Il caso

Niente avviene a caso. Quando la sofferenza si affaccia, nella vita, dobbiamo sapere, sentire, che Gesù l’ha voluta per noi: sì, proprio quella, perché fossimo più uniti a Lui, perché insieme con Lui portassimo la croce. Il cuore impara a distinguere il passo dell’amato: quanto è più dolce, meno freddo del caso! Il grande Amico dirige la tua vita, la mia vita. Stringiamo la croce con amore e l’amore crescerà. 

4 pensieri su “Il caso

  1. S&R

    Ecco il cuore del cristianesimo: la permissione della sofferenza, da abbracciare con amore. È ciò che hanno compreso, e vissuto, i santi.
    Quanta strada per giungere a questa meta!

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  2. Alfonso Matrella

    Ai piedi della croce, dove LUI ci chiama a raccolta;
    “” Donna, ecco tuo figlio”,
    poi disse al discepolo “ecco tua madre”, e da quell’ora il discepolo la accolse  con sé.
    Maria e Giovanni siamo noi, tutta l’umanità, che LUI, prima “emettere il Suo Spirito” vuole affidare gli uni agli altri: l’amore di una madre e l’amore di un figlio sono per noi il sigillo che  garantisce questo SUO testamento;
    da subito, ancor prima di tornare tra i Suoi risorto, ancor prima di mandare su di loro Paraclito, pone la Sua “firma”!!!
    … noi gli eredi!…
    … mi ricordo, lasciò detto:
    “Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato”…

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  3. hellomiticospank

    Nulla nella vita viene a caso, il caso non esiste.
    Nulla nella vita è dato per scontato.
    Al primo impatto la “compressa” si presenta amara al palato, ma via via che scende nella sua amarezza si deposita nel cuore portando dolcezza, sollievo.
    Non basta però, sentire dolcezza e sollievo, stando davanti alla croce, o tenendo la croce; manca un ultimo passo, il più importante: STRINGERE, ABBBRACCIARE LA CROCE.
    Posso stare davanti alla Croce, posso tenere la Croce con una certa distanza, posso tenerla con freddezza o con tiepidezza, ciò che accresce l’amore di due amanti non è la distanza stando l’uno di fronte all’altro, ma il contatto, in un puro abbraccio.
    QUINDI OGGI MI APPRESTERÒ AD ABBRACCIARLA CON SORRISO.
    La croce è come una rosa.
    Se si vuol mantenere la rosa sempre viva, non basta solo coltivarla, ma avendone cura, bisogna saperla prendere anche dalle spine.
    Per mantenere sempre “bella” e viva la croce, non basta guardarla, contemplarla, ma bisogna anche saperla abbracciare.
    Gesù lungo la via che lo portava al Calvario è stato aiutato dal Cireneo.
    Io dovrei essere il Cireneo di Gesù, ma il più delle volte sento che è Lui a farmi da Cireneo.
    È Lui che porta con una mano la mia croce, e con l’altra, mi tiene per mano, per tenermi al suo fianco.

    CHE DIRE? … SOLO GRAZIE!

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