Note a margine, una porta schiusa sulla scuola.

di Anna Trattelli


Note a margine non è un romanzo, né una semplice raccolta di racconti. Non è un testo soltanto narrativo o espressivo, informativo o descrittivo. Note a margine ha l’inusuale caratteristica di essere sempre un libro diverso a seconda degli occhi di chi lo legge: può essere, di volta in volta, un diario di bordo, un manuale di istruzioni, un quaderno di appunti o una lettera aperta.

O tutte queste cose messe insieme. Di fatto non rientra in nessuna delle tipiche etichette di genere imposte dalla teoria letteraria; a Note a margine queste classificazioni stanno strette, scomode, perché il suo contenuto straborda, straripa, non accetta contorni o argini. Non ha un limes da difendere e custodire, né lo vuole.
Attraverso una prosa pulita, efficace e diretta il suo autore, Francesco Pettinari, accompagna il lettore sulla soglia di una porta schiusa sul mondo della scuola che si apre gradualmente e con estrema delicatezza. Senza neanche accorgercene ci ritroviamo immersi e partecipi della quotidianità scolastica, nelle vite di tanti giovani protagonisti, nei ragionamenti di un professore di sostegno che, nelle sue riflessioni, tocca, con spontaneità disarmante, questioni dal colossale peso pedagogico: prima tra tutte l’inclusione.
L’inclusione di tutti, che non significa “mettere una toppa” laddove mancano gli strumenti per gestire un alunno con disabilità, ma includere, prevedere, dare per certi nella progettazione dell’intera attività didattica anche i più fragili, i più scomodi, quelli “non previsti” dalla coriacea struttura della lezione tradizionale che premia e porta avanti i più forti, i più belli e i più fortunati.
L’inclusione è l’unico, potente, modo di vivere la scuola. È lo stare insieme agli altri, il trovare con loro nuovi canali di apprendimento, alternativi, concreti.
Ma l’essere umano è imprevedibile e, ogni tanto, il docente deve fare i conti con la possibilità di un fallimento, gli tocca tirare il freno a mano e cambiare strada, senza distogliere mai lo sguardo dagli alunni perché sono loro che suggeriscono il sentiero da seguire, la didattica è fatta dai ragazzi.
Il successo delle attività progettate da un docente non è mai garantito perché gli studenti sono tutti diversi, come le tante piantine di un orto, perfetta metafora di una classe: ognuna necessita di quantitativo d’acqua differente. Occorre quindi una didattica calata nella realtà, nella vita e nell’esperienza individuale di ogni alunno, flessibile, elastica come un collant, che ricopre alla perfezione il profilo della persona cui è destinata.
Note a margine ci insegna l’importanza del tentare e ritentare, del non lasciarsi prendere dallo sconforto ma di continuare a cercare, aggrapparsi e stringere forte anche la più timida idea di cambiamento, spinge a intraprendere quella strada secondaria e sterrata che può sembrare lunga e disagevole, ma che può portare un ragazzo al raggiungimento di un importante obiettivo: un passetto in più verso la sua autonomia.
Sfogliando Note a margine, ci ritroviamo a passeggiare nel corridoio di Nina e Giulio, tra i quali avviene il piccolo miracolo dell’inclusione tra gli esclusi, a sfogliare un libro pieno di simboli con Edoardo, a fare la conoscenza di Dimitriy, Manuel, Marco, Simone, Sabina e tanti altri, fino a scoprire che la scuola non è solo quel posto dove si fanno compiti in classe e ascoltano interminabili spiegazioni frontali di storia, ma è anche il luogo che nasconde mille meraviglie, tesori e rifugi segreti come un capanno degli attrezzi o una vecchia cucina sepolta in un ripostiglio.
Così d’improvviso ficchiamo il naso nei cassetti dei prof e osserviamo il campo minato dei loro rapporti interpersonali. Compagno di avventure e punto di riferimento per piccoli e grandi è l’insegnante di sostegno, abitante irregolare di quel limbo tra cattedra e banchi, privo di fissa dimora, talvolta considerato una presenza scomoda dai docenti curricolari “regolari” perché altera l’ordine, la norma, le consuetudini dei canonici sessanta minuti di lezione con le sue proposte bizzarre e innovative, fino a diventare un clandestino in classe, un fuorilegge. Un docente si rende conto di star facendo il proprio dovere quando lotta per valorizzare i suoi alunni, quando scuote gli adulti dalla miope conformità che rende tutti uguali, quando dimostra che i bambini non devono essere ridotti alle semplici sigle di una loro caratteristica (DSA, BES, DVA). Per questo educare è rischioso, perché ti porta ad essere in disaccordo con chi non vuole rinunciare al piedistallo delle sue lezioni verticali.
Note a margine è tutto questo e molto altro, nella sua alternanza di paragrafi narrativi e riflessivi si delinea di volta in volta il profilo di una scuola nuova, una didattica che deve essere portata alla luce con urgenza per il bene dei nostri ragazzi.

Francesco Pettinari, Note a margine. Racconti della scuola inclusiva italiana, Ultra, 2020.

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