“Incendio nel bosco”, di Marco Candida

Marco Candida, Incendio nel bosco, Tarka Edizioni 2019, collana “Appenninica”

Recensione di Marisa Salabelle

Incendio nel bosco, di Marco Candida, è la seconda uscita della collana “Appenninica” di Tarka. Una collana lanciata dall’editore toscano e curata da Paolo Ciampi e Marino Magliani, con l’intenzione di raccontare l’Appennino, questa spina dorsale dell’Italia, nei suoi molteplici aspetti.

Il romanzo di Candida è incentrato su un devastante incendio che si diffonde in un bosco, un piccolo parco naturale inserito all’interno del più vasto Parco Naturale Regionale del Beigua, sull’Appennino Ligure. Il fuoco, inizialmente esiguo e quasi amichevole, divampa infuriandosi fino a divorare ettari ed ettari di territorio: l’autore, con grande maestria, descrive la furia, la fame delle fiamme che si propagano da un abete a una farnia, a ogni sorta di piante ad alto fusto, querce, conifere, eucalipti, e arbusti e cespugli, piante erbacee, foglie e aghi di pino; come un diavolo affamato l’incendio si mangia tutto, e insieme alle piante divora gli insetti, gli uccelli, conigli e marmotte, un orso, un lupo. Con una prosa fluviale, un ritmo accelerato, una scelta lessicale particolarmente accurata, Candida riesce a rendere benissimo la rapidità, la ferocia e l’avidità delle fiamme che come lingue, tentacoli, si espandono e divorano vita animale e vegetale, senza sosta.

All’interno di questo bosco in fiamme c’è una borsa frigo di plastica, traccia di un recente picnic, e poco più in là, su una coperta distesa su una radura, una coppia amoreggia. Sono Rosa e Fiore, innamorati fin da ragazzini, quando proprio in quel bosco venivano a scambiarsi confidenze ed effusioni: ora Rosa è la moglie di Silvano, ricchissimo proprietario di un’azienda di legname. È lui che ha creato il parco nel Parco dove i due, spinti dalla passione, sono venuti ancora una volta. Il fuoco li sorprende, li attacca, li costringe a una fuga rocambolesca fra tronchi caduti, muri di fiamme, torrenti in cui buttarsi per non soccombere.

La storia di Rosa e Fiore, tra amore e adulterio, viene così a fondersi con quella dell’incendio che devasta il luogo dei loro convegni, e con altre storie ricordate, evocate, inserite nella narrazione principale.

Una grande prova di abilità linguistica, una riflessione sulle passioni che agitano l’animo umano e come il fuoco lo divorano.

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