I gesti bianchi di Gianni Clerici

di Guido Michele

La ristampa di questo libro – prima edizione 1995 – merita qualcosa di più dei complimenti in quarta di copertina di famosi giornalisti quali Beniamino Plaicido e Antonio D’Orrico e soprattutto di Italo Calvino (tra i massimi narratori novecenteschi); di più di una deliziosa aletta con puntuale analisi critica e di un’altra aletta biografica, dove si apprende che il novantenne comasco è forse la massima autorità erudita nella storia del tennis italiano nonché provetto romanziere e saggista tra il 1972 e il 2010.

Il sottotitolo de I gesti bianchiLondra 1960, Costa Azzurra 1950, Alassio 1939 – fa presumere che i tre romanzi brevi, formanti un ideale trittico sul gioco del tennis in epoche cruciali, vengano scritti con tale progressione, ovvero in una cronologia all’indietro. Conviene però leggerli seguendo l’iter storico naturale per capire almeno tre aspetti del libro: il mondo di allora racchiuso in un ventennio di avvenimenti eccezionali; lo sviluppo dei cosiddetti gesti bianchi (ovvero il giuoco del tennis nel proprio iter evolutivo); la metamorfosi stilistica sia di forma sia per contenuto nella prosa dell’autore.

Commentando in breve i singoli romanzi, Alassio 1939 è la vicenda (simbolicamente autobiografica?) di Giovannino, nove anni, promettente tennista nella cittadina ligure – allora raffinata ed elitaria meta turistica – del più antico Tennis Club tricolore, fondato e gestito dagli Inglesi, quando il gioco è in parte ancora pionieristico, affidato a ricchi e snob in una società dove le differenze di classe e di casta sono marcatissime, benché parzialmente scombinate dagli imminenti venti di una guerra che nulla lascerà più come prima.

In effetti la vicina Costa Azzurra 1950 sembra notevolmente cambiata, benché i gesti bianchi risultino ancora per pochi, ma già inclini al professionismo: la vicenda di Luca e Roberto alimenta tuttavia ancora gli ideali agonistici in chiave di amicizie personali, sia pur all’interno di una civiltà viziata, nella patria della joie de vivre, tra Cannes, Montecarlo, Beaulieu (e relativi capitoli), in mezzo a cattivi maestri dalle torbide ascendenze.  

Ancor più viziosa sembra essere Londra 1960, dove il tennis pare un puro pretesto per dedicarsi alla bella vita, anzi una ‘dolce vita’ britannica composta da modelle, attricette, prostitute, dalle storie personali che emanano tristezza, vittimismo, drammaticità, in cui il protagonista reporter (qui più autobiografico che mai) pare sguazzare allegramente, sebbene rimpianti e maliconconie siano dietro l’angolo: non è certo la swinging London dei giovani contestatori (ma Gianni Clerici commette l’imperdonabile errore storico di collocare reggae e capelloni in quel Sessanta dell’amico Nicola Pietangeli, finalista alla Coppa Davis proprio contro le racchette del Regno Unito), semmai una metropoli cosmopolita, dove tennis professionistico e libertà sessuale vanno di pari passo.

Difficile stabilire il migliore dei tre romanzi, anche perché l’atteggiamento dell’Autore cambia di volta in volta da romantico osservatore a pirandelliano sentimentale fino a un ruolo simile all’intellettualoide recitato da Marcello Mastroianni nella Dolce vita (1959) felliniana che critica, ma non fustiga i costumi, essendone coinvolto dapprima dall’esterno, poi con sempre maggior partecipazione emotiva, che finisce in tragedia per Fellini, mentre Gianni Clerici riesce a strappare anche qualche sardonica risata o amaro sorriso con una purezza stilistica che procede in crescendo fino all’exploit di Alassio 1939 trova il proprio apogeo, dal tocco quasi crepuscolare.

Gianni Clerici, I gesti bianchi. Londra 1960 – Costa Azzurra 1950 – Alassio 1939, Baldini+Castoldi, 2018, pagine 477, € 16,00.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.