Fuori dal tuo sonno

di Stefanie Golisch

Fuori dal tuo sonno ti ho atteso, eri non laddove pensavo che
fossi, ma nemmeno laddove non pensavo che fossi, sapevo
che non ti avrei trovato da nessuna parte, non aveva senso
continuare ad aspettarti ovunque, ma speravo che un verso
come fuori dal tuo sonno ti avrebbe chiamato in vita, eppure,
mi sono sbagliata, non ci si trova dentro un verso se prima
non ci si trova fuori, laddove, appunto, noi due non ci siamo
mai trovati, a dire la verità, sono stata io ad inventare quella
persona da attendere fuori dal suo sonno, non suona male,
vero? perché fa pensare al sonno come la condizione naturale
del nostro essere uomini, e, se fosse davvero così, se davvero
potessimo essere stanchi senza sentirci in colpa, troppo stanchi
per combattere, per chiacchierare, per chiarire le cose una volta
per tutte, se davvero fosse la stanchezza la cosa più bella di te,
di me, allora forse non avrei atteso invano dentro e fuori dal
tuo, dal mio sonno, non avrebbe avuto nessuna importanza,
saremmo stati insieme così leggeri da non accorgerci
nemmeno

L’immagine è di Fritz Winter

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