La poesia della settimana. Ion Barbu

Sono solo un anello del grande dubbio,
fragile, l’unità per me è effimera; ma
uno sciame di esistenze della mia morte risorge
e il vero nome che porto è: ondeggiamento.

Perciò, arcuato sotto i tempi, svolgo un lungo tessuto
dall’erba delicata alla fronte pensante
e la bionda successione di forme, salendo di sole in sole,
nella vastità della vita riversa un passato.

Dall’onda che viaggia, dalle acque eterne
prendo la veste di coloro che muoiono,
e rigenerato, e agile, corro – sottile brivido –
per sale orgogliose o umide caverne…

E così, sulle Terre tagliandomi vaste porte
verso i ritmi immensi della mente, un giorno,
porto all’Alta Bilancia il mio ricco peso
di tante esistenze e di altrettante morti.

NIEBO, n.7, dicembre 1978

3 pensieri su “La poesia della settimana. Ion Barbu

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