La ‘poesia’ della lettura in casa

A cura di Guido Michelone

Di questi tempi ce lo sentiamo dire da tante parte: dobbiamo stare a casa; allora è bello riscoprire, o in molti casi ‘scoprire’ il piacere della lettura, il gusto di incominciare un libro, avventurarcisi dentro e magari divorarlo tutto d’un fiato sino alla fine, come accade con altre differenti esperienze (un film, per esempio). 

Tuttavia, il mezzo di comunicazione di massa ancor oggi più diffuso, la televisione, fa ancora poco o nulla in tal senso: sarebbe un’occasione epocale per tentare un vero, costruttivo dialogo fra carta stampata e piccolo schermo, ma al momento si preferisce ancora continuare, per i libri, con le solite rubriche elitarie (a orari impossibili), e per il resto con il riciclo di vecchie trasmissioni che, nella maggior parte dei casi, non fanno certo onore né alla tivù pubblica né a quella privata. 

Va meglio qui, sui social, dove da tempo esistono iniziative come La poesia e lo spirito e dove, da alcuni giorni, si cerca in vari modi di attrarre nuovi adepti a quella che io definirei la ‘poesia della lettura in casa’, dove – scusate il gioco di parole – non si devono leggere necessariamente poesie, bensì avvicinarsi con uno spirito lirico alla grande bellezza rappresentata dai libri. 

Senza dilungarmi su questioni teoriche, passo decisamente ad alcuni consigli per una ‘poesia’ della lettura in casa, con cinque volumi usciti negli ultimi mesi, uno per argomento o genere letterario. Iniziamo dalla poesia: Oltre il tempo di Marina Popadic è una nuova raccolta della giovane italo-serba, residente in Germania, forse più celebre come pianista classica. Composti direttamente in lingua italiana, “i vari testi – come suggerisce Rossana Valier nella premessa – si articolano in una spietata analisi dei ‘senza’, cioè delle privazioni mascherate  da illusori possessi che la vita offre (…) Un cupo riflesso di dolore e di impossibilità emerge potente dai versi , attraverso un tessuto stilistico ermetico”.

Profetica per via del drammatico momento che stiamo vivendo potrebbe risultare, passando alla narrativa straniera, la lettura del romanzo I Marziani di Kim Stanley Robinson: l’autore sessantottenne, statunitense dell’Illinois, ma di stanza a Davis in California, ritenuto tra i massimi esponenti della nuova fantascienza mondiale, ha dedicato al nostro ‘vicino’ Marte ben altri quattro romanzi e questo quinto potrebbe essere quello risolutivo, definitivo, persino eccessivo nell’assunto alla base del libro: “Sognavamo d’incontrare alieni favolosi e abbiamo trovato noi stessi”. Chissà, forse non è un caso che la pandemia sia scoppiata in un momento in cui Americani e Cinesi non facevano altro che parlare di nuove missioni umane per colonizzare il cosiddetto Pianeta Rosso.

Passando alla narrativa italiana, Nero come la notte di Tullio Avoledo segna il rimarchevole esordio nel genere noir del romanziere friulano, il quale ambienta una vicenda tesa, dura, narrata splendidamente come un classico poliziesco americano, nella stessa cittadina immaginaria (Pista Prima) del proprio esordio, L’elenco telefonico di Atlantide: luogo inesistente del Nord Est, è il protagonista, accanto alle indagini dell’agente Sergio Stokar, che s’aggira tra grandi ricchezze e nuove povertà, ‘fotografato’ in mezzo a periferie di capannoni abbandonati o al lusso di una piccolo-media borghesia.

Per restare in ambito narrativo, sia pur con una forte componente emotiva per chi in questi giorni è orfano dello sport dal vivo o in diretta tv, consiglierei la ristampa de I gesti bianchi, di Gianni Clerici: il noto giornalista comasco, reporter sportivo (forse la massima autorità internazionale in fatto di tennis), ma anche poeta, romanziere, drammaturgo, offre in un solo volume tre suoi romanzi – Londra 1960, Costa Azzurra 1950, Alassio 1939 – editi nel 1995 – dove protagonista è ovviamente l’agonismo tennistico: grazie a lui, come scriveva allora Beniamino Placido, “il tennis è sì uno sport, ma ancor prima è una ‘psicomachia’. Il confronto di due anime”.

Ed ecco, per concludere, una vera autobiografia, Me di Elton John (Reginald Dwight): 376 pagine dove la celeberrima rock star racconta se stesso. Ricorda la propria esistenza straordinaria e rivela, senza reticenze, i momenti spassosi o problematici, dall’infanzia nel sobborgo londinese di Pinner al complicato rapporto con i genitori, dal bambino timido con l’improbabile sogno di diventare una stella del pop, al debutto concertistico a soli ventitré anni in America, di fronte a un pubblico entusiasta.

Penso che ce ne sia per tutti i gusti. Potete cominciare a sperimentare, dunque, la ‘poesia’ della lettura in casa: al momento in Italia ci sono 123 librerie che fanno servizio a domicilio, oltre le grandi catene on line e molte editrici (talvolta persino autori) che spediscono direttamente. Non resta che l’imbarazzo della scelta…

I cinque libri consigliati in ordine alfabetico per autore:

Avoledo Tullio – Nero come la notte – edizioni Marsilio

Clerici Gianni – I gesti bianchi – edizioni Baldini&Castoldi

John Elton – Me – edizioni Mondadori

Popadic Marina – Oltre il tempo – edizioni Pegaz

Robinson Kim StanleyI Marziani – edizioni Fanucci

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