Eleonora RIMOLO. La terra originale. Tre poesie, con una nota di Antonio Fiori

Scrivo sulla poesia di Eleonora Rimolo quando già in molti si sono pronunciati (tra gli altri, Mario Formularo, che si distingue per lo spazio e l’approfondimento dedicato a questo libro). Si tratta della seconda raccolta di un’autrice giovane ma già autorevole, ormai al centro dell’attenzione nel panorama dei poeti italiani. Va intanto sottolineata la prefazione di Giancarlo Pontiggia, che parla di “pulsante materia emotiva” che l’autrice riesce a convogliare in sequenze di “densa brevità”, risolte “in un unico strutturatissimo movimento”; ci avverte inoltre che “pensieri e immagini hanno una loro forza scontrosa e selvatica, a volte brutale” e che “anche la gioia di Eleonora Rimolo ha qualcosa di fatale e indocile”. La raccolta è divisa in due parti – ‘Viaggi’ e ‘La notte più lunga dell’anno’ – suggellate da una citazione di Karl Jaspers: Quale che sia la nostra origine, esistiamo./ Ci troviamo nel mondo con altri uomini, a ricordarci l’inevitabile connotazione antropologica e sociale propria anche dell’esperienza poetica: noi dobbiamo vagare, dobbiamo tornare/ in cerca della casa originale,/ della prima cellula essenziale.
L’autrice sa quanto sia arduo decifrare il mondo, i nostri comportamenti, gli accadimenti, i sentimenti: cerco solo una recinzione, un pascolo/ sterminato, un istante terminale in cui/ capire tutto prima di sparire. Eppure non demorde, riflette con ostinazione, giungendo quasi sempre a considerazioni disincantate o a soluzioni lucide e amare: andremo via così senza cose,/ non ci muoveremo di un passo:/ ogni tua rosa sta già per marcire. Affronta naturalmente anche la dialettica del rapporto amoroso, e lo fa con profonda originalità: da un lato cerca di mantenersi entro il solco indagatore e premonitore della sua poetica – A volte cerco/ di sedarti, schivo i tuoi calci, ti chiedo/ di attendere un nuovo germoglio/ quando al mattino spettri di luce/ ci risveglieranno dal pallido incubo/ della giovinezza – dall’altro attinge dal ricordo (o dall’inconscio?) visioni conturbanti: in quegli anni era tutto un rimanere/ e il tuo sesso non cresceva /– non cresceva – sotto i miei baci/ pesanti come sassi; toccanti, in particolare, questi versi della poesia ‘Del breve amore’: Se solo non ci
avessero inchiodati / a questa croce di primizie dolcissime/ nemmeno ci saremmo accorti di essere morti. Eleonora Rimolo, alla fine, ci svela dove l’hanno portata i viaggi che ha affrontato, spesso metaforici, e quella notte così lunga: Sono rimasta dove mi hai posato, perché, l’abbiamo imparato, si parte per poter tornare, i bagagli talvolta si disfano ancor prima di partire, e si affronta il buio della notte per scoprirsi, alla fine, vicino agli altri, con dentro le stesse domande e le stesse risposte tentate.
Antonio Fiori

*

Da:  La terra originale

 

Sul delta della tua mano dove il sole

è malato, fiorito cadavere, in punta di piedi

ti chiedo come perdutamente aggiungi

amore alla sottrazione, perché non inchiodi

la penna alla cornice mentre inghiottiti

dai dubbi pensiamo alla fatica come

condanna e la sfinge pretende una soluzione,

uno sforzo che mai si cheta

e ci divide, strappando dal tuo occhio

con morsi insaziati il vizio di brillare.

 

*

 

Ghiacciano i binari: per tre volte

abbiamo rimandato il viaggio,

abbiamo creduto fosse meglio

tornarcene in salute alle case

e scriverci da lì in confidenza,

da lì spiare la bufera prima

che fosse tardi, seguirla dappertutto

fino al tempo della rottura

sul ferro, davanzali dello

schianto, cimiteri di ogni volo.

 

*

 

Ho saputo della mareggiata al di là

delle colline, ho sentito il sale nella gola

che ora infiamma e mi tiene muta

dietro questi schermi. Mi manca sedere

sulle barche rovesciate, sentirmi giovane

insieme a te, seguire la danza dei pescatori

rapita dal loro rigido metodo antico: tenere

le reti con le dita trasformate in tronchi,

avere sogni tiepidi, gli occhi sempre

in basso o in alto mai a metà dell’orizzonte,

lamentare cantando il ritorno del padre.

*

Eleonora Rimolo
La terra originale
Lietocolle-pordenonelegge.it
2018, pp.66, euro 13,00

 

 

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