Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Intrecci di voci poetiche martedì 13 ottobre 2020 alla Casa delle Donne di Milano, Via Marsala 8, dalle 17 alle 19. Nicoletta Buonapace, Laura Canevali, Dorinda Di Prossimo e Marilena Salvarezza presentano le loro poesie e ne parlano con Angela Giannitrapani del gruppo Libr@rsi.

– Conduce: Angela Giannitrapani.

– Letture dei testi a cura di Cinzia Iraci:

Nicoletta Buonapace, Nel sale della notte, Smasher, Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 2019.
Se è vero che la poesia si nutre di immagini, sappiamo, come già scriveva Nicoletta Buonapace nel suo articolo su “Lapis”, che per ascoltare la propria voce interiore occorre prima di tutto farsi strada fuori dalle immagini tramandate da secoli, in cui sono inscritti i desideri, le paure, i sogni dell’altro sesso.
La “lingua/limpida come acqua/in cui specchiarsi/ per consolare il male di non sapersi dire”, per fare chiarezza nel caos, disperdere stanchezza e solitudine, conosce la “nudità” che le è stata sottratta solo allacciando tra il pensiero e il corpo quei cunicoli sotterranei che tornano a renderli, come sono sempre stati, indisgiungibili. È questa interezza ritrovata che dà sensi, brividi, eccitazione, calore e colore alla parola, che stinge il confine tra mondi diversi, fino a impregnare la pelle del suono del vento, vedere specchiarsi nei pensieri il baluginare del sole e “sulle labbra le lettere di un bacio”. (Lea Melandri)

Dorinda Di Prossimo, Quaderno millimetrato, Incerti Editori, Legnago (VR), 2012.
La carta a millimetri di un quaderno invita chi scrive alla precisione, a non sprecare spazi: ma è anche un richiamo umile e concreto a un’espressione concentrata e pulita, senza le sbavature e gli eccessi a cui può indurre lo spazio bianco di un foglio immacolato. E la dichiarazione di poetica di Dorinda Di Prossimo è già esplicita in una delle prime poesie di questa intensa plaquette: “M’aggiusto coserelle senza ambiguità… Mi faccio chiara… Pitagorica, / direi”. Non c’è approssimazione in questi versi, netti, decisi soprattutto negli incipit. Icastici perché assolutamente visivi, fissati da uno zoom fotografico: anzi, da inquadratura filmica, che può richiamare, ad esempio, i primi piani di Antonioni. Sbalzati imperiosamente dal buio, e lì presenti, immodificabili, severi: “Ti scrivo come uscita dalla pioggia. Lenta / nell’impiccio delle mani”. (Alida Airaghi)

Marilena Salvarezza, Naufragi in vista del porto, Milena Libri, 2020.
La poesia di Marilena Salvarezza nasce dal desiderio di fissare con le immagini l’istante in cui, nella datità scontata delle cose, si aprono momenti di essere e si intravedono altre realtà possibili. Così, per un attimo, gli uomini si mostrano nella loro nudità, la natura nella sua bellezza primigenia e il dolore si trasfigura. Il prisma della nostalgia e del ricordo salva il passato e lo illumina. Sono questi effimeri istanti a consentire di accettare la caducità dell’esistenza.

Laura Canevali, Luce a Monreale, Libraduepuntozero, 2018.
La poesia è un ritmo, un suono improvviso, un’immagine veloce.
La poesia non chiede strutture regolari o codifiche intellettuali. Può cadere nelle braccia di un amante che sia maschio o femmina, a lei non importa.
La poesia non fa distinzioni di razze e luoghi, studi o preparazione. A volte si incontrano talenti nascosti in un profilo di impiegato delle poste (Charles Bukowski) o di un addetto all’export (Fernando Pessoa), o di un senza tetto (Valentino Zeichen).

*

L’incontro si pone nel mezzo di un percorso di riflessione sulla poesia di donne che ha già visto due incontri con Maria Pia Quintavalla e continuerà con altri due: la presentazione di due antologie poetiche sulla relazione madri-figlie e la poesia femminile del primo Novecento a partire da compositrici-poete.

Ognuna delle quattro poete ci racconterà il senso del proprio fare poetico che, comunque si declini, trasfigura il quotidiano e si apre allo stupore del mondo. Una dimensione dunque che appartiene a tutte, anche a chi non scrive e che coltiva le passioni nel silenzio. Forse non sappiamo definire cos’è la poesia ma come diceva Wislawa Szymborska a chi le chiedeva cos’era “Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo, come all’ancora di un continuo cercare la gioia di scrivere”. E aggiungiamo di leggere, di pensare, di condividere.

Le letture di Cinzia Iraci si alternano al dialogo tra le poete e tra loro e le partecipanti.

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