CORONAVIRUS. LA NOTTATA NON SARA’ BREVE

La nottata che ha da passare non sarà breve. Anzi, si prevede lunga, tra periodi di tregua e di possibile recrudescenza dei contagi. Potremo riprendere fiato -secondo gli esperti- solo quando sarà possibile una vaccinazione efficace e diffusa. E non sarà questione di settimane, ma di mesi.

Da qui alla vaccinazione cosa faremo? Noi, singolarmente, le famiglie, i lavoratori, le imprese, le istituzioni pubbliche?

Penso che dovremmo ancora stringere i denti e lasciar passare queste settimane più critiche, per numero di contagi e decessi.  Nel frattempo, si spera che sia risolto il problema dei dispositivi di protezione e delle attrezzature sanitarie fino ad oggi carenti. Materiali che vanno con urgenza messi a disposizione di tutti, personale sanitario in primis.

 Passata questa fase acuta, sarà inevitabile predisporre un piano di graduale ripresa con una serie di rigide prescrizioni, per evitare nuovi e più drammatici contagi.

 Ecco alcune ipotesi organizzative:

  1. Utilizzo dei dispositivi di protezione e osservanza delle distanze sempre e ovunque, fuori dalla propria abitazione;
  2. Conservazione del lavoro agile, a distanza, o in videoconferenza, ovunque sia possibile e nella misura massima consentita per tutti i lavoratori per cui è praticabile;
  3. Ridefinizione di spazi e distanze per la compresenza all’interno di uffici, scuole, fabbriche, istituti di pena, locali privati, pubblici o aperti al pubblico, e in strada, all’aperto;
  4. Possibilità dunque di svolgere le predette attività ma con vincoli di distanze e obbligo di arieggiare che, intuitivamente, potrebbero penalizzare alcune attività in particolare che si svolgono in spazi ristretti (lavoro in fabbrica, attività didattiche, attività di ristorazione e bar, palestre, concerti e assemblee al chiuso e all’aperto, stadi, uffici etc.);
  5. Possibilità del contenimento del flusso di compresenze anche per il transito nelle strade e per le attività lavorative (in campagna, in strada, in piazza) o sportive all’aria aperta (camminate e corse a piedi e in bici), con possibile previsione di fasce orarie diversificate (ad esempio, per nome, per età); sempre, in ogni caso, con utilizzo dei dispositivi;
  6. Chi ha febbre e/o tosse e/o raffreddore persistente dovrebbe restare a casa; senza febbre e con sintomi blandi, possibilità invece di uscire ma con obbligo di mascherina e di distanze, così come per tutti (eventualmente, con un colore diverso per sensibilizzare le altre persone a una maggiore cautela); in ogni caso, nei luoghi chiusi, con obbligo di cambiare frequentemente l’aria;
  7. Monitoraggio costante sul territorio,  in particolare in caso di focolai, con quarantena circoscritta territorialmente e utilizzo degli applicativi (come quelli in uso nella Corea del sud) per tutti i positivi e gli asintomatici;
  8. Utilizzo dei tamponi, a tutti i residenti, con possibilità di restrizioni modulate (più dure o più blande) in caso di presenza o assenza di contagi nei territori;
  9. Controlli e sanzioni per i trasgressori ma senza caccia alle streghe e linciaggi con giustizia sommaria per i presunti untori.

Il diritto alla vita e alla salute e le libertà della persona sono e saranno dunque messi a dura prova. Non possiamo che sperare che a prevalere siano l’umanità e il buon senso.

 Giovanni Nuscis

2 pensieri su “CORONAVIRUS. LA NOTTATA NON SARA’ BREVE

  1. Mi piace. [confermo ai carissimi amici del blog che ‘commento’ mi piace, nn per metterlo in evidenza ma perché nn sono in grado al momento di crearmi un account e condividerlo con voi].

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