Van Gogh 2. Farabbi, Adlujè

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Autoritratto

[…] La raggiera comincia dall’occhio (della ruota del carro), che è ciò di più determinante per l’inizio e la direzione e la durata del viaggio.

Sono venticinque anni che lavoro dentro il mio occhio. […]

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Van Gogh 1. Farabbi, Favola

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Me l’ha raccontata una vecchia. E quando ebbe affidato a me l’ultima parola della storia, si addormentò per stanchezza e passaggio di custodia. Il suo corpo, di colpo, sfilò l’arcobaleno e si chiuse nel sonno, davanti a me.

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Da “Il mio amico”, di Daniela Matronola

Dalla raccolta di racconti Il mio amico, di Daniela Matronola (ed. Manni)

Prefazione di Paolo Di Paolo

“Domare il dolore”

Era da un po’ che non trovavo – in un racconto, in un romanzo – un amico, un grande amico, uno misterioso come Meaulnes, o irraggiungibile come Gatsby. L’elettricità che sprigiona un nostro amico: uno che sa scrivere canzoni, il fratello maggiore acquisito che ti insegna come comportarti con le ragazze, l’adolescente cresciuto, «sensuale inconsapevole». Il mio amico è il racconto che dà il titolo alla raccolta di Daniela Matronola; ed è un ottimo campione della sua scrittura giocosa, verrebbe da dire “seriamente giocosa” – se la letteratura è un gioco serio –, con l’ironia sottilissima che la percorre, un esercizio dell’intelligenza che fa crepitare un inciso o un parentetico, che sovraccarica un aggettivo anche semplicissimo, che dirada gli eccessi di cupezza anche quando il tema è la morte. Humour, potremmo dire conoscendo le passioni e competenze di anglista dell’autrice. Ma non basta, perché sarebbe uno sguardo “da fuori”.

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Poesia italiana del XXI secolo

Stefano Modeo è nato a Taranto nel 1990. Vive e lavora come insegnante a Ferrara.“La Terra del Rimorso” (ItalicPequod 2018) è la sua opera prima. Alcune sue poesie sono state pubblicate su: L’Ulisse, Versodove, Poetarum Silva, Poesia di Luigia Sorrentino, il blog di Roberto Deidier, Poeti e Poesia, Poesia del nostro tempo, Atelier, il blog di Poesia del Corriere della Sera.  Compare nell’antologia Abitare la parola – Poeti nati negli anni ’90 (Ladolfi editore 2019). Fa parte della redazione della rivista di poesia Atelier e collabora con il blog di letteratura Nazione Indiana.

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Rodari in Nuova Zelanda!

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. Questo sperava Gianni Rodari, poeta, scrittore, pedagogista, partigiano, giornalista, ‘fantasista’ di rilievo della narrativa italiana del secolo scorso, di cui in questi giorni si festeggia il centenario della nascita.

Per l’occasione, Bologna Children’s Book Fair e la Regione Emilia-Romagna  hanno organizzato la mostra Figure per Gianni Rodari. Eccellenze Italiane, con le opere di ventuno illustratori italiani che dagli anni Settanta ad oggi hanno illustrato e reinterpretato le sue storie per grandi e per piccini.

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Buona lettura 24: “Trappola per lupi”, di Bruno Vallepiano

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Trappola per lupi (Golem edizioni) è un gioco di contrappunti dove Bruno Vallepiano adombra il racconto del protagonista, Mauro Bignami – il professore di filosofia ben noto ai lettori perché alla sua quinta indagine investigativa -, sino a quando, spinto da quello spirito di giustizia che lo ha sempre contraddistinto, lo stesso “Mau” riesce ad imprimere una svolta alla storia, contribuendo a svelarne il mistero.

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CRESTOMAZIA (novità): Hai Zi, “Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989”

Hai Zi, Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989, a cura di Francesco De Luca, Del Vecchio Editore 2019, € 16,50

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di Francesco Sasso

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Prima di iniziare la mia breve analisi delle poesie di Hai Zi, devo fare i complimenti all’editore. L’impaginazione, la copertina, il frontespizio, l’immagine del poeta all’interno del libro, la mappa finale: l’oggetto libro è di rara bellezza.

Chi è Hai Zi? Il 26 marzo 1989 il poeta Hai Zi si uccide facendosi travolgere da un treno. Ragazzo prodigio, a soli quindici anni viene ammesso alla più prestigiosa università cinese, a diciannove anni inizia ad insegnare. Solitario, spirito semplice, conduce una vita da eremita. Ama scrivere di notte e perdersi nella natura di una Cina ancora rurale. Scrive tanto in pochi anni, soffre per amore e si dedica interamente alla poesia. Vien voglia di abbracciarlo e dirsi suo amico. Hai Zi cresce negli anni della Rivoluzione culturale e muore a pochi giorni dal massacro di Piazza Tian’an men.

In mare: «Tutti i giorni son giorni in mare/  povero pescatore/ grumi di carne come una fune maldestra/ lanciato sulle onde/ vuole afferrare terre lontane/ oggetti luminosi/ anche solo i finti sorrisi del sole/ ma afferra solo assi di legno marce:/ capanne, barche e bare/ dorsi di pesci migrano in branchi/ senza fine e senza inizio/ della giovinezza solo si può dire/ quanto sia fragile». (pag.27).

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Desiderio

Quale gioia, per Me, se tutti i vostri istanti fossero istanti d’amore, dice il Cristo alla Bossis. La esorta a trovare le parole per contagiare la passione, e a chiederle a Lui, se mai non le trovasse. Le ricorda che ha voluto essere con noi ogni momento, mangiato e bevuto nell’eucaristia, per esprimere, al di là di ogni dubbio, il Suo desiderio.

Frammenti di Cinema # 32

Black lives matter. La vita dei neri conta. Races lives matter. La vita delle razze conta. Può essere riscritto così lo slogan del più recente movimento a difesa dei “neri” negli Usa, e non solo. Sì, perché la lotta per i diritti delle minoranze è sensibilmente mutata, come gli studi più recenti hanno rivelato. Le rivendicazioni razziali post-moderne, infatti, invocano più differenza che uguaglianza, più identità che integrazione. Le implicazioni sono notevoli, nel bene e nel male. Ancor prima della sociologia è stato il cinema, come spesso accade con l’arte, a cogliere questo cambiamento di prospettiva. Il primo esempio, forse, è un film, addirittura, del 1970, L’uomo caffellatte (Watermelon man) di Melvin Van Peebles, il padre della blaxploitation, un genere di film popolari destinati principalmente ad un pubblico di colore. Invertendo la tradizione della black face degli anni ’20, in cui un attore bianco si tingeva di nero il volto, l’attore afroamericano Godfrey Cambridge interpreta Jeff, un borghese bianco che un mattino si sveglia e scopre con orrore allo specchio di essere diventato nero. 

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Il banchetto

Gesù dice a Gabrielle di approfittare dei Suoi meriti. Fa l’esempio di un uomo che si è speso tanto per imbandire una tavola ricchissima, ma quando invita alla condivisione nessuno risponde, e molti si allontanano con gesti di disprezzo. Perché perdere una ricchezza così grande? Partecipiamo e invitiamo il più possibile: più condividiamo, più raccoglieremo.

Domenico Sapio, “Notturno barocco”

Recensione di Francesco Improta

Domenico Sapio, Notturno barocco, ed. Colonnese, 2020

Domenico Sapio, docente di letteratura poetica e drammatica al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dopo aver affrontato in Dei senza Olimpo un tema di grande interesse ma poco dibattuto, quello delle “voci bianche”, approda alla narrativa con un romanzo di grande impatto emotivo e di stupefacente bellezza, Notturno barocco (Colonnese editore 15 €). Già il titolo ci catapulta in un’epoca tra le più feconde della nostra Storia, a dispetto dei tanti giudizi negativi pronunciati per il passato in maniera sommaria da storici e studiosi.

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Antonio Bux, La diga ombra

di Rosa Salvia

                                                                La diga ombra

                                      (nottetempo, Milano 2020)

Si entra in questo libro di Antonio Bux con il tremore e timore di chi vìola una sacra privatezza ben sapendo, però, che la porta è lasciata aperta dall’autore perché il fervore dell’ambiguità agisce nel dominio di chi accetta di essere poeta. Si ha l’impressione per ognuna di queste poesie, nate da una forte passione, da un incontro determinante e necessario, di assistere alla registrazione, dal vivo della sua introspezione, di possibilità del pensiero che mobilitano continuamente la lingua in una caccia al sensibile.

Su questa strada si intrecciano cortocircuiti mentali e figurali ognuno dei quali forma il caso di un incontro: Giorni d’acqua, simili a dèi…; il tramonto del sole che non è mai; accecarsi bui / per le strade interrotte dove dio / padre è una pietra, freccia grezza / sulla strada, e noi la meta.

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