Il rondone

C’era uno che aveva sempre paura di sbagliare. Temeva l’opinione degli altri, ed era certo che tutti lo guardassero male. Un giorno incontrò un uomo e gli chiese: può dirmi perché mi sento in difetto? L’uomo lo portò su un monte. Guarda – gli disse, – cosa vedi? – Vedo le colline, la vegetazione sparsa, qualche casa. – Guarda meglio. – C’è una macchina che passa, un cane che abbaia, una donna che accompagna una bambina. – Guarda ancora. – Vedo balle di fieno, un torrente che scorre in mezzo ai pioppi, un albero dai fiori rosa. – Ecco spiegato il tuo problema: c’è un rondone che vola, proprio davanti ai nostri occhi, eppure non lo vedi. Se tu ti accettassi come sei, senza tormentarti coi pensieri, daresti a Dio il tempo di baciarti, e potresti volare. Da allora in poi, quel tale guarì completamente. Tenne in casa, per sempre, l’immagine di un rondone volante, simbolo dell’incontro fra Dio e la sua nuda verità.

da qui

2 pensieri su “Il rondone

  1. “Ho il dovere di essere quello che sono; davvero voler essere io, e io soltanto (…) Alla radice di tutto sta l’atto mediante il quale accetto me stesso. Debbo acconsentire ad essere quello che sono. Acconsentire ad avere quelle qualità che ho. Acconsentire a stare nei limiti che mi sono tracciati.”

    Romano Guardini

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