“Annuncio astrale”. Paola Renzetti

a cura di Giovanna Menegùs

henri-rousseau-sera-carnevale

Santa Lucia, al dì s’arcrìa e la neva s’aturtìa

La mano d’argento del salice
aprisse la porta del cielo.
Airone ha portato con sé
questi giorni ossuti
e Caio con la sua vita.

E neve, neve ovunque
neve intorno. La terra
può togliersi dall’oscurità,
questo è l’annuncio astrale
dell’inverno. Senza memoria
sfilano i giorni, rasoterra i voli
nella nebbia, coram assente.
Non più, non ora. Luce, ormai.

Si fa attento il popolo dei vivi
alla scintilla, ghiaccio alla finestra
di calore e lingua, nero da decifrare
in sussurro, mosaico udibile
appena, unghia di segno vivente.

13 dicembre 2019, festa di Santa Lucia

*

“Santa Lucia, il giorno si ricrea e la neve s’aturtìa”: s’attorciglia, si ritorce, s’attorta, a tutto ciò che tocca; proverbio emiliano.

«…alcune parole le vado afferrando con fatica, altre si affacciano senza previsione. “Coram” è una di quelle, per la sua assonanza con cuore, ma poi ho pensato a coram populo (davanti al popolo) per sottolineare la mancanza di una presenza (con il termine assenza), di una sintonia di voci (coro, sempre per assonanza). Caio (per vicinanza linguistica a coram) e per la funzione che il nome proprio ha assunto di indicare genericamente qualcuno, un passante in questo caso, ma anche uno di quelli che se ne vanno per sempre da questo mondo (conosciuti e non), in un sol giorno. Caio è anche il nome di un monte dell’alta val Parma (però non ci avevo pensato). Airone è proprio un airone bianco. Nelle campagne qui vicino ce n’è qualcuno. Orione è la costellazione che si vede nel cielo invernale. L’airone (vedo ora) nel libro dei morti egizio è ponte tra i mondi».

*

Immagine: Henri Rousseau, Sera di Carnevale, 1886, Philadelphia Museum of Art

3 pensieri su ““Annuncio astrale”. Paola Renzetti

  1. Pingback: “Annuncio astrale”. Paola Renzetti | Crudalinfa

  2. Un testo molto evocativo (‘la mano d’argento del salice’, ‘E neve, neve ovunque/ neve intorno’) e insieme vagamente criptico e chiaramente polisemico (come dimostrano le parole in calce). Ecco, la poesia è tutta in questo precario equilibrio e in questa ricchezza della parola. Una ricchezza cui alludere senza mai troppo mostrarla, che tiene alta l’attenzione nel lettore e ripetuta nel tempo l’emozione.

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