. Sui possibili sbocchi.

Situazione spirituale

Aspetti culturali

Aspetti sociali


La situazione esistenziale, in Occidente, è in condizioni pietose: alle persone si mostra, in modo martellante, ciò che non hanno, per trasformarle progressivamente in clienti. L’essenziale è che comprino: tutto il resto diventa secondario, compreso Dio, il quale, come nella Cappella Sistina, prende prima gran parte dello spazio e poi diminuisce, fino a sparire. Ciò che conta è l’oggetto, la merce. La religione diventa pubblicità: si pensi al noto spot di un caffè, che si svolge in paradiso. La vita spirituale si può ridurre ad atti quantificabili, come la benedizione delle auto, che nasconde spesso motivazioni discutibili, del tipo “non si sa mai”. La religione cosificata si oppone all’incarnazione di Cristo, che si colloca agli antipodi: qui ogni realtà si offre come memoria dell’amore che crea e custodisce. Anche nella Chiesa, a volte, si seguono maestri che guidano grandi movimenti, trasmettono valori e contenuti, ma si viene a scoprire che manca il dato più importante: il compromettersi in prima persona, l’esperienza di un Dio che visita te, che viene a cercare proprio te. Continua a leggere

Merry Christmas

Il Natale elettronico non è
che un trillo dello smartphone, di notifiche,
essemmesse, video su WhatsApp,
gif animate, cinguettii su Twitter,
post su Facebook, mi piace non mi piace,
rilinkami, ritaggami. È una Festa
o una centrale elettrica impazzita?
Gesù si è risparmiato tutto questo:
si è sorbito in diretta le molestie
di scribi e farisei, il riso di Erode
e le mani lavate di Pilato,
una perfetta gif
della paura atavica di amare.
Ma l’ennesima e-mail, almeno quella,
l’ha evitata, immune dal virtuale.

Questa situazione

Il problema di noi umani è l’incoscienza, l’ignoranza, la resistenza, la paura. Un uomo-Dio ci chiama, chiede il nostro amore, e ne riceve spesso riso e insulti, dice il Cristo alla Bossis. In effetti, c’è di che pensare. E soprattutto c’è di che promuovere, con tutti i mezzi, la coscienza di questa situazione.

Nenia in bisbiglio


di Iole Chessa Olivares

                                       Natale  2019

Forse  non viene NATALE…
La stella cometa
errando nello stupore
s’ interroga:  fermarsi
o attendere una chiarità suprema?
Chissà!
Nella guerra per l’apice
aspra arrogante
NOI
vanamente  sfuggiamo a NOI
in devianti frantumi, lacerazioni
sempre affamati,
mai sazi di  mondo.
Ah!  paglia e paglia e paglia
per non sentire
per non vedere
ma la zanzara sale, vive con NOI
forza gli argini d’ogni vena
inferno richiama  e perduto paradiso
sanguinando
fa saltare il lucchetto  al cuore
trascina la spina dal rogo alle stelle.


Francesco Randazzo. Tre poesie inedite

Magie quotidiane

Il miracolo di un interruttore che accende la luce in una stanza buia.
La meraviglia di un rubinetto che fa sgorgare acqua, anche calda.
La potenza di un fornello che si accende e da fuoco per cucinare.
L’accoglienza di un materasso con le coperte, le lenzuola e i cuscini.
La sorpresa di un frigorifero aperto ricolmo di cose da mangiare.
Il confortante chiacchierare delle caffettiere e delle pentole.
L’avventura che i libri sul comodino promettono e mantengono.

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La poesia della settimana. Giorgio Stella

A Paul Celan

Mi trovo nel non luogo,
qui vengono e partono in continuazione
coloro che restano nell’ambiente del luogo,
e l’acqua e la terra non fanno tanta differenza
tra loro e il vuoto
qui sono nella parte d’ombra che si trova al centro del sole
qui sorgo e tramonto nel medesimo cielo
cardinale dell’incrocio natante dell’aere,
qui sono qui, mi trovo a te
nella zona d’essere stato
persona vostra, storia mia,
solo per voi, Eric e Gisèle
l’acqua non affonda.

Ogni gioia


Il regno dei cieli subisce violenza, e i violenti se ne impadroniscono: è uno dei passi più enigmatici dei quattro Vangeli. In realtà si spiega bene. Gesù dice che per seguirlo bisogna rinnegare se stessi e prendere la croce. Ecco dove sta la violenza: nel crocifiggere i propri desideri, l’amore di sé. È il preludio della risurrezione, dice il Cristo alla Bossis, vale a dire di ogni gioia.