3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 28

  1. Quando conto i semi
    Che sono sparsi là sotto –
    Per sbocciare così, via via –
    Quando rifletto sulle persone
    Distese così in basso –
    Per essere accolte tanto in alto –

    Quando credo nel giardino
    Che il mortale non vede –
    Colgo con la fede il suo fiore
    E sfuggo la sua Ape,
    Posso rinunciare a questa estate – senza esitare.
    E.Dickinson

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  2. Fernando Pessoa – Ricardo Reis, Odi [1914-1933]
    Maestro, son placide

    da: Fernando Pessoa
    UNA SOLA MOLTITUDINE
    VOLUME SECONDO
    A cura di Antonio Tabucchi
    con la collaborazione di Maria José de Lancastre

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Erik Satie – Vexations
    Reinbert de Leeuw, piano

    ~~~~~~~~

    Maestro, son placide
    tutte le ore
    che noi perdiamo,
    se nel perderle,
    come in un vaso
    mettiamo fiori.

    Non ha tristezze
    né allegrie
    la nostra vita.
    Così sappiamo,
    incauti saggi,
    non tanto viverla,

    quanto fluirla,
    tranquilli, placidi,
    con i bambini
    come maestri
    e gli occhi colmi di Natura…

    In riva al fiume,
    lungo la strada,
    come ci càpita,
    nel sempre uguale
    lieve riposo
    di star vivendo.

    Il tempo passa,
    niente ci dice.
    Noi invecchiamo.
    Sappiamo, quasi
    maliziosi,
    sentirci andare.

    Non vale la pena
    fare un solo gesto.
    Non si resiste
    al dio atroce
    che i propri figli
    divora sempre.

    Cogliamo fiori.
    Bagniamo lievi
    le nostre mani
    nei fiumi calmi,
    per imparare
    calma anche noi.
    Girasoli sempre
    fissando il Sole,
    calmi usciremo
    da questa vita, e né
    il rimorso avremo
    di aver vissuto.

    (12.6.1914)

    ~~~~~~~

    Mestre, são plácidas
    Todas as horas
    Que nós perdemos.
    Se no perdê-las,
    Qual numa jarra,
    Nós pomos flores.
    Não há tristezas
    Nem alegrias
    Na nossa vida.
    Assim saibamos,
    Sábios incautos,
    Não a viver,
    Mas decorrê-la,
    Tranquilos, plácidos,
    Tendo as crianças
    Por nossas mestras,
    E os olhos cheios
    De Natureza…
    A beira-rio,
    A beira-estrada,
    Conforme calha,
    Sempre no mesmo
    Leve descanso
    De estar vivendo.
    O tempo passa,
    Não nos diz nada.
    Envelhecemos.
    Saibamos, quase
    Maliciosos,
    Sentir-nos ir.
    Não vale a pena
    Fazer um gesto.
    Não se resiste
    Ao deus atroz
    Que os próprios filhos
    Devora sempre.
    Colhamos flores.
    Molhemos leves
    As nossas mãos
    Nos rios calmos,
    Para aprendermos
    Calma também.
    Girassóis sempre
    Fitando o Sol,
    Da vida iremos
    Tranquilos, tendo
    Nem o remorso
    De ter vivido.

    12-6-1914

    Odes de Ricardo Reis . Fernando Pessoa. (Notas de João Gaspar Simões e Luiz de Montalvor.) Lisboa: Ática, 1946.

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